• By Digressioni / 23/10/2017

    di Matteo Pernini –

    Che il cinema non fosse il banale compendio in immagini di un testo a monte, lo sapevamo già prima che Jean-Luc Godard iniziasse il rosario delle sue deliziose insolenze. Che la critica cinematografica fosse anzitutto un regolamento di conti con se stessi, lo abbiamo appreso dalla Nouvelle Vague. Di questa assistiamo, oggi, a un inverecondo revisionismo, operato nel chiacchiericcio inconsistente, al lumicino di una critica miope, bardata di ragionevolezza e disposta a discutere, purché su basi storiche; quasi la Nouvelle Vague fosse un fenomeno di costume, un breve interludio di cui si possano circoscrivere con precisione date, affiliati, precursori ed epigoni.

  • By Digressioni / 22/10/2017

    di Luca T. Barbirati – 

    È il braccio aperto della schiavona, disteso, mentre offre l’alzata colma di lupini, ad attirare lo sguardo dell’osservatore. Il suo gesto di offerta quasi oscura il tavolo alle sue spalle che, allungato in diagonale, permette allo Spirito di diffondersi per tutto il telero. Nell’Ultima cena che si può osservare in San Giorgio Maggiore a Venezia, Tintoretto mette in scena non tanto la sua sapienza pittorica, quanto la sacralità popolana che la Riforma non era riuscita a convertire. La schiavona si fa minima tra i servitori – più prostrato di lei è solo il cagnolino ai piedi del tavolo! –, una sua mano prende dal cesto intrecciato e l’altra dà.

  • By Digressioni / 21/10/2017

    di Carlo Londero –

    Un disco rivoluzionario, uscito in tempo per fare da colonna sonora alla Summer of Love e inno di Woodstock. Canzoni nell’insieme capaci di incantare un pubblico vastissimo (dai musicologi – finora mai così interessati al pop-rock – agli hippy, dai teenager agli adulti) con musiche che, a livello sonoro, non si erano ancora udite nel pop.
    Per alcuni potrà non essere tra i migliori album dei Beatles, o non essere il primo disco nel quale i Beatles sperimentano certe sonorità (si pensi a Revolver, 1966).

  • By Digressioni / 20/10/2017

    di Carlo Selan –

    La letteratura dovrebbe essere testimonianza dei mutamenti di una realtà sociale, uno sguardo critico che assume il presente come un tempo storico in evoluzione, rivolto al futuro. In quest’ottica, se si pensa a momenti socialmente fondamentali per la storia italiana come sono stati il sessantotto e gli anni settanta del secolo scorso, ci si stupisce di quanto (apparentemente) poco, e con relativa scarsezza di vedute, sembra sia stato scritto a riguardo da quegli autori che, per questioni anagrafiche, si trovarono ad essere contemporanei ai grandi eventi di quel periodo.

  • By Digressioni / 19/10/2017

    di Cinzia Agrizzi –

    La sfida all’ordine precostituito del mondo messa in atto da Prometeo, il Titano che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, è per definizione rivoluzionaria e ribelle: Eschilo, nel Prometeo Incatenato (Προμηθεύς δεσμώτης, 460 a.C. circa), unica opera pervenuta della trilogia originaria dedicata all’eroe, ne rimarca l’azzardo, tanto ardito da indurre Zeus a scaraventarlo nel Tartaro. Prometeo, a galoppo del progresso tecnologico, si erge così a simbolo che “libera” l’umanità da uno stato subalterno, abbracciando il senso pieno della modernità nella sua linea del tempo, dalla prima rivoluzione industriale alle conquiste della scienza e della tecnica, dal capitalismo all’atomica, da Internet al web 2.0.

  • By Digressioni / 18/10/2017

    di Davide De Lucca –

    Citazioni memorabili o significative in Seinfeld (1989 – 1998) non mancano, ma partiremo da questa: “I can’t spend the rest of my life coming into this stinking apartment every ten minutes, to pore over the excruciating minutiae of every single daily event”. (Non posso passare il resto della vita in questo appartamento puzzolente ogni dieci minuti per analizzare i dettagli più minuscoli di ogni singolo fatto quotidiano”, TdA). A dirlo è Elaine, che tenta di fuggire da questo meccanismo, ma sarà subito riassorbita. Seinfeld, lo show basato su niente, fa proprio questo: prende una situazione quotidiana qualsiasi, la viviseziona in modo nevrotico e la restituisce in materiale comico, arguto e caustico.

  • By Digressioni / 17/10/2017

    di Andrea Campana –

    “Chi non ha vissuto negli anni prima della rivoluzione non può capire che cosa sia la dolcezza del vivere”. È con questa frase di Charles de Talleyrand che si apre Prima della rivoluzione (1964) di Bernardo Bertolucci. E il tempo prima della rivoluzione è esattamente quello in cui vive il protagonista del film, Fabrizio, giovane di buona famiglia parmense che si barcamena tra simpatie comuniste e un amore impossibile e semi-incestuoso, nel tentativo di prendersi quella che lui stesso definisce “una vacanza” dalla noia della vita borghese.

  • By Digressioni / 16/10/2017

    di Michele Saran –

    Come per molti altri ambiti e campi, anche la storia del jazz può essere vista come un lungo, ininterrotto ciclo di eventi sospinto da un nugolo di rivoluzioni. Ve ne sono di fragorose, detonanti. Il free-jazz, per esempio, forse la più potente di tutte, in termini d’intensità dinamica (si pensi a Cecil Taylor), di sconvolgimento dell’armonia tradizionale, e certamente di messaggio culturale. Vi è anche un altro tipo di rivoluzione, ben più sottile, pacato, teorico, persino didattico, ma non meno innovativo. E che pure preesiste a quelle radicali, ne costituisce un diretto antenato, un prologo fondamentale. La figura di George Allen Russell, nativo dell’Ohio (1923), uno dei più grandi e importanti jazzisti bianchi, pianista, compositore e ricercatore, incarna appieno giustappunto questo comparto di sconvolgimenti “tenui”.

