Autogol (o El Samba del Radiator)

di Davide De Lucca –

Lo sport non è avaro di storie esaltanti, imprese al limite dell’eroico, grandi vittorie e amare sconfitte, cadute e ripartenze. Alcune di queste vicende si intrecciano alla Storia, altre restano sconosciute o ricordate solo dagli appassionati, ma altre ancora vengono ingiustamente dimenticate, come quella di João Pinto do Nashoeira, detto El Radiator per la sua scarsa mobilità in campo.
Nashoeira nasce in Brasile nel 1959 in una periferia disagiata. Il padre lavora come muratore e la madre, di origini africane, è impiegata in una fabbrica di sardine. João, a proposito della propria infanzia, ebbe a dire: “Mio padre costruiva per tutta la famiglia cappellini di carta con gli stessi fogli di giornale che mia madre adoperava per avvolgere le sardine, e così nessuno osava avvicinarsi a noi.” Grazie a questo sistema che teneva lontani i malfattori e non solo, João cresce in totale tranquillità, anche se un po’ isolato, e con una non invidiabile collezione di copricapi maleodoranti.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 10 – clicca qui per info)

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