• By Digressioni / 11/08/2019

    Digressioni è una rivista cartacea di cultura a uscita trimestrale. Pubblica approfondimenti di cultura, racconti, poesie, illustrazioni, fotografie, fumetti e opere d’arte.

    Informazioni su acquisti e abbonamenti si trovano qui 

  • By Digressioni / 11/08/2019

    di Laura Cuzzubbo –

    Non è un caso che, all’epoca di Marcel Duchamp (1887-1968), un vecchio adagio recitasse Bête comme un peintre (stupido come un pittore) come se un artista, per essere grande, non necessitasse di alcuna preparazione di ambito intellettuale, ma solo di essere un qualificato e valido esecutore. Duchamp, non solo smentisce e capovolge questo detto, ma soprattutto definisce la funzione dell’artista e delinea i tratti di una vera e propria filiera dell’industria artistica.

  • By Digressioni / 11/08/2019

    di Giulia Pozzobon –

    Trasfonde
    Come sei bella emoglobina
    aria e ferro dalla sera alla mattina
    Come sei bella emoglobina sei una rosa e la sua spina prendi fiato dai polmoni
    lo trasformi proteina.
    Emoglobina mi mancavi
    non lo sapevo e mi mancavi.
    Senza ossigeno portavo travi.
    Come sei brava emoglobina
    ora che torni scaccia l’apnea facciamo sbocciare una bella
    ninfea

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 11 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 11/08/2019

    di Diego Tonini –

    Ho viaggiato attraverso le terre antiche, quelle che conservano le vestigia della nostra civiltà, ho cacciato topi mutanti e mangiato radici amare, contaminate da chimiche di cui non ricordo più la formula. Ho respirato l’aria velenosa, la polvere del vecchio mondo distrutto che il vento non lascia posare, come volesse che i pochi di noi rimasti non dimentichino, ma gli uomini hanno la memoria corta e, anche quando ricordano, tengono solo ciò che gli piace.

  • By Digressioni / 11/08/2019

    di Giulia Sgrò –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 11 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 11/08/2019

    di Matteo Moscarda –

    Quando ho saputo di Gaia, quasi per caso, all’improvviso tutta la nostra frequentazione e la sua stessa esistenza hanno acquistato un nuovo significato. Ogni parola, ogni fisima, ogni ossessione, ho potuto finalmente leggerle sotto la giusta prospettiva, e ciò che un tempo mi era parso un coagulo di manie ingiustificate è diventato la rappresentazione di una logica coerente e disperata.

  • By Digressioni / 11/08/2019

    di Corinne Zanette –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 11 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 11/08/2019

    di Enrico Losso –

    La notte della festa del Santo Patrono il signor L. decise di farla finita.
    Dopo tre ore passate a rigirarsi nel letto, su una graticola di sudore, si strappò di dosso il lenzuolo – facendo ben attenzione a non svegliare la moglie che emetteva, di quando in quando, un gorgoglio zoppo dalle labbra – e si mise a cercare a tentoni, tastando il pavimento con la pianta dei piedi, nel buio più pesto, le ciabatte.
    Non le trovò, si chiese dove le poteva averle lasciate, lui che era sempre così preciso nel riporre le cose, così ordinato. Si strofinò il viso con le mani.

  • By Digressioni / 11/08/2019

    di Alberto Dabrilli –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 11 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 11/08/2019

    di Gian Pietro Barbieri –

    Credo che la solidarietà tra pessimisti sia una forma di ironico ottimismo, un valore trascendentale, e credo che lo scambio di considerazioni sulla miseria umana sia in grado di dare un’energia capace di riproporre un qualche riscatto. Credo nella poesia di Luciano Cecchinel.

  • By Digressioni / 11/08/2019

    di Francesca Zanette –

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  • By Digressioni / 06/08/2019

    di Roberta D’Aquino –

    ci siamo cresciute accanto [piantagioni
    diverse] bevuto il nutrimento della terra
    tu che rilasci vitamine per prendere
    i miei amidi, i minerali suoi. così siamo
    cresciute, le radici nella vita d’altri
    e ora che la notte è un canto ovattato
    di macchine che sfilano lontane
    e di grilli, le mani intrecciano destini
    tra le paratie di sabbia e solo versi
    senza parole, un linguaggio cartaceo
    coriaceo, il carapace più ampio
    che ci contiene

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 11 – clicca qui per info)

     

  • By Digressioni / 05/08/2019

    di Gianluigi Bodi –

    Quando la voce dall’altro capo del telefono chiuse la conversazione, Carlo appoggiò il cellulare sul tavolo della cucina e tornò in bagno. La vasca era quasi piena, si spogliò ed entrò in acqua. L’uomo gli aveva detto di chiamarsi Francesco, di aver passato interi pomeriggi con lui a giocare a biliardo alla Casa del Popolo, ma Carlo non riusciva a ricordarsi quella voce, né il volto dell’interlocutore. Erano da poco passate le nove di sera, Francesco lo stava  cercando da due giorni e finalmente aveva trovato il numero.

  • By Digressioni / 04/08/2019

    di Nicola Grato –

    dove non lo sapremo, non sapremo
    quando, se soli e improvvisamente –
    era Giugno, l’ultimo suo compleanno:
    comprammo il basilico con le radici
    per farne pianta al più presto, poi presto
    perché? Soli noi due aprivamo casa –
    non ci veniva da tempo…
    La casa, dicevamo, la caponata,
    la pasta col sugo e la ricotta
    salata, l’abbandono, il pomeriggio
    e l’ozio buono: quando preparava
    il caffè lodavamo il Signore
    ed ogni cosa lodava il Signore,
    ogni cosa che muore, che risorge
    in foto, sul chiavistello scordato,
    sul cato di alluminio con la pianta
    di basilico che seccava già:
    dimenticavamo di dare l’acqua –
    lui di certo non ce lo perdonerà.

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  • By Digressioni / 01/08/2019

    di Chiara Stival –

    Tra i temi simbolici più diffusi al mondo, l’albero è uno tra i più ricchi. Mircea Eliade ne considera sette differenti aspetti, noi qui ci soffermiamo solo su tre di questi, osservandoli da Oriente, dalla prospettiva di tradizioni che hanno mantenuto attivo un legame trasmissivo di conoscenza col passato. Il principio espresso nei testi sacri è garantito dalla continuità della “catena dei maestri” e della lingua classica, ancora viva in queste dottrine; ciò permette al principio imperituro di rimanere inalterato dai condizionamenti temporali e spaziali del divenire.

  • By Digressioni / 30/07/2019

    di Gian Pietro Barbieri –
    Strada bagnata di foglie morte e felici,
    nel deserto traccia di un cielo di stelle
    ai miei passi lenti e smarriti
    Un fresco silenzio di falla
    respira tra le ossa familiari degli alberi
    abbracciati alla Terra e alla sera
    Fino al tramonto, leggera,
    una fila di case galleggia sulla nebbia
    Mi fermo, già lontano
    e con affetto guardo le luci
    germogliare dentro le stanze buie
    e mi diramo
    (da: Persistere, Campanotto, 2004)

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 11 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 29/07/2019

    di Diego Tonini –

    Dopo la Guerra Subcontinentale, gli Stati Uniti, seppur vincitori, vengono estromessi dalla colonizzazione spaziale che è appannaggio di persone provenienti da paesi in via di sviluppo. Per gli americani esiste tuttavia un modo per raggiungere le stelle: al compimento del loro settantacinquesimo anno possono lasciare per sempre la Terra e arruolarsi nelle Forze di Difesa Coloniale (Colonial Defense Forces, CDF) per proteggere i pianeti abitati dagli umani dagli attacchi delle numerose specie aliene che popolano l’universo conosciuto. Questa è l’ambientazione in cui hanno luogo le vicende narrate in Morire per vivere (Old Man’s War), il romanzo del 2005 con cui John Scalzi inizia la sua saga spaziale di 6 volumi. Sebbene sia un romanzo di fantascienza militare apertamente ispirato a Fanteria dello Spazio (R. A. Heinlein, 1959), Old Man’s War offre interessanti spunti di riflessione sul concetto di abbandono delle proprie radici. Nel libro di Scalzi, infatti, il protagonista, John Perry, e tutti quelli che come lui hanno deciso di arruolarsi nelle CDF, devono affrontare una triplice recisione delle proprie radici.