  • By Digressioni / 15/10/2017

    di Annarosa Maria Tonin –

    Vicenza, contrada dei Porti, 1555. Palazzo da Porto lo ha accolto di nuovo, reduce dai successi di Mantova e Venezia. Il conte non gli ha commissionato altri affreschi, ma due ritratti a grandezza naturale, due tele che si guardino e, insieme, siano osservate dagli illustri frequentatori della casa.
    Iseppo (Giuseppe) da Porto, la cui data di nascita è incerta (oscilla tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI), ha richiamato l’amico pittore Paolo Veronese a Vicenza, perché celebri la sua rivoluzione artistica, dipingendo due ritratti che esaltino l’amore all’interno di un ordine politico e sociale in cui i da Porto sono simbolo di ricchezza, potere e splendido mecenatismo.

  • By Digressioni / 14/10/2017

    di Matteo Pernini –

    Fu Lewis Carroll il primo a chiedersi in cosa un corvo somigli a una scrivania. Mise la questione in bocca al Cappellaio Matto, ma lasciò l’enigma insoluto. Qualche tempo dopo lo psicologo Joseph Jastrow disegnò un’immagine in cui si poteva indifferentemente riconoscere il muso di un coniglio o quello di un’anatra e precipitò l’umanità nel dilemma delle illusioni ottiche. Come decifrare la figura? La risposta è semplice: occorre circoscrivere un contesto, quello in cui è posta la domanda. Non è questione di banale condizionamento, sebbene gli illusionisti siano maestri nell’arte di piegare le altrui scelte alle proprie esigenze, senza darlo a vedere.

  • By Digressioni / 13/10/2017

    di Francesco Zanolla –

    Articolare qualche riflessione sul concetto politico di “Rivoluzione” rischia di rivelarsi un compito assai arduo. Per farlo in una maniera che sia in qualche modo significativa, occorre infatti ingaggiare un tortuoso corpo a corpo con una delle tradizioni culturali più articolate, gloriose, esaltate, criticate e vilipese della modernità occidentale, che ne ha fatto uno degli snodi centrali della propria teoria e della propria prassi politica.

  • By Digressioni / 12/10/2017

    di Matteo Zucchi –

    A chiunque abbia una minima confidenza col mondo videoludico non parrà strano sentire un’affermazione di questo tenore provenire da uno dei creatori di alcuni dei più influenti videogiochi degli anni ‘90, i progenitori degli sparatutto arena Doom (ID Software, 1994) e Quake (1996), principali esponenti di un genere che ha fatto di un divertimento tanto tecnico quanto privo di ogni stimolo culturale il proprio araldo.

  • By Digressioni / 11/10/2017

    di Eugenio Radin –

    L’esistenza che Immanuel Kant trascorse nella cittadina prussiana di Königsberg dal 1724 al 1804 fu la più distante possibile da quanto un’immaginazione di influenza romantica richiederebbe alla figura del rivoluzionario: del tutto priva di gesta rocambolesche e di atti eroici, la vita del pensatore dell’aufklärung fu scandita da ritmi serrati e da schemi regolarissimi, sì che la sua monotona abitudinarietà divenne presto leggendaria all’interno degli ambienti culturali dell’epoca.

  • By Digressioni / 10/10/2017

    di Enrico Losso –

    Irma raggiunge la fine della salita e una bestemmia le si impiglia fra le labbra.
    Se ne pente subito, perché è come se si fosse materializzato lì, di fronte a lei, Corrado: a lui non piace quando è scurrile, odia la trivialità. Usa soltanto frasi adeguate. Per sedurre o per ferire, ma sempre perfette.
    Si sfila lo zaino, sente sulla pelle della schiena la stoffa umida della maglietta, la sfiora il pensiero di cambiarsi, poi lancia un’occhiata al rifugio rannicchiato sul prato una trentina di metri più a valle, dall’altra parte della forcella, e decide che può aspettare.

  • By Digressioni / 09/10/2017

    di Michele Saran –

    Non scherziamo. Per Dante e il suo sacrato poema, la benemerita Divina Commedia, l’universo ha un ordine preciso e immutabile. Niente è lasciato al caso. Au contraire: tutto è predestinato, tutto è armonia cristallizzata dal disegno provvidenziale di Dio e le sue cosiddette intelligenze motrici (gli angeli, per il resto di noi). Dalla ghiacciaia del Cocito alla Candida rosa, passando per la boscaglia spessa e viva del Paradiso terrestre, la cosmologia dantesca si esprime a guisa d’un libro stampato, con tanto d’indice numerato.

  • By Digressioni / 08/10/2017

    di Davide De Lucca –

    Il mio uomo mi dice donna, ho trovato qualcosa da offrire ai vicini di caverna quando vengono a cena. Cosa intendi?, gli chiedo, quando abbiamo ospiti facciamo sempre le stesse cose: prendiamo un pezzo di mammut, lo cuciniamo sul fuoco, chiacchieriamo, e guardiamo le figure disegnate e le ombre delle fiamme sul muro. È vero, mi risponde lui, ma beviamo sempre acqua. Cos’altro dovremmo bere? Per caso, mi spiega, ho lasciato degli acini di uva in una giara per un po’ di tempo; li ho spremuti e ne è uscita una bevanda nuova che vorrei assaggiare – che ne dici?