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 11 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 28/07/2019

    di David Valentini –

    Ho sognato che eri ancora vivo.
    Eravamo al centro commerciale, ti tenevo per mano mentre mi tiravi per portarti nel negozio di giocattoli. Ti dicevo di fare piano, ma tu mi chiamavi per nome e continuavi a strattonarmi. Me lo compri?, dicevi. Me lo compri?
    Poi non me lo ricordo come continuava, credo che a quel punto mi sono svegliata.

  • By Digressioni / 27/07/2019

    di Matteo Zucchi –

    2019. Termina Il trono di spade, una delle serie di maggiore successo di sempre, nonché apice del percorso di avvicinamento al cinema portato avanti dal network via cavo HBO. Con il budget medio per episodio più alto di sempre, Game of Thrones (2011-2019) ha elevato la narrazione corale tipica del suo format a blockbuster audiovisivo. 2017.

  • By Digressioni / 25/07/2019

    di Daniele Orso –

    In quest’anno molto calamitoso per le continue e grandissime neve che per due mesi e mezzo, che veramente mostrò un diluvio grande di neve che fu cosa inaudita il veder una tanta quantità che per memoria di vecchi non si ricorda mai tanto naufragio che a pena si potevano vedere li huomini da una parte e l’altra delle strade, li coperti delle case non erano sicuri perché bisognavano che con forti travi fossero appuntellati, e continuamente ogni altro giorno farla gettare giù nelle strade con gran spesa…

  • By Digressioni / 25/07/2019

    di Luca Mauceri –

    Nel 1933 un promettente e giovane filosofo di nome Martin Heidegger si vede proporre un posto nella prestigiosa università di Berlino. Pur essendo ormai quasi un secolo fa, i tempi erano già ben maturi affinché i filosofi non detenessero più un posto centrale nel panorama culturale già ampiamente industrializzato e sulla via della commercializzazione di massa. La sfiducia verso i saperi strutturati e gerarchizzati iniziava a riflettersi anche sulle università, che accusando il colpo della massificazione e della razionalizzazione, andavano burocratizzandosi sempre di più.

  • By Digressioni / 24/07/2019

    di Cinzia Agrizzi –

    Secondo George Steiner l’Antigone di Sofocle (Ἀντιγόνη, 442 a.C.) rappresenta «una delle azioni durature e canoniche nella storia della nostra coscienza filosofica, letteraria e politica». Le sue numerose riscritture di
    fatto danno prova della «energia di reiterazione del mito greco», della sua capacità di plasmare la nostra percezione del mondo e il nostro immaginario, tanto da ratificare quanto afferma Percy Shelley nella prefazione a Hellas (1821): «Siamo tutti greci.

  • By Digressioni / 23/07/2019

    di Ginevra Lamberti –

    Il parco è cinto da mura che un tempo proteggevano una villa padronale, forse la villa padronale di qualcuno che a un certo punto ha prodotto degli eredi che hanno poi venduto il terreno. Oggi il cancello è aperto al mondo, affacciato sulla statale. Avanziamo con misurata spavalderia e ci fermiamo dopo pochi passi. Abbiamo trentacinque
    anni e abbiamo iniziato ad avere delle paure. Non sappiamo se vorremo riprodurci, ma a scanso di equivoci desideriamo conservarci.

  • By Digressioni / 22/07/2019

    di Annarosa Maria Tonin –

    Alla Casa Grande di Siviglia, come è chiamato il convento di San Francesco, la Confraternita della Carità sa cosa fare: spillare l’acqua dalle fontane e versarla in vasi di cotto da distribuire per le strade dei quartieri di Santa Maria Maddalena e Sant’Isidoro in cambio di poche monete, o di un sorriso e un ringraziamento.
    I predicatori, ispirandosi alle lettere di San Paolo, sostengono la necessità del lavoro per vivere e avere il rispetto della comunità, l’obbligo del potere di vegliare sui più deboli, la necessità di combattere le ingiustizie.

  • By Digressioni / 21/07/2019

    di Massimo Versolatto – 

    Bianco e nero, una leggera armonia sotterranea, una voce sensuale eppur malinconica che invade lo schermo, un movimento in avanti verso una fatiscente fabbrica abbandonata. Ma non deserta.
    Ci sono degli uomini al suo interno, tutti di razza bianca e vestiti di nero o gradazioni scure. Una donna di colore completamente nuda, dal fisico longilineo, che per semplicità – ma non per motivi interpretativi – chiameremo Madre Natura, muove passi lenti e precisi all’interno dell’edificio, e ogni volta che incontra le persone, a queste crescono dei rami che escono dalla bocca e dagli occhi.
    Ad alcuni sbocciano piccoli fiorellini.

  • By Digressioni / 20/07/2019

    di Alberto Trentin –

    L’uomo soddisfatto, non dubita. L’uomo soddisfatto, non esiste.

    Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». 2 Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3 ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». 4 Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! 5 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». 6 Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. 7 Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.1

  • By Digressioni / 19/07/2019

    di Michele Saran –

    Luigi Nono rappresenta, nel novero dei compositori novecenteschi, una delle più solide declinazioni di modernismo. In Nono la dodecafonia nella sua formulazione più avanzata, weberniana, la più coccolata dalla scuola di Darmstadt, non è un traguardo di decenni di ricerca, ma un punto di partenza; nella sua prima produzione anzi la estende a tutti gli aspetti, anche ritmici e strumentali, del costrutto compositivo. Questo clima da subito apertamente radicalizzato gli permette di sospingere la ricerca in più direzioni. Per primo viene l’elemento vocale. Le voci umane, solistiche o corali, gli solleticano l’esplicitazione delle caratteristiche più personali di un profondo impegno civile e d’una costante cura dei valori espressivi. Con il Canto Sospeso (1955-56), capolavoro della letteratura vocale del Novecento, il compositore ribadisce la sua installazione nelle più spericolate esperienze del linguaggio d’avanguardia.

  • By Digressioni / 18/07/2019

    di Francesco Zanolla –

    Uno dei presupposti più profondi del pensiero politico occidentale è la dottrina, virtualmente mai messa in discussione durante la sua lunga egemonia, secondo la quale esiste un principio che non soltanto regola il corso del sole e delle stelle, ma prescrive a tutte le creature animate il giusto comportamento. Gli esseri infrarazionali vi si conformano per istinto; gli esseri superiori ne acquistano consapevolezza, e sono liberi di abbandonarlo, salvo incorrere nella propria rovina.

  • By Digressioni / 17/07/2019

    di Taddeo Tebaldi –

    Che cos’è una citazione? È un frammento del pensiero di un uomo più autorevole di colui che vi si appella. I romanzieri le usano per abbellire, legittimarsi o omaggiare; scienziati, accademici e divulgatori ne hanno bisogno per convalidare le proprie tesi; altrove servono a nobilitare un messaggio banale. Di rado sono rappresentative dell’autore e, soprattutto, non sempre nascono come aforismi. Se è vero che Oscar Wilde, oltre a essere stato un grande scrittore, saggista e provocatore, scriveva anche ottimi aforismi, in moltissimi casi le citazioni più note sono frammenti arbitrariamente sradicati dal contesto originario, a volte a danno dell’autore.

  • By Digressioni / 16/07/2019

    di Marco Fintina –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 11 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 27/04/2019

    di Corinne Zanette –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 10 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 26/04/2019

    di Gabriele Galloni –

    “Togliti i sandali,” mi dici, “e seguimi.”

    Nel buio del giardino siamo nuovi
    e lo saremo finché qualcun altro
    non ci sostituirà;
    saranno i mesi?
    la conseguente polvere? la pelle
    lasciata morta nel tuo vano doccia?
    La stessa pelle che un giorno vivrà
    una sua vita autonoma. E chissà
    che non somigli, quella vita, a questa
    da noi vissuta ciechi.

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 10 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 25/04/2019

    di Gian Pietro Barbieri –

    La separazione, la cesura tra scienze naturali, fisiche e speculazioni filosofiche, umanistiche, tra fisica e metafisica è sempre più sottile, tanto sottile che si intravede in modo ancora opaco ma indiscutibile l’altra metà, segregata fino a qualche decennio fa in un suo spazio. La scienza ha sempre più bisogno della poesia per descrivere, per accompagnare i fenomeni naturali, le dinamiche che soggiacciono ai cicli della materia, del cosmo, dell’infinitamente piccolo; la poesia, la filosofia sono coinvolte sempre più dalle scoperte scientifiche, dagli scenari sempre nuovi che si aprono quotidianamente dato che «naturalmente li omeni desiderano sapere», come ha scritto Leonardo da Vinci.

  • By Digressioni / 24/04/2019

    di Aberto Trentin –

    Io non sono mai stato maestro di nessuno; soltanto, se c’è una persona che quando parlo e attendo a ciò che credo l’ufficio mio, desidera ascoltarmi, sia giovane, sia vecchio, non mi sono mai rifiutato; e non è vero che se ricevo denari io parlo e se non ne ricevo sto zitto, perché io sono egualmente a disposizione di tutti, poveri e ricchi, chiunque mi interroghi e abbia voglia di stare a sentire quello che io gli rispondo.

  • By Digressioni / 23/04/2019

    di Francesco Zanolla –

    Alla fine Ismaele l’aveva presa.
    I vecchi del villaggio, all’epoca poco più che mocciosi, la ricordano ancora quella mattina. È un ricordo sbiadito, che si perde spesso tra bave e biascicamenti, ma che non cessa di riaffiorare dalle acque della memoria, torbide come quelle della baia dopo le tempeste invernali.
    Qualcuno ricordava le discussioni feroci su quel che andava fatto, perché magari era stato spedito dalla propria madre a recuperare il padre o un fratello alla Tana della Murena, prima che la cena si raffreddasse troppo.

  • By Digressioni / 22/04/2019

    di Laura Cuzzubbo –

    Germogliato nell’Île-de-France nel XII secolo, l’opus francigenum, la maniera trovata dai Gotti di vasariana memoria, lo stile gotico per intenderci,1 espande le sue tentacolari radici, attecchendo finanche in Italia. Quali itinerari segua nella penisola è questione articolata e tortuosa: il linguaggio gotico incontra talora resistenze, talaltra si innesta pacificamente su tradizioni preesistenti, ma sempre si insinua nelle varie arti e tecniche, dall’architettura alle arti suntuarie, dalla scultura alla pittura, e viceversa. Come in un gioco di specchi, la diffusione dei modi nordici in Italia contrasta con l’idea di espansione lineare e unidirezionale e si avvicina piuttosto all’immagine di un’orditura reticolare di maglie interconnesse e orientate in modo fluido nel tempo e nello spazio.

  • By Digressioni / 21/04/2019

    di Adriano Cataldo –

    Famiglia nucleare

    Ci siamo detti
    avremmo a lungo rimpianto
    l’infilascarpe e il toglisuola,
    troviamo semmai
    sul momento
    un riposto comprensibile
    alla voglia di scappare.
    A tradimento, ci ha chiesto la direzione.

  • By Digressioni / 20/04/2019

    di Alberto Dabrilli –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 10 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 19/04/2019

    di Enrico Losso –

    …che vedere il mondo a rovescio è pure divertente, anche se io sono un tipo coi piedi per terra: mi è capitato poche volte nella mia vita, quante? Boh, quattro-cinque volte mi sa: la prima, sicuro, ero piccolo, sulla giostra del paese, quella che faceva il giro della morte – tutti fregavano la cicciona mezza cieca che staccava i biglietti e io l’unico idiota che pagava – e mi ero sganasciato a vedere il campanile dell’oratorio che si reggeva sulla punta, e il prete sulla pelata; poi, sulla spalliera alla scuola media, che ero uno dei pochi a riuscirci; poi, a fare il deficiente col bungee jumping, che l’avevano appena piazzato in riviera e dovevo conquistare la Marlene, e poi oggi in campo.

  • By Digressioni / 18/04/2019

    di Eugenio Radin –

    Sembra che gli antichi greci non amassero tradurre. La barriera insuperabile, qui come altrove, risiedeva nel fatto che, nella loro oplitica superiorità, le piccole poleis elleniche considerassero le altre lingue prive di λόγος (logos) e, dunque, incapaci di ragionamento. Per essi insomma, i linguaggi stranieri non possedevano molto più valore di un incomprensibile tartagliare barbarico.

  • By Digressioni / 17/04/2019

    di Diego Tonini –

    Nel 12020 dell’Era Galattica, il giovane matematico Hari Seldon si recò su Trantor, capitale dell’Impero Galattico, per effettuare un intervento al congresso decennale di matematica, in cui avrebbe presentato per la prima volta le basi di una scienza da lui stesso sviluppata, la psicostoria.
    Così, nell’universo inventato da Isaac Asimov, ha origine la disciplina che si rivelerà fondamentale per i successivi mille anni di storia galattica, prevedendo crisi, guerre e colpi di stato, e riuscendo a fornire gli strumenti per ristabilire l’ordine dopo gli inevitabili declino e caduta dell’immenso Impero Galattico che governa su 25 milioni di mondi abitati.

  • By Digressioni / 16/04/2019

    di Davide De Lucca –

    Lo sport non è avaro di storie esaltanti, imprese al limite dell’eroico, grandi vittorie e amare sconfitte, cadute e ripartenze. Alcune di queste vicende si intrecciano alla Storia, altre restano sconosciute o ricordate solo dagli appassionati, ma altre ancora vengono ingiustamente dimenticate, come quella di João Pinto do Nashoeira, detto El Radiator per la sua scarsa mobilità in campo.

  • By Digressioni / 15/04/2019

    di Carlo Selan –

    A fine 2018 su Netflix è stato reso disponibile l’ultimo episodio di Black Mirror, serie televisiva antologica (scenari e personaggi sono diversi a ogni episodio) dai toni distopici avente come tema generale il rapporto tra lo svilupparsi della società umana e il contemporaneo progredire delle nuove tecnologie. Come probabilmente si aspettavano i suoi creatori Charlie Brooker e David Slade, Bandersnatch (è questo il nome dell’episodio in questione) fin da subito ha fatto parlare di sé, tanto che per giorni le bacheche Facebook e Instagram sono state invase da meme e articoli riguardanti quest’ultimo capitolo della serie.