  • By Digressioni / 07/10/2017

    di Stefano Bonato –

    Quella sera dall’Hillcrest Club Red era uscito assolutamente convinto.
    Red: “Lo deve sentire! Se Lester lo sente!”
    Era passata da poco la mezzanotte e si era diretto verso le colline di Hollywood. Correva in macchina quando doveva sistemare i pensieri. Correva con lo sguardo fisso sulla strada e inforcava ogni curva come se la sterzata sistemasse ogni pensiero al posto giusto. Ma quei pensieri erano già al posto giusto, da tempo. Doveva solo far incontrare quei due: Lester (il produttore della Contemporary) e Ornette col suo strumento in mano. E lo strumento in mano Ornette Coleman ce l’aveva sempre avuto. In una terra, il Texas, che poco spazio lasciava ai seguaci del Jazz.

  • By Digressioni / 06/10/2017

    di Annarosa Maria Tonin –

    Non c’è il sole del mattino a incendiare di rosso la casa; eppure, l’incendio sta per divampare lo stesso. Nel tempo di una sera.
    Stanco, quasi stramazzato, appoggia sulla poltrona all’ingresso la cartella con i bozzetti. Staranno lì, non ha voglia di riordinarli. Il suo tempo presente, il suo qui e ora ha voglia di altro, di fantasie silenziose, di un desiderio da consumare con avidità.

  • By Digressioni / 05/10/2017

    di Raffaele Indri –

    Se il rock è stato il genere che ha occupato meglio il commercio della musica nella seconda parte del ventesimo secolo, sembra che l’hip hop sia destinato ad affermarsi come il suo successore in un futuro prossimo. È inevitabile che l’hip hop sia arricchito di tutta un’affascinante dimensione “extra-musicale.” I membri più giovani della società dello spettacolo che Debord aveva previsto nel suo celebre saggio oggi fagocitano le storie Instagram dei propri idoli musicali e ne imitano ossessivamente il vestiario.

  • By Digressioni / 04/10/2017

    di Maxime Cella –

    Il necessario non figura nei piani
    (si aggiusti il tiro – un poco mesti – non certo
    per pigrizia quanto per balbuzie d’intenti…)

    I loro servigi ci saranno utili
    ancora per molto; la liberazione – se mai
    gli fu promessa – un misero ordito, un malevolo
    piano da tessitori di bava
    per loro che sono innocui colmatori di orbite
    per noi in forte smania
    all’avvento del disvelo, veleggianti in scia
    alla scopertura di inceppo, attenti
    e ben guardinghi stavolta
    al rifisso della regola

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 4 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 03/10/2017

    di Alfonso Firmani –

    Il libro come oggetto contenitore evocativo di storie è da anni al centro delle composizioni. Spesso, inseguendo gli stessi obiettivi espressivi, si abbina a calligrafie che fungono da innesco narrativo o ad altri oggetti strumentali alla lettura compositiva.

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 4 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 02/10/2017

    di Carlo Selan –

    Là vedevo Anna che però era
    cambiata, dita bucate dai ferri
    di maglia agitarsi al vento, di mani
    poi perse, poi vinte, lasciate
    nella tenerezza del grembo, di essere
    madre, una lunga preghiera
    di essere donna in virtù di un dolore
    senza saperlo poi dire. E là vedevo
    Maddalena coi nastrini sul prato
    ridersi ancora bambina, giocare,
    non sapere il suo essere sarà donna
    diversa, che leggera negli occhi
    sarà solo clemenza, soddisfazione
    di un’altra, di chi non vuol guardare
    il peccato di femmina, una pietà
    che fa male

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 4 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 30/09/2017

    di Enzo Martines –

    Le rivoluzioni vengono da lontano e lontano dobbiamo cercarle. Sono sempre state percorsi con maturazioni lunghe che poi accelerano per finire in esplosioni violente e fulminanti.
    Nel “globale”, nel contemporaneo, tutto sembra “limitrofo”, l’illusione della vicinanza a eventi e persone abita tutti noi che ci esprimiamo con una sorta di falsa sapienza: quella di chi è convinto di poter conoscere, venire a conoscenza di qualsiasi cosa. Tutto falso, però. Ogni verità si costruisce (si è costruita) con i tempi di una maturazione sufficiente, viene da lontano e ha un percorso lungo, come per le rivoluzioni.

  • By Digressioni / 21/07/2017

    di Daniele Rampazzo –

    Si fa un gran parlare al giorno d’oggi di cura del corpo e della mente. Corsi di ginnastica in tutte le salse e di benessere fisico e mentale sono la norma. Manuali e testi divulgativi di vario genere imperversano sulle nostre librerie. Ma qual è il progenitore, l’antenato di questi testi improntati alla cura del corpo e a considerare l’educazione fisica come una fondamentale componente per lo sviluppo dell’equilibrio psicofisico?

  • By Digressioni / 20/07/2017

    di Francesco Zanolla –

    Pubblicato nel 1651, il Leviatano (Leviathan) di Thomas Hobbes è annoverato come uno dei testi che (ri)fondano la filosofia politica proiettandola nella nascente modernità.
    A un lettore appena un po’ smaliziato apparirà comunque evidente una singolarità, cioè il fatto che Hobbes, universalmente interpretato come un innovatore e rinnovatore critico della tradizione, non si esima dal ricorrere in molte delle sue argomentazioni a una delle metafore più antiche del pensiero politico occidentale: quella che paragona la società/stato a un organismo, e nello specifico a un CORPO UMANO VIVENTE.

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 3 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 18/07/2017

    di Michele Saran –

    Nella storia della musica, la danza ha sempre avuto un ruolo preminente. Ne è anzi il suo germe. È un fatto comprovato: nell’antichità i suoni sotto forma di note avevano una rigorosa funzione d’accompagnamento a movenze fisiche di ballo, e di balli di cerimonia in particolare.