  • By Digressioni / 14/04/2019

    di Annarosa Maria Tonin –

    Tutto ha inizio da un viaggio che Massimiliano d’Asburgo (1459-1519), figlio dell’Imperatore Federico III (1415-1493) e della principessa portoghese Eleonora d’Aviz (1434-1467), compie nel 1477 dalla Bassa Austria a Gand per sposare Maria (1457-1482), figlia del duca di Borgogna Carlo il Temerario. C’è chi sostiene che la felicità sia un attimo; ebbene, quell’attimo accade quando i due si incontrano. Un matrimonio combinato che si presenta subito come un matrimonio di vera passione amorosa.

  • By Digressioni / 13/04/2019

    di Luca Mauceri –

    «Siamo individui soli, ma sperimentiamo anche la nostra connessione con l’altro» dice Alex Grey, artista americano noto nella scena alternativa, commentando le infinite parti dell’essere, raccolte in un’unità suprema. Il luogo in cui tale rete universale è rappresentata è una sua opera chiamata appunto Net of Being, la rete dell’essere.
    Oltre alla visionaria intuizione, del quadro di Grey possiamo apprezzare qualche spunto interessante ripercorrendo il significato dei numerosissimi dettagli presenti nell’opera che, già a un primo sguardo, offre un effetto particolare.

  • By Digressioni / 12/04/2019

    di Michele Saran –

    Tempi di populismi, limitata realpolitik, materia ideologica piccola e tossica. Meglio allora riscoprire di quando essere nazionalisti aveva un senso forte di rinnovamento, rappresentava la fuoriuscita da sclerotizzazioni e accademismi, e possedeva una missione di diffusione artistica e culturale. Portiamoci nella “Matuška Rossija”, la Russia della seconda metà del 1800.

  • By Digressioni / 11/04/2019

    Monica Conserotti – 

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 10 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 10/04/2019

    di Francesco Zanolla –

    Matrix (The Matrix – 1999) è stato il primo capitolo di una delle trilogie più iconiche dei primi anni duemila.
    Pellicola per molti versi epocale, che pose una pesante ipoteca sull’estetica e sui canoni narrativi di buona parte della fantascienza prodotta in quel periodo, si rivela ancora oggi un oggetto testuale capace di sollecitare alcune suggestioni al confine tra filosofia e critica sociale, a partire dal radicale, pur se non originalissimo, espediente narrativo che plasma la dinamica drammaturgica della trama.

  • By Digressioni / 31/01/2019

    di Michele Saran –

    L’intrico del labirinto cretese di Cnosso è, per definizione, il luogo in cui non c’è scampo. In esso vive la rappresentazione ferrea del rito la cui vittima deve giungere inesorabilmente al centro, la meta fatale, dove sarà sacrificata. Storicamente ne esistono diverse versioni. Anche in quelle più estreme, a più elevata densità di antri, ambagi e meandri, la logica di trappola ricorsiva non fa che amplificarsi.

  • By Digressioni / 30/01/2019

    di Marco Fintina –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 9 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 29/01/2019

    di Enrico Giacomini –

    Pochi metri di giardino, rinchiusi
    in una cura quasi maniacale.

    La brina che lo ricopre, troppo fragile
    per resistere al farsi del giorno;
    un sottile lenzuolo infantile.

    (Cammino e mi penso in questa luce
    di forme esauste che è il silenzio
    a quest’ora. Il gesto che spezza
    l’abitudine sta tutto nel peso
    del mio passo premuto
    sull’erba, nel contorno
    di orme che vanno.)

    Ho firmato un rettangolo bianco
    per lasciarvi una traccia
    – la più fragile – di me.

    Questa
    la mia colpa più grande.

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  • By Digressioni / 28/01/2019

    di Giovanni Fantasia –

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  • By Digressioni / 27/01/2019

    di Alessandro Mambelli –

    La donna dall’età indefinibile indossava un cardigan rosso di lana sopra una camicia blu a fiori, una gonna di velluto a coste e delle calze bianche, alte fino al polpaccio, infilate in un paio di ciabatte distrutte; le dita, nodose come rami secchi, erano appoggiate al guardrail su cui sedeva guardando nel vuoto.

  • By Digressioni / 26/01/2019

    di Alberto Dabrilli –

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  • By Digressioni / 25/01/2019

    di Diego Tonini –

    Lo confesso, sono un architetto. Avete ragione, non è il caso di farne una tragedia, anche perché Atene è piena di gente che scrive lagne del genere e non serve che mi lamenti pure io, e di questi tempi se hai un lavoro è meglio tenertelo stretto. Il fatto è che io volevo fare l’archeologo, però mi hanno detto di lasciar perdere perché siamo nell’età del bronzo e se mi mettessi a scavare qua sotto non troverei altro che terra, pietre appuntite e qualche legnetto bruciato.

  • By Digressioni / 24/01/2019

    di Corinne Zanette –

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  • By Digressioni / 23/01/2019

    di Carlo Selan –

    Ancora e camminare nei fiori,
    dalle mani ai fili ruvidi dell’erba
    e stare a guardarsi stare e ridersi
    di ritornare, dove hai lasciato i passi
    e dove hai ricordato il paese che era lì,
    dove erano stesi loro a parlarsi
    vestiti di una domenica non si era detto
    domani e partire presto, con i piedi di scarpe
    e gli occhi nel sole e il sole nei palmi con voi
    e la memoria di oggi, se ci siamo guardati
    trovarsi, tra la sporta e un figlio e una vita,
    a vivere tra gli uomini in silenzio

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 9 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 22/01/2019

    di Gian Pietro Barbieri –

    Natura, specchio e scenario-madre della psiche, riferimento continuo di ogni pensiero ed azione umana. Impossibile non collegarla alla sfera del “divino”, a quella porzione di invisibile che concorre a strutturare la realtà. Ma come renderne l’intrinseca, imprescindibile per l’uomo, fisicità, concretezza, tangibilità? Come traslarla, tradurla in “luogo” circoscritto, definito, visitabile, calpestabile, leggibile?

  • By Digressioni / 21/01/2019

    di Enrico Losso –

    Lo trovi su una panchina del parco.
    Se ne sta aperto, mostrando ai passanti il suo cuore d’inchiostro. Una brezza dolce si diverte a sfogliare le pagine, ora lenta, ora spostandole a gruppi. Rimani in piedi a guardarlo, per qualche minuto, come se potesse cederti il posto.
    Alla fine ti siedi, un po’ distante, sempre con lo sguardo fisso su di lui. Lo prendi, accarezzi la copertina marrone, ne annusi l’odore.

  • By Digressioni / 20/01/2019

    di Annarosa Maria Tonin –

    Nell’anno del Signore 1669, passeggiando nei giardini della reggia di Versailles insieme al re di Francia Luigi XIV (1643-1715), il Sovrintendente alla Fabbrica Reale Charles Perrault (1628-1703) suggerisce al sovrano di rimodellare il labirinto a sud della reggia, Le Labyrinthe de Versailles, perché diventi per il Delfino di Francia luogo di educazione alla lettura e alla scrittura, ispirato alle favole di Esopo.

  • By Digressioni / 19/01/2019

    di Matteo Pernini –

    Nel racconto Abenjacàn il Bojarí, ucciso nel suo labirinto (Abenjacán el Bojarí, muerto en su laberinto) l’universo è detto un mistero, ma dello stesso ordine della lettera rubata di Edgar Allan Poe o della stanza chiusa di Israel Zangwill, ossia: un racconto a enigma, una tortuosità dell’intelletto, un paradosso.

  • By Digressioni / 18/01/2019

    di Matteo Zucchi –

    Sono rarissimi i casi in cui un autore, tanto più se esordiente e privo di una corposa formazione estetica e teorica, dimostra di essere capace di mostrare la sua idea di cinema fin dall’incipit del suo primo film (Lidrîs cuadrade di trê, Radice quadrata di tre, 2001).

  • By Digressioni / 17/01/2019

    di Francesco Zanolla –

    Può un apparente vizio rivelarsi una virtù?
    È possibile redimere una comunità politica scivolata nella corruzione?
    E, soprattutto, queste due questioni, che per secoli hanno tormentato filosofi, moralisti e uomini di stato, hanno effettivamente qualcosa a che fare con il terzo e ultimo capitolo della saga di Batman firmata da Christopher Nolan, vale a dire Il cavaliere oscuro – Il ritorno (The Dark Knight Rises, 2012)?

  • By Digressioni / 16/01/2019

    di Laura Cuzzubbo –

    Circuiti di parole, sovrapporsi di cuciture come punti di sutura, trappole di specchi; una frase di Sartre, un diario di Anaïs Nin, miriadi di fili aggrovigliati, uno specchio arrugginito, una fotografia scomposta.

  • By Digressioni / 15/01/2019

    di Davide De Lucca –

    Cos’è accaduto lo scorso anno a Marienbad?
    Non è accaduto niente lo scorso anno a Marienbad.
    O forse sì. È vero, forse lo scorso anno a Marienbad è accaduto tutto, tutto quello che poteva accadere dall’inizio alla fine del tempo.
    No, invece, non è accaduto niente lo scorso anno a Marienbad.
    Certamente sì, e continua ad accadere e a ripetersi all’infinito.

  • By Digressioni / 14/01/2019

    di Cinzia Agrizzi –

    La geometria del labirinto si riflette fedelmente nel reticolo veneziano, uno spazio pluridimensionale e plurisensoriale, un gioco di specchi che seduce e inganna, traducendosi nella «perdita completa dell’individuo nel mare delle cose».

  • By Digressioni / 13/01/2019

    di Laura Cuzzubbo –

    Roma, un salotto dell’alta borghesia nei pressi della scalinata di Trinità dei Monti, una sera d’inverno agli albori del XX secolo. Alcuni uomini e alcune donne siedono attorno a un piccolo tavolo rotondo di mogano, le mani appoggiate sul piano e i mignoli che si sfiorano per conferire più forza al medium che è fra loro. Trascorrono minuti in cui non si verifica nulla, a parte il lieve scricchiolare della casa.

  • By Digressioni / 12/01/2019

    di Gian Pietro Barbieri –

    Da un complotto di palazzine, da spari di silenzio per le vie strette da prossimi, imminenti crolli; dai rumori d’orina che mi piscia il vicino d’appartamento direttamente nella turca del mio orecchio provengo a questo giorno che sa di grotta e vedo G. che cerca il suo amore per non essere solo, lo cerca con la sua bicicletta ed un fiore come faro ma senza speranza e segue l’acqua forse di fogna che scappa nei tubi e ricompare con una strizzata d’occhi da un tratto scoperto del fosso sepolto.

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 9 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 12/01/2019

    di Francesco Zanolla –

    Quando nel 1932 Carl Schmitt dà alle stampe Legalità e legittimità (Legalität und Legitimität) la breve parabola della Repubblica di Weimar è ormai prossima al suo rovinoso termine.
    In essa si sono manifestate le dinamiche che caratterizzano l’instaurazione di istituzioni democratiche in contesti segnati da forte instabilità sociale ed economica e da una cultura politica liberale ancora poco diffusa e interiorizzata in larghi strati della popolazione, come appunto nella Germania uscita sconfitta dalla Grande Guerra.

  • By Digressioni / 21/10/2018

    di Fabio Strinati – 

    L’oscurità inghiotte fisionomìe
    senza ritegno moto improvviso
    nell’agitazione si accalca
    nel buio quel séguito profondo
    destinato ad eclissare direzioni
    e quel tarlàre che al tatto
    sfugge, del vìzio la meditazione
    di un tumulto nella disperazione
    che si espande fino alla deriva.

  • By Digressioni / 20/10/2018

    di Corinne Zanette –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 8 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 19/10/2018

    di Alberto Dabrilli – 

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 8 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 19/10/2018

    di Massimo Versolatto – 

    Nella fase di pre-produzione di un’opera audiovisiva ci si interroga spesso – a maggior ragione nei casi in cui il budget a disposizione sia limitato – sul numero di sequenze ambientate di notte, sulla loro necessità di illuminazione artificiale e su come l’uso di quella luce possa creare l’atmosfera voluta. A volte si sceglie di girare con luce diurna, applicando uno speciale “effetto notte” che scurisce le immagini. Questo particolare effetto ha una storia di lungo corso, si utilizzava infatti già ai tempi del cinema muto, quando le pellicole erano molto poco sensibili e dopo il tramonto praticamente non vedevano nulla.

  • By Digressioni / 18/10/2018

    di Davide De Lucca – 

    Pochi registi hanno avuto il rigore intellettuale di Michelangelo Antonioni, con le conseguenze che questo comporta – distanza dal pubblico, diffidenza dei produttori, giudizi controversi e incomprensioni critiche, rischi di didascalismo. Coniugandoli a una ricerca tecnica e stilistica, l’autore ferrarese ha articolato temi multiforme come l’incapacità di comunicare, la solitudine, lo stare al mondo senza scopo, occupare uno spazio e un tempo senza senso.

  • By Digressioni / 17/10/2018

    di Marco Pilia –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 8 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 17/10/2018

    di Michele Saran –

    Autunno del 1831. Un giovane pianista e compositore proveniente da Varsavia, un ancora sconosciuto Fryderyk Chopin, sta varcando in carrozza la soglia di Parigi. La osserva con uno sguardo sognante, come lunare. Certo non immagina che proprio quella capitale, quell’andazzo frenetico, l’animazione dei boulevard, il grande stile dei luoghi di ritrovo in entusiastica fioritura, così inadatti al suo temperamento schivo, rimarrà la sua patria adottiva, per molti versi la sua vera patria, nonché la spinta cruciale della sua arte a venire.

  • By Digressioni / 16/10/2018

    di Annarosa Maria Tonin – 

    Palazzo del Louvre, la notte fra il 23 e il 24 agosto 1572. Barricato nelle sue stanze, Carlo Massimiliano di Valois-Angoulême, ventidue anni, ha chiesto la compagnia di un amico, Ambroise Paré, medico di corte fin dai tempi di re Enrico II. Carlo sa che il chirurgo è troppo abile per lasciarlo morire in uno dei tanti possibili agguati di sangue di una notte infinita; per questo gli ha permesso di rifugiarsi nelle sue privatissime stanze. Cosa si diranno in questa lunga notte? Forse, essa sola parlerà, per lasciare alle notti e ai giorni che verranno una domanda senza risposta. Chi è stato a ordinare il massacro degli Ugonotti?