  • By Digressioni / 17/07/2017

    di Matteo Zucchi –
    A cavallo tra anni 60 e 70, in maniera concomitante con le più generalizzate evoluzioni della cinematografia mondiale, il genere che forse mutò ulteriormente fu proprio quel thriller/horror che era stato fino ad allora (con poche note eccezioni) il modello di un cinema ingenuo e quantomeno non ricco di spunti intellettuali.

  • By Digressioni / 17/07/2017

    di Davide De Lucca –

    È finita la guerra. Al ritorno in città ci aspettiamo un nuovo governo e abbiamo la testa confusa, inebriata di speranze e progetti. Ma veniamo delusi di nuovo, immediatamente.
    Gli alti e i bassi si sono alleati per prendere il potere. Le due fazioni rivali, da anni contrapposte, trovano un accordo per comandare. Nessuno se l’aspettava. I bassi hanno sempre chiesto di fare le porte della loro misura per evitare sprechi, chiedendo agli alti di chinarsi all’ingresso.

  • By Digressioni / 16/07/2017

    di Gilberta Bianchin –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 3 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 15/07/2017

    di Cinzia Agrizzi –

    Anche se eliminiamo la parola, il costume, il proscenio, le quinte, la sala, finché rimangono l’attore e i suoi movimenti, il teatro resta teatro. (Vsevolod Mejerchol’d)
    Difficile dire se il teatro sia più parola o azione. Quel che è certo è che in scena, a dare forma al logos, a vivificare un testo, è il corpo dell’attore, con i suoi limiti, le sue storture, la sua ambivalenza. Perché il corpo è un mediatore, è un linguaggio non verbale e, come tale, “significa”: racconta storie, veicola emozioni, incarna ruoli.

  • By Digressioni / 14/07/2017

    di Davide De Lucca –

    Non sappiamo chi fu il primo uomo a scivolare su una buccia di banana, ma sappiamo che il genere comico nasce con il cinema. Quando i Lumière perfezionano il cinematografo, l’immagine in movimento è muta – giusto un pianoforte a coprire il ronzio del proiettore a manovella.

  • By Digressioni / 13/07/2017

    di Alfonso Firmani –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 3 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 12/07/2017

    di Andrea Campana –

    È il gennaio 1972. I visitatori che entrano nella Sonnabend Gallery di New York e si approssimano all’installazione Vivaio vengono accolti da strane e imbarazzanti frasi che fuoriescono da alcuni altoparlanti disposti nella sala. Sotto di loro, nascosto sotto una rampa appositamente costruita, c’è Vito Acconci, il quale si masturba guardando i visitatori passare, ed esprime ad alta voce le fantasie sessuali che queste visioni gli suggeriscono.

  • By Digressioni / 11/07/2017

    di Annarosa Maria Tonin –

    Un giorno della sua giovinezza, Cicely Isabel Fairfield incontra Rosmersholm, un dramma che Ibsen scrive nel 1886. Folgorata dalla forza del personaggio di Rebecca West, seconda moglie del pastore protestante Johannes Rosmer, la diciottenne Cicely ne assume il nome. Il dramma affronta argomenti tali da indurre a riflessioni più generali, che oltrepassano la singola storia dei personaggi, e questo vuol essere anche il significato profondo della scrittura di Rebecca West.

  • By Digressioni / 10/07/2017

    di Annarosa Maria Tonin

    Non sente più bussare alla porta. Allora guarda il mobile a cassettoni, regalo di nozze, e tutto ciò che vi è stato appoggiato sopra: uno specchio dalla cornice d’argento, foto di famiglia, una ciotola con le collane. Soltanto collane, perché Verde non porta altro tipo di gioielli. I buchi alle orecchie li detesta, i braccialetti sono d’intralcio, gli anelli le sembrano inutili, a parte la fede nuziale. Ma le collane, le collane… di quelle ne avrebbe volute ancora; soltanto che Mirko non aveva fatto in tempo a regalargliene altre.

  • By Digressioni / 09/07/2017

    di Eugenio Radin –

    “E questo è appunto lo studio e l’esercizio proprio dei filosofi: sciogliere e separare l’anima dal corpo.” La riflessione filosofica riguardante il corpo (per lo meno fino alla comparsa, sul finire dell’Ottocento, del cosiddetto “pensiero negativo”) è sempre stata in una certa qual misura funzionale all’affermazione del primato dell’anima, che nella corporalità trovava soltanto una prigione fisica, corruttibile e imperfetta, di cui, prima o poi, ci si sarebbe liberati.

  • By Digressioni / 08/07/2017

    di Matteo Pernini –

    Col documentario Potenze di dieci (Powers of Ten, 1977) i coniugi Ray e Charles Eames, di professione designer, si inoltrarono in quella vertigine visiva che annoda gli atomi alle galassie, l’infinitamente piccolo all’infinitamente grande. Si tratta di un breve filmato di otto minuti, in cui, come in un quadretto di Google Earth, l’innocua scena di un picnic familiare viene ripresa dall’alto, arretrando, una prima volta, di 10 metri ogni 10 secondi – fino a gettare uno sguardo d’insieme sulla Via Lattea – per poi, in seconda battuta, zoomare fin dentro la mano del campeggiatore, frugando nel vortice di capillari e linfociti sino a precipitare nel nucleo dell’atomo.

  • By Digressioni / 07/07/2017

    di Annarosa Maria Tonin –

    Bath, 1760. Mary e Margaret sembrano felici. Da giorni rincorrono farfalle lungo le rive dell’Avon, insieme a un gatto, che continua a preferire Margaret, “il Capitano”, la piccola di casa. Sembra soddisfatto, ma ancora non so se lo ritrarrò insieme alle mie figlie.

  • By Digressioni / 06/07/2017

    di Raffaele Indri –

    “Chi è il terzo che sempre ti cammina a fianco?/ Se io conto, ci siam soltanto tu ed io insieme/ Ma se io guardo innanzi a me per la strada bianca/ C’è sempre un altro che ti cammina a fianco,”1 è così che nell’ultima sezione di The Waste Land (1922) T.S. Eliot descrive la “sindrome del terzo uomo,” un fenomeno psicotico che fa sì che un individuo in condizioni fisiche estreme percepisca una presenza  benigna e protettiva.

  • By Digressioni / 05/07/2017

    di Enzo Martines –

    Alba

    I rimpianti
    il loro aspetto tetro,
    avevano smontato
    le ore del tempo passato recente
    e apparentemente conosciuto
    però, vedo che nella luce riflessa
    nelle finestre appena socchiuse,
    all’alba,
    si infrangono a un palmo da me, le ore,
    a un nulla dalla mia autocommiserazione.

  • By Digressioni / 04/07/2017

    di Michele Saran –

    Il titolo di “personaggia”, Goliarda Sapienza lo deve vieppiù al suo romanzo più famoso, L’arte della gioia, spezzettato editorialmente lungo gli anni. L’identificazione tra l’autrice e la protagonista è in effetti tra le più stringenti della letteratura italiana del Novecento. Si potrebbe dire che una osservi l’altra, che quasi si spronino a vicenda.

  • By Digressioni / 03/07/2017

    di Francesco Zanolla –

    Providence. Agosto 1903
    Lovecraft sente un calore umido all’inguine, lo stesso che prova ogni sera, quando, tra veglia e sonno, gli capita di tornare a immaginarsi le spalle forti della giovane cameriera che accudisce la madre malata, i suoi polpacci affusolati e torniti, i profili dei suoi seni sotto il grembiule.

  • By Digressioni / 02/07/2017

    di Stefano Bonato –

    Il sole splende e l’estate riscalda i cuori della gente e anche quell’imponente massa d’acqua che piano rumoreggia instancabile sotto il pontile della baia.
    Dentro tutta quell’acqua, giochi di forme e colori, giochi di ombre e di luce. Con una panoramica dall’alto in basso, queste forme geometriche e variopinte diventano riflessi sull’acqua, mobili e irreali, sui quali s’iscrivono parole e titoli. Il lungometraggio è girato a Newport, durante il Jazz Festival.

  • By Digressioni / 01/07/2017

    di Gino Zangrando –

    Tra le parti del corpo più disprezzate nella lingua italiana vi sono i piedi. “È fatto con i piedi” si dice di un lavoro fatto male. Eppure con i piedi, o meglio attraverso i piedi, si può imparare molto. È quello che è capitato a me con la mia esperienza sulla via Egnatia (o Ignazia): la strada romana costruita nel 146 a.C. su ordine di Gaio Ignazio, proconsole di Macedonia, da cui prese il nome.

  • By Digressioni / 01/07/2017

    di Eugenio Radin –

    “Per me, all’inizio c’è il corpo. È ciò che siamo, ciò che abbiamo. Siamo tutti come degli attori che si agitano sulla scena della vita e la prima cosa che abbiamo sono i nostri corpi fisici, la nostra esistenza fisica. Nei miei film il corpo è sempre al centro. Gli giro attorno come fa un pianeta col sole. Non me ne allontano mai. E se ciò accade, più me ne allontano, meno mi sento sicuro di me. Come se diminuisse la gravità.”

  • By Digressioni / 08/04/2017

    di Eugenio Radin –

    Se corrisponde al vero che non c’è viaggio che non conduca a un incontro, chiunque volesse approfondire tale tematica dovrebbe necessariamente soffermarsi a riflettere sul senso più profondo che lo scambio con una differente cultura porta con sé.
    La scoperta dell’altro, dello straniero, è in effetti in grado di mandare in crisi la struttura sostanzialmente egocentrica ed egoriferita tanto del soggetto quanto della società di cui esso fa parte, la quale si ritrova improvvisamente di fronte alla prova ineludibile della propria parzialità. La naturale reazione a questa scoperta si esprime tramite la nascita di ideologie e di concetti cui spetta il compito di tutelare il proprio predominio e la propria supposta superiorità e di etichettare sbrigativamente ogni alterità incompatibile con il nome di “barbarie”.

    Al giorno d’oggi, in un’epoca in cui il viaggio e la scoperta del diverso sono pericolosamente accelerati dai processi della globalizzazione e dall’utilizzo imperante delle nuove tecnologie; in un momento in cui non esiste più alcuna distanza di sicurezza né alcun tipo di tutela per le diverse identità, i pilastri dell’etnocentrismo si fanno sempre più determinanti nei rapporti con le culture altre, e la degenerazione contemporanea della Ragione illuminista rischia sempre più pericolosamente di mettere a soqquadro gli equilibri delle società straniere, senza saper valutare le conseguenze delle proprie azioni: il fallimento delle cosiddette “primavere arabe” e la caotica situazione dell’attuale Medio Oriente (sul quale già da lungo tempo le potenze occidentali hanno piantato l’infausta bandiera della civilizzazione) sono una dimostrazione di questa cecità.

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 2 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 07/04/2017

    di Francesco Zanolla –

    «Mangia il bramborak finché è caldo».
    Peter non si fa problemi a parlare con la bocca piena, mentre mastica.
    Nel frattempo beve una generosa sorsata di birra dal boccale. È già la terza, mi ha spiegato. E non sono ancora le undici del mattino di una domenica di Pasqua che indugia tra squarci di sereno e nubi minacciose.
    Mi ha agganciato a Malá Strana, appena prima che iniziassi a traversare Ponte Carlo.
    Con un sorriso ingraziante e discreto, in un italiano più che decente, mi ha offerto corone ceche a «prezzo ottimo».
    Gli ho risposto che non ne avevo bisogno e gli ho chiesto di portarmi a fare merenda.

  • By Digressioni / 06/04/2017

    di Matteo Pernini –

    Notava il critico Harold Bloom che per taluni scrittori non si può parlare di una evoluzione stilistica; i loro esordi procedono sicuri, insuperabili quanto le opere della maturità. Vi sono, similmente, registi che non hanno bisogno di seguire uno sviluppo, la cui immaginazione è già pienamente formata all’inizio della carriera. Roberto Rossellini è tra questi. 

  • By Digressioni / 05/04/2017

    di Stefano Bonato –

    Il convoglio viaggiava lento e in quel tratto non c’erano binari che avrebbero potuto far sfilare treni in direzione contraria. Lento e ciondolante, il treno stava attraversando una regione arida, sinistra e complicata. Ma era Dave ad essere “complicato” in quel momento.
    Sì, era per via di EightJune.

  • By Digressioni / 04/04/2017

    di Matteo Pernini –

    Borges dovette la scoperta di Uqbar alla congiunzione di uno specchio e un’enciclopedia. Io, più banalmente, intuii l’esistenza di una quarta dimensione grazie al sovrapporsi di un dado e un foulard. Il dado era a sei facce e delle dimensioni di un pugno, il foulard di seta rossa. Calato sul dado, il fazzoletto ne celava le superfici numerate, per poi, una volta rimosso, svelare che l’ordine delle facce era cambiato. Una tacita normativa della prestidigitazione mi impedisce di rivelare la strategia del gioco, ma quel che conta è l’effetto che ebbe sulla mia giovane età. Provai a obiettare che il dado fosse stato sostituito, ma la mendacia dei prestigiatori – seppure consanguinei – è proverbiale.

  • By Digressioni / 03/04/2017

    di Alessandro Lutman – 

    Questi versi notturni

    Scrivere nella notte i miei versi più fragili,
    lasciati in balìa dello scettro notturno,
    abbattute le mura dell’Io cosciente.

    Sapore agrodolce di tristezza lacrimata,
    sapore salato del sudore frenetico,
    sapore della notte incandescente.

  • By Digressioni / 02/04/2017

    di Massimo Versolatto – 

    Gli scatti urbani hanno delle similarità.

    Concrete Lights è la selezione di una serie di foto realizzate in posti diversi (Tokyo, Torre Del Mar, Berlino, Londra), immaginate come un unicum. Come lo sguardo di una telecamera che muove all’indietro dal particolare di un bar, poi lungo le strade, aprendosi ai viali principali, spostandosi per le vie di quartiere.

  • By Digressioni / 01/04/2017

    di Davide De Lucca – 

    Palo Alto. Cazzo. Sono ancora soltanto a Palo Alto. Siedo in un bar specializzato in frullati depurativi e aspetto la mia prossima missione. Il portatile aperto sopra il tavolo, negli auricolari bianchi “The End”; tengo vicini lo smartphone, il tablet e un beverone all’ortica e iperico. Ricevo una chiamata su Skype. Sono loro, sono pronti a vedermi.
    Esco in strada: mi piace l’odore del silicio al mattino. Tre uomini mi accolgono nel loro ufficio. Scambiamo alcuni convenevoli. Mi conoscono, sanno come lavoro.

  • By Digressioni / 31/03/2017

    di Annarosa Maria Tonin – 

    Anversa, chiesa dei Domenicani, 1619. Dietro la colonna, lontano dai colleghi i cui lavori sono più ammirati dei suoi, Jacob Jordaens sa di dover continuare a studiare e disegnare. Defilato, attende: dopo un lungo viaggio, la Madonna del Rosario, dipinta da Caravaggio per la cappella dei Carafa-Colonna nella chiesa di San Domenico a Napoli, è arrivata ad Anversa e la potrà finalmente ammirare.

  • By Digressioni / 30/03/2017

    di Enzo Martines –

    Che può fare l’arte in questa epoca tutta da ridefinire? Guardare alle cose della storia e dell’esperienza maturate in Occidente, nel passato, può aiutare a dipanare la matassa?
    Termini come sperimentazione, tanto più avan-guardia, suonano obsoleti.

  • By Digressioni / 29/03/2017

    di Corinne Zanette – 

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 2 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 28/03/2017

    di Francesco Zanolla –

    “I maggiori sviluppi nell’immediato futuro avranno luogo non sulla Luna o su Marte, ma sulla Terra, ed è lo spazio INTERNO, e non quello esterno che va esplorato. L’unico pianeta veramente alieno è la Terra.”
    Così si esprimeva J.G. Ballard nel 1962, in un saggio pubblicato su New Worlds, la rivista britannica che ospiterà molti dei suoi racconti e che per un breve periodo rappresenterà un importante incubatore di innovazione letteraria, capace di portare la fantascienza a dialogare con le vecchie e nuove avanguardie del ‘900, tra surrealismo, modernismo sperimentale e post modernismo nascente.

  • By Digressioni / 27/03/2017

    di Alessandro Lutman –

    Mi trovo in aeroporto in attesa dell’imbarco. È Calcutta la mia destinazione finale e una strana eccitazione si prende gioco di me. In valigia una miscela di libri eterogenei: dalla politica alla filosofia passando per i racconti di viaggio. Saranno loro i miei compagni di viaggio, in particolare quelli sull’India, già letti, già sviscerati, già tentati di far propri.

  • By Digressioni / 26/03/2017

    di Daniele Rampazzo –

    Quando si pensa alle esplorazioni del continente asiatico, viene subito da pensare al veneziano Marco Polo, a suo padre Niccolò e suo zio Matteo come ai primi viaggiatori in quelle lontane contrade (1260-1288). Ma ben ventisei anni prima di Marco e quindici anni prima dei fratelli Polo, un altro italiano era giunto alla corte del Gran Khan: il frate francescano Giovanni dal Pian del Carpine.

  • By Digressioni / 25/03/2017

    di Matteo Zucchi –

    Con l’annientamento del tiranno Macbeth, individuo pericoloso e destabilizzante, termina la fase americana della produzione di Orson Welles. Con il funerale del tragicamente ingenuo Otello, l’eterno estraneo, inizia la seconda parte della sua carriera. È a tal punto forse fin troppo facile accettare la vulgata che tende a far coincidere i vissuti del grande regista americano con le sue opere, ma non si può neppure negare il compiacimento con cui egli si mostrò già allora capace come pochi di giocare con l’alone mitico che si andava costruendo attorno a sé.

  • By Digressioni / 25/03/2017

    di Carlo Selan –

    L’8 gennaio 2013, durante la cerimonia per il secondo insediamento alla Casa Bianca di Barack Obama, a celebrare l’evento, oltre che un nutrito gruppo di musicisti e un vasto pubblico, era presente anche un poeta, chiamato e voluto dallo stesso presidente per svolgere la ormai tradizionale funzione di Innaugural Poet (come, per dire, fece Robert Frost con J.F. Kennedy), e leggere alcuni versi composti per l’occasione: si trattava di Richard Blanco, poeta di origini cubane emigrato negli Stati Uniti e dichiaratamente omosessuale.

  • By Digressioni / 24/03/2017

    di Michele Saran –

    Una delle esperienze più profonde e pervasive consentite a noi, tapini esseri terreni, è la sublimazione. Gustav Mahler, in questo, ci è d’inestimabile aiuto. Annotatevi una mezza giornata della prossima estate. Visitate, a discrezione, una qualsiasi località di montagna, preferibilmente alpina o dolomitica, accompagnando le vostre contemplazioni con una qualsiasi delle opere del gran sinfonista boemo, e lasciate che le connessioni tra sconfinate quinte di natura e sconfinate architetture armoniche invadano le sinapsi. Sarà una rinascenza, un appagamento – lo si può dire senza remora di sensazionalismi – del tutto spirituale.

  • By Digressioni / 24/03/2017

    di Annarosa Maria Tonin – 

    Entrambe avevano dimenticato a casa le scarpe. “Ottima ragione per mettere alla prova il rapporto qualità-prezzo di quelle vendute in un posto mai visto prima” aveva osservato, mentre la strada rettilinea fatta costruire da Napoleone procedeva. Aveva aggiunto anche che non stavano sbagliando direzione; eppure, la maestra di violino continuava a sostenere di avere sbagliato.

  • By Digressioni / 23/03/2017

    di Cinzia Agrizzi –

    Mentre Tespi, nel VI secolo a.C., allestiva commedie e tragedie girovagando da un villaggio all’altro dell’Attica con un carro che trasportava un rudimentale palco smontabile, Colette, nel primo Novecento, svelava ne I retroscena del music-hall (L’envers du music-hall, 1913) il caotico “dietro le quinte” dello spettacolo teatrale scandito dai ritmi frenetici delle tournée.

  • By Digressioni / 30/12/2016

    di Alessandro Lutman – 

    Fin dal primo momento in cui mi sono avvicinato al mondo della letteratura, dell’arte e della storia in maniera più seria, ho potuto constatare l’importanza della rivista culturale. La mia potrebbe sembrare un’affermazione banale, eppure in un momento storico quale quello che stiamo vivendo non lo è.

  • By Digressioni / 30/12/2016

    di Cinzia Agrizzi –

    La Lisistrata aristofanesca, rappresentata nel 411 a.C. ad Atene, mentre infuriava la guerra del Peloponneso, è la prima commedia greca che affida il ruolo di protagonista a una figura femminile: Lisistrata, “colei che scioglie gli eserciti”, artefice di una trovata ingegnosa e di un’impresa paradossale che pone fine al logorante conflitto nell’Ellade.

  • By Digressioni / 30/12/2016

    di Michele Saran –

    La storicizzazione delle origini del rock, si sa, è fenomeno di dominio pubblico. Dal country e dal blues si passa agli acid trip della Baia, alle comuni hippy e ai festival psichedelici, a Woodstock, a Hendrix. Però, come in molte delle storie basate sull’evoluzione di un fenomeno ampio e sfaccettato, vi possono essere uno o più bachi, vuoti di memoria collettiva che sorvolano su snodi altrimenti nevralgici. E in questo caso quegli snodi si chiamano in un solo modo: ESP-Disk.

  • By Digressioni / 30/12/2016

    di Christina Lee –

    Caserma Cavarzerani is encircled by high, stone walls. The ex-army barracks had been abandoned for over a decade before the Red Cross turned it into a small village populated by around five hundred young men – mainly Afghani and Pakistani refugees under 30.

  • By Digressioni / 27/12/2016

    di Matteo Zucchi –

    Dacché fu “inventata”, l’adolescenza è stata una nicchia di mercato e di produzione culturale di considerevole valore, assumendo forse un ruolo addirittura principe nella postmodernità, complice la moltiplicazione e la sostanziale parificazione delle diverse categorie di consumo. Difatti l’enorme successo di saghe ipermediali dal target “young adult” come Harry Potter, Twilight o Hunger Games (ma anche dei numerosi imitatori) dimostra la versatilità e la longevità di questo genere di produzione, così come la sua adattabilità a vari codici simbolici. Ed è infatti l’utilizzo di questi a spiegare il successo di contesti fantastici e fantascientifici nell’ambito di questo cinema, in quanto esplicitazione della tipica connotazione di eccezionalità che accompagna frequentemente il concetto di “adolescenza”.