  • By Digressioni / 15/10/2018

    di Francesco Zanolla –

    Eyes Wide Shut (1999) è un film diviso in due. Con una prima parte, dal folgorante attacco sulla silhouette nuda di Nicole Kidman al ritorno a casa di Tom Cruise dopo la sua odissea sessuale notturna, all’altezza della leggenda di Stanley Kubrick: una summa delle sue ossessioni visive e tematiche e della sua idea di cinema che veicola una visione dell’uomo, del mondo e del suo (non) senso attraverso il fluire intrecciato, complesso e accuratissimo di immagini e suoni. Poi è come se il film si azzerasse e ripartisse.

  • By Digressioni / 14/10/2018

    di Enrico Losso – 

    Brenno è senza pelle, durante la notte. Quando gli capita di svegliarsi – non molto spesso, a dire il vero – e non riesce a riaddormentarsi nel giro di un quarto d’ora, finisce in trappola.
    La notte lo cattura, lo scuoia, lo lascia indifeso. Inizia il cervello a masticare pensieri, scegliendo i più indigesti. Poi continua la schiena a dolere e sudare. E poi le mani, a tremolare. Ma è l’udito a giocare i tiri più subdoli.
    Brenno è sicuro di sentire dei rumori.

  • By Digressioni / 13/10/2018

    di Giovanni Bet –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 8 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 13/10/2018

    di Valentina Matilde De Carlo – 

    Luce. Luce fredda e asettica che aumenta e cala automaticamente, senza obbedire a nessun comando. I nostri occhi vagano sullo schermo, la nostra mano corre sui tasti e il loro ticchettio diventa il nostro abituale, poco mellito, sottofondo sonoro, mentre componiamo parole sulla pagina virtuale. In qualunque luogo, a qualunque ora, possiamo scrivere senza impensierirci per i refusi, che in un colpo di tasto svaniranno senza lasciare traccia. Può capitare che, mentre corriamo sui tasti inseguendo i pensieri, arrivi d’improvviso la notte, così come giunse, in un tempo passato, la notte dell’inchiostro.

  • By Digressioni / 12/10/2018

    di Matteo Zucchi – 

    Una peregrinazione nella completa oscurità del mondo circostante e della sua natura, alla continua ricerca di una fiamma da cui avere un po’ di ristoro e per cui infine immolarsi. Qualcuno potrà storcere il naso di fronte all’applicazione di questi riferimenti culturali a un prodotto videoludico ma le parole suddette risultano rappresentative di poche opere degli ultimi anni come della saga di Dark Souls (FromSoftware, 2011).

  • By Digressioni / 11/10/2018

    di Carlo Londero – 

    Diego Valeri è il poeta di Venezia, cantore della luce, della pietra e dell’acqua della laguna. I suoi versi possono apparire un inno alla brillantezza spensierata della vita, magari velata di preziosismi decadentisti. Apro a caso, verso la fine, le Poesie scelte del 1977 e leggo alcuni versi: «Qui c’è sempre un poco di vento, / a tutte l’ore, di ogni stagione: / un soffio almeno, un respiro. / Qui da tanti anni sto io, ci vivo. / E giorno dopo giorno scrivo / il mio nome sul vento» (87). Non c’è bisogno di dire la competenza poetica di Valeri, autore che dimostra una raffinatezza compositiva inappuntabile unita a una disarmante agilità prosodica.

  • By Digressioni / 11/10/2018

    di Gian Pietro Barbieri – 

    La notte ha seminato la brina
    per far rinascere la luce nelle cose e nelle case buie
    e l’orgoglio delle stoppie, i carati negli stagni
    negli acumi dei roveti –
    coprendomi con una piccola coperta sgualcita,
    semino ogni sera anch’io nel solco della tenebra
    poche parole luminose allentando la stretta della mano;

  • By Digressioni / 10/10/2018

    di Alvise Reiner – 

    Quando nell’inverno del 1787 Giuseppe II intraprese un’ambiziosa campagna militare contro i turchi del Banato, mai si sarebbe aspettato di vedere i propri progetti d’espansione infranti a causa di un barile d’acquavite. D’altro canto, l’imperatore «era noto e stimato per le sue vedute umanitarie, ma nessuno riusciva a vedere quale contributo potesse mai dare sul campo di battaglia. […] Quindi erano in parecchi, fin dall’inizio della campagna, a prevederne un’infausta conclusione. E gli eventi futuri avrebbero dato loro ragione».

  • By Digressioni / 09/10/2018

    di Marko Kravos – 

    Muovo il corpo nei rumori notturni,
    vado scostando gli strati dell’aria.
    E a ogni mio movimento risplende
    il plancton, il seme del cosmo.
    Acque a sinistra
    e foglie di granoturco;
    a destra, sotto le quercie, i richiami
    di un animale selvaggio.

  • By Digressioni / 08/10/2018

    di Laura Cuzzubbo – 

    L’uomo medievale ama la luce. Dio è luce ed è divino ciò che emana luce, la quale entra perciò a fiotti nelle cattedrali gotiche. Il medioevo apprezza quindi le tinte vivaci e l’oro, in arredi sacri, monili e pale d’altare. A differenza del mondo attuale che predilige il pacifico blu, il colore eletto del medioevo è il rosso, colore del lusso, indossato dai ricchi e, fino al XIX secolo, dalle spose contadine. E ancora, la Regola di San Benedetto impone ai monaci che il dormitorio sia illuminato fino all’alba.

  • By Digressioni / 07/10/2018

    di Gian Pietro Barbieri – 

    La galassia e il cosmo intero, la nostra percezione dello stesso e il nostro livello di cultura scientifica, il nostro pensiero e tutte le incognite, i misteri e il mondo reale stanno tutti qui, in questo piccolo prato all’imbrunire. La città sembra rimpicciolirsi mano a mano che le tenebre l’avviluppano; il prato che le sta di fronte sembra sprofondare nel buio, rivelandosi tenebra. A guidarci in una ricognizione superficiale di esso non poteva che essere lei, simbolo della ragione che illumina la tenebra dell’indistinto: la lucciola (Lampyris noctiluca).

  • By Digressioni / 07/10/2018

    di Francesco Zanolla – 

    C’è Kurtz che mi sussurra “Dai.”
    Delicato.
    Amorevole, quasi.
    E poi c’è il mio dito che accarezza il grilletto.
    Altrettanto delicato.
    E amorevole.
    “Il fucile. Lo devi trattare come una femmina” mi aveva spiegato quando me lo aveva messo tra le braccia.
    Una perfetta riproduzione del celebre fucile d’assalto di fabbricazione tedesca Heckler & Koch G3 calibro 7,62.
    Almeno era quello che pensavo.

  • By Digressioni / 06/10/2018

    di Luca Mauceri – 

    «Ed è subito sera»1, concludeva perentorio Quasimodo nel dipingere il quadro del nostro essere. La sera sopraggiunge improvvisa per sigillare l’esistenza umana dopo quel breve «raggio di sole»2 che ci è concesso. Quasimodo non è però il solo a pensare alla notte come metafora della morte. La cultura occidentale straripa di richiami all’atmosfera notturna come momento della fine o al ciclo del giorno come metafora del ciclo vitale. È la luce ad essere la vita vera, l’oggetto della vita e della sua ricerca, perché la luce illumina, mostra le cose del mondo nella loro varietà: allo stesso modo la vita ci getta addosso innumerevoli cose, eventi, luoghi, sensazioni. La notte al contrario è buia e sottrae gli oggetti al nostro sguardo, così come sembra fare la morte.

  • By Digressioni / 05/10/2018

    di Matteo Pernini – 

    Il fanciullo che, levati gli occhi a un terso cielo notturno, chiedesse ai genitori delucidazioni sulla natura di quel buio, ignorerebbe forse di ripetere un quesito che non mancò di eccitare l’immaginazione di Johannes Kepler, Edmund Halley ed Edgar Allan Poe. Non è raro, in effetti, che i medesimi interrogativi che turbano i sonni delle menti più eccelse, inquietino pure il nostro giudizio, qualora ci si presentino in un baleno di lucidità si tratta unicamente di dar forma ai problemi nel modo corretto.

  • By Digressioni / 05/10/2018

    di Davide De Lucca –

    Indossato il pigiama, il signor Berto deglutì le medicine della notte con un abbondante bicchiere d’acqua. Emise il tipico verso di chi, dopo una lunga bevuta, è dissetato. Vi aggiunse dei fastidiosi e umidicci suoni fatti con la bocca, già vuotata della dentiera, e si apprestò ad andare a dormire eseguendo la rituale sequenza di spegnimento di tutte le luci dell’appartamento. Vista la giornata calda, aveva lasciato una finestra aperta per rinfrescare il soggiorno.

  • By Digressioni / 22/07/2018

    di Giuseppe Nava –

    il fantasma ci aveva sfidato ad altre
    cime, altri sforzi che non questo
    girare di falene intorno alle parole,
    alla luce che a volte cala improvvisa e costringe
    ad alzare gli occhi dagli scudi,
    per vedere prima del buio il pelo
    scuro dell’animale che corre nella strada,
    le fauci aperte, sbavando

  • By Digressioni / 21/07/2018

    di Fabio Strinati –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 7 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 20/07/2018

    di Enrico Losso –

    I fari posteriori rossi del SUV oltre il vetro del parabrezza lo stavano ipnotizzando.
    Gregorio era incappato in un banco di nebbia insolito per la stagione e si era subito lasciato sorpassare, benedicendo il fatto di non essere solo su quella strada infilata fra i campi e l’argine del fiume.
    Era ancorato a quei punti luminosi da più di venti minuti e le palpebre iniziavano a pesare.
    Un fruscio alla sua destra gli fece accelerare il battito. Spalancò gli occhi e si rese conto che aveva varcato, per un istante, la soglia del sonno. E già aveva intravisto i riflessi dei primi incubi.

  • By Digressioni / 19/07/2018

    di Luca Mauceri –

    Ogni mente acuta nutre un sospetto: che la spiegazione materialistica di un evento sia una riduzione fatta con le categorie aride di una mente buona a far di conto ma non a comprendere le cose nel loro spettro completo. Che siano spiegazioni di chi ragiona e non di chi pensa e che il mondo, come una donna di un certo livello, si conceda a chi lo comprenda nel profondo, in ciò che non si vede ma c’è.

  • By Digressioni / 18/07/2018

    di Corinne Zanette –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 7 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 18/07/2018

    di Giovanni Fantasia –

    Broiler

    predestinato alla macellazione a partire dal nome
    il pollo da carne raggiunge il suo peso finale
    in due mesi: spazio strettamente necessario
    sole no, non serve, serve l’esattezza
    delle madri ad infrarossi e del mangime;
    il nome non è nome ma processo;
    ciò che viene processato ha nome broiler.

  • By Digressioni / 18/07/2018

    di Francesco Zanolla –

    Comparvero sulla cresta erbosa della collina, uno dietro l’altro come personaggi rinnegati dell’Apocalisse di Giovanni.
    Quattro cavalieri in blu e grigio, sbalzati dalla luce di mezzogiorno sullo sfondo del cielo terso di fine settembre.
    La donna li scorse mentre attingeva l’acqua dal pozzo davanti alla baracca di tronchi che non pochi avrebbero faticato a chiamare casa.

  • By Digressioni / 17/07/2018

    di Gian Pietro Barbieri –

    Osservando la piana da un’altura, sembra tutto fermo, anche le auto in movimento, lontane, sembrano inclinarsi all’asse terrestre, paciose nel verde affiorante, nel mare verde che sgorga con cieca cocciutaggine, con fede profonda da un buio oscuro che tutto ammanta. Poi, scendendo, entrando nel quadro visto dall’alto e incorniciato di cielo…

  • By Digressioni / 16/07/2018

    di Annarosa Maria Tonin –

    Per anni Mario aveva organizzato i suoi soggiorni romani pensando alle tre ragioni per cui lasciava la Sicilia: la figlia, la moglie, la mania di controllare la puntualità dei mezzi di trasporto via terra.
    L’unico sincero dispiacere che provava, fino a stare male fisicamente, era quello di lasciare i suoi cavalli in mano altrui. Mani fidate, certo, ma pur sempre di altri.

  • By Digressioni / 15/07/2018

    di Laura Cuzzubbo –

    Piccole folle di oggetti dimenticati si ridestano dalla polvere, intrecciano storie di banali quotidianità andate, chiacchierano tra loro di lontani trantran, ricamano giocosi momenti di antiche vite bambine.

  • By Digressioni / 14/07/2018

    di Matteo Zucchi –

    Luci al neon, colori primari sgargianti e al contempo soffusi, sonorità calde, avvolgenti e sintetiche, eccessi melodrammatici, estetiche barocche e ridondanti, un’atmosfera placidamente decadente, da fine impero. Sono questi alcuni dei tratti principali che la contemporaneità offre ripetutamente ai nostri sensi, andando a comporre una serie di estetiche tanto differenti nei propri sviluppi quanto accomunate dai medesimi modelli culturali e artistici. L’ultimo decennio si è ampiamente rifatto agli anni ‘80 per creare un proprio orizzonte percettivo e creativo, tanto da non rendere così inopportuna l’affermazione per la quale, se gli anni ‘00 sono stati gli anni ‘90 con un decennio in più, gli anni ‘10 sono gli ‘80 ritornati dopo un sonno di 30 anni.

  • By Digressioni / 13/07/2018

    di Laura Cuzzubbo –

    “Cara Brigida, oggi ho fatto partire 11 casse per Vado che contengono tutti gli arnesi del mio lavoro: dunque speriamo che dopo le casse arrivi anch’io che ho tanto bisogno di riposo e di rifarmi una vita per morire in pace”. Così lo scultore Arturo Martini (1889-1947) scrive alla moglie all’inizio del 1947. Brama dunque di ritornare nella cittadina ligure che gli ha dato l’affetto di una famiglia, una casa e i primi onori, mentre Treviso gli ricorda la miseria e le umiliazioni dell’infanzia vissuta nelle umide torri medievali.

  • By Digressioni / 12/07/2018

    di Cinzia Agrizzi –

    La Strada di San Giovanni è una delle poche prose autobiografiche di Calvino che l’autore aveva incluso nell’indice provvisorio di Passaggi obbligati, progetto rimasto incompiuto e pensato per accogliere una serie di scritti legati alla sua esperienza personale, tra i quali Autobiografia di uno spettatore e La poubelle agréée. Ritorno, rimpianto, nostalgia, indagine nella memoria compongono infatti la sottile linea semantica che percorre il sottosuolo di questo breve saggio, nel quale lo scrittore sanremese rievoca gli anni della sua infanzia e giovinezza in terra ligure e, soprattutto, ritrae la figura del padre in rapporto nettamente antinomico con se stesso.