  • By Digressioni / 27/12/2016

    di Matteo Pernini – 

    Già nemica della meraviglia, l’abitudine lo è, ancor più, della scienza. Ciò che è consueto non suscita più alcuna curiosità, mentre l’insolito non cessa di stimolare interrogativi. Basti pensare allo sconcerto che continua a produrre la Teoria della Relatività in noi cresciuti nella rassicurante evidenza del cosmo newtoniano.

  • By Digressioni / 27/12/2016

    di Stefano Bonato – 

    Lei esce in strada, dalla porta di un ristorante in una notte parigina, e la sola cosa che sembra farla sentire meno sola è quel suono. Languido, stridulo, sesta minore discendente di tromba con sordina, privato di ogni sentimentalismo. Feroce, spietato, ma morbido, rassicurante. Mentre il bianco e nero di Louis Malle in Ascenseur pour l’échafaud le scolpisce il volto tra le vie di Parigi, quel suono mette a nudo il suo respiro, i suoi occhi che alla deriva, cercano lui. Julien.

  • By Digressioni / 26/12/2016

    (Dettaglio) – Illustrazione di Corinne Zanette

    (L’illustrazione completa e a colori è disponibile nella versione stampata o PDF – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 04/12/2016

    di Eugenio Radin – 

    Chiunque come noi voglia avventurarsi in un’encomiastica difesa della verità nello scenario socio-culturale contemporaneo, che riporti alla luce l’importanza di tale nozione e ne denunci l’abbandono, si ritroverà probabilmente di fronte a una giustificabile diffidenza nei confronti di questa rivalorizzazione.

  • By Digressioni / 27/11/2016

    “Io sono dietro la macchina fotografica e il mio compito in quel momento è quello di far risaltare la bellezza dei lineamenti e della figura, l’armonia dei colori e la pulizia delle pose, c’è un solo momento in cui tutto è in perfetto equilibrio, quel momento esatto in cui il dito preme da solo il pulsante di scatto, come un impulso incontrastabile”

  • By Digressioni / 27/11/2016

    di Carlo Selan – 

    Dire di poesia non è mai semplice. Dire, commentando versi, senza sembrare incauti, difficili. Descrivere una situazione, una deriva contemporanea, che sembra, almeno ora, che il secolo scorso è già lontano, non avere più scuole, sodalizi. Di tanto scrivere, di molto prodursi e pubblicare, poi restano gli isolati, quelle voci di tempo proprio, di versi forti: autori come Mario Benedetti e le sue piccole umanità di carta, come Milo de Angelis e la sua poesia dai toni, a volte, astratti, spesso concreti. Poeti che hanno attraversato un momento, hanno valicato il millennio, in differenti stagioni, con diverse esperienze, e che ora restano, ancora, a scriverci i loro versi, a dirci e ad essere compresi.

  • By Digressioni / 27/11/2016

    di Annarosa Maria Tonin – 

    Non riesce a dormire. Le riprese in esterna in zona di guerra. Di nuovo. Alza e abbassa la coperta, continuando a rimpiangere il momento in cui ha rescisso il contratto con quella rete televisiva olandese. Ha caldo e freddo, proprio come quando rientrava a casa, adolescente, dopo aver percorso la strada più trafficata del quartiere, piena di siringhe.
    Erano gli anni in cui avrebbe potuto perdersi; invece, suo padre lo aveva salvato.

  • By Digressioni / 27/11/2016

    di Gino Zangrando – 

    Quando si parla degli aerei nella prima guerra mondiale tutti pensano ai leggendari aviatori come il Braone Rosso, ma non ai paracadutisti, nonostante che da un lancio nasca una storia quasi mitica: quella di Alessandro Tandura da Vittorio Veneto (TV).

    L’avventura di Tandura potrebbe benissimo essere la trama di un film: l’eroe viene paracadutato dietro le linee nemiche dove la sua città natale è occupata. La missione è dare informazioni sulla situazione degli occupanti usando i piccioni viaggiatori.

  • By Digressioni / 27/11/2016

    di Carlo Selan – 

    Sei questo vivere ferito e stanco
    arso, sfatto, come chi resta
    sei il senso perso, il volto umido
    di un dio giullare, sei questo esistere
    spogliarsi inutile, sei l’incoerenza
    delle periferie, corvi neri
    su coltri bianche

  • By Digressioni / 27/11/2016

    di Davide De Lucca – 

    Vi presento la mia famiglia, non si trucca, non si imbroglia, è la più disgraziata d’Italia anche nel 2030. Proprio perché soffriamo molto, abbiamo un grande numero di “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook ufficiale, dove siamo in diretta con una webcam ventiquattro ore su ventiquattro, come molte altre famiglie. Gran parte dei nostri introiti proviene dagli sponsor. Nel monitor touch-screen del salotto, che ricopre un’intera parete, possiamo interagire con gli utenti, leggere e rispondere ai loro commenti in tempo reale. Io mi chiamo Teresa_15.

  • By Digressioni / 26/11/2016

    di Annarosa Maria Tonin – 

    Vienna, 1917. Dal vicolo di un quartiere popolare sta facendo ritorno a casa. Nella mano tremante, come quella di un malato con la febbre alta, tiene stretto un taccuino di disegni. Le mani tremano di inquietudine per averlo trovato, finalmente. Quel volto di bambino che gli mancava. Ha perso il conto dei disegni preparatori, variazioni per un dipinto. L’uomo ha fretta di terminarlo. Non sa ancora come si chiamerà. Le mani continuano a tremare, mentre immagina di piangere lacrime di nascita. L’unica cosa di cui è certo: quel dipinto parla di suo figlio.

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