  • By Digressioni / 11/07/2018

    di Fabio Strinati –

    Ho come il tempo che mi assorbe
    quando una lentiggine di mosca
    sul davanzale scruta spiegata
    la sua mossa ultima…

  • By Digressioni / 11/07/2018

    di Annarosa Maria Tonin –

    Château de Colombes, settembre 1669.
    Dicono che io sia una piccola donna ormai anziana, del tutto ordinaria, e al mio cospetto non siano più necessari il garbo e l’ossequio. Dicono che, se non vivessi qui, in un castello a due leghe da Parigi, apparirei come una delle donne che si recano al mercato settimanale o alla fiera annuale che re Luigi, mio nipote, ha concesso di tenere ai cittadini di Colombes. Dicono che io stia morendo, ma non lo decidono gli altri il momento.

  • By Digressioni / 10/07/2018

    di Francesco Zanolla –

    Nel 1762 Jean-Jacques Rousseau dà alle stampe quelle che sono probabilmente le sue due opere più conosciute e influenti, nonché vituperate e censurate da detrattori e critici, vale a dire Emilio (Émile ou De l’éducation) e Il contratto sociale (Le contrat social ou Principes du droit politique). La combinazione dei due incipit fornisce l’opportunità di inquadrare in prospettiva le strutture teoretiche e gli obiettivi della riflessione filosofico-politica di un pensatore che occupa una posizione di rilievo eccentrico all’interno dell’Illuminismo europeo.

  • By Digressioni / 10/07/2018

    di Eugenio Radin –

    Tra i numerosi miti raccontati all’interno dell’opera platonica, ce n’è uno di universalmente noto, oggetto di innumerevoli riletture e riproposizioni, non soltanto saggistiche, ma anche letterarie, pittoriche o cinematografiche: la caverna platonica, con la cui immagine si apre il libro settimo de La Repubblica, è divenuto nel corso del tempo uno dei luoghi fondamentali dell’Occidente, non solo perché il pensiero in esso contenuto sta alla base dell’ontologia tradizionale, ma anche perché il prigioniero liberato che ne è protagonista è presto divenuto il modello di ogni uomo di scienza europeo, il cui cammino, dalle tenebre, ricerca sempre la strada verso la luce, la verità, la conoscenza.

  • By Digressioni / 10/07/2018

    di Matteo Pernini –

    Nella prima giornata del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632), Galileo mette in bocca a un offeso e turbato Simplicio la più bolsa difesa immaginabile della dottrina aristotelica, inerente i temi della generazione e corruzione delle cose terrestri:

    Io non posso accomodar l’orecchie a sentir mettere in dubbio se la generazione e corruzione sieno in natura, essendo una cosa che noi continuamente aviamo innanzi a gli occhi, e della quale Aristotile ha scritto due libri interi.

  • By Digressioni / 10/07/2018

    di Michele Saran –

    C’erano una volta forma-sonata e forma-concerto, con tutta probabilità le strutture (finora) più fertili e significative della musica occidentale. Franz Joseph Haydn, padre di entrambe, riassunse modi e forme della musica barocca ormai agli sgoccioli in un qualcosa di potentemente logico nella sua semplicità.

  • By Digressioni / 03/05/2018

    di Enrico Losso –

    Rosalia aprì il foglietto con un gesto incerto, dopo che aveva passato un’ora buona dentro il brutto bar di Via Mascarella. Non aveva avuto il coraggio di fare venti metri in più e salire le scale dell’appartamento che divideva con altre tre studentesse pugliesi. Non voleva che la vedessero piangere, né di sconforto, né di felicità. Non aveva legato con loro, solo con Maria si era spinta, in quei primi quattro mesi da matricola universitaria, a qualche confidenza in più, ma definirla un’amica era troppo, almeno per lei.

  • By Digressioni / 02/05/2018

    di Bartolomeo Rossi –

    Mi spingevo sulla spiaggia per cercare risposte.

  • By Digressioni / 01/05/2018

    di Gian Pietro Barbieri – 

    La suddivisione geografica, etnica, simbolica del territorio sembra sia esclusiva del genere homo, prerogativa di una specie autoproclamatasi “superiore” a tutto il resto, al “rimanente” e pertanto in grado e, arbitrariamente, in diritto di stabilire limiti discriminanti, cesure, domini. Un segno nero, freddo, netto sulla carta geografica non ammette repliche, né deroghe o eccezioni: lega a un comune destino gli individui che racchiude nelle sue invisibili maglie.

  • By Digressioni / 30/04/2018

    di Carlo Selan –

    Un confine è un’identità che si accosta a un’altra e ad essa si apre o si chiude, un luogo che sta in mezzo, dove la terra non è di nessuno ed è di tutti, la casa, spesso, del senza patria e del profugo, di tutta quella umanità in fuga per necessità.

  • By Digressioni / 29/04/2018

    di Laura Cuzzubbo –

    Una profonda comprensione dell’architettura e del suo evolversi procederebbe oltre il fattore fisico del muro. Come scrive Bruno Zevi nel 1948, “L’architettura […] è come una grande scultura scavata nel cui interno l’uomo penetra e cammina”, pertanto lo spirito dell’arte del costruire risiede nello spazio architettonico entro cui vive l’uomo.

  • By Digressioni / 28/04/2018

    di Carlo Londero –

    Conviene iniziare dalle parole di Luciano Morandini estrapolate dall’intervista di Ivica Tratnik a Radio Koper/Capodistria nell’estate-autunno 1976, per l’uscita del suo libro di poesie Dalla domenica dei silenzi:
    Io non penso che una semplice sbarra di confine riesca a separare gli uomini. Le idee e i sentimenti vanno al di là di queste sbarre: in modo particolare per quanto riguarda i nostri due Paesi, la Jugoslavia e l’Italia, e in modo ancora [più] particolare per quanto riguarda Friuli e Slovenia.

  • By Digressioni / 27/04/2018

    di Corinne Zanette –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 6 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 27/04/2018

    di Davide De Lucca –

    Il signor M. stava varcando la soglia dei cancelli della nuova azienda dove sarebbe andato a lavorare, consapevole che da quel momento in poi la sua vita sarebbe cambiata. Aveva accettato di abbandonare il suo vecchio impiego per entrare alla Contratti Fiducia e Nitidezza (Con.Fi.Ni.).

  • By Digressioni / 27/04/2018

    di Matteo Zucchi –

    In principio vi è l’unità. La natura prosegue la sua esistenza indifferenziata, nella sua molteplicità, apparentemente fino al sopraggiungere dell’uomo occidentale e del Polemos che da sempre è il suo tratto più fondativo. Rivelativo è un long take a pochi minuti dall’incipit, in cui il dolly che segue il protagonista interpretato da Jim Caviezel all’improvviso devia dalla linea tracciata finora e si muove diagonalmente per poi inquadrare lateralmente l’uomo.

  • By Digressioni / 26/04/2018

    di Alvise Reiner –

    Tra l’ottobre 2014 e il gennaio 2015, il Califfato islamico tentò una sanguinosa offensiva per la conquista della città di Kobane, portando di fatto alla ribalta internazionale la “questione curda”. Divisi tra Iraq, Iran, Turchia e Siria, i curdi hanno fatto della lotta all’ISIS lo strumento per le proprie rivendicazioni autonomiste. Da dove nasce la volontà di questo popolo di essere riconosciuto nazione e in che modo si è giunti, invece, alla sua frammentazione?

  • By Digressioni / 25/04/2018

    di Christina A. Lee –

    Il canone della letteratura coloniale australiana ha spesso esaltato i coraggiosi pionieri (bushman) di autori come Henry Lawson e Banjo Patterson, uomini solitari alla conquista dell’outback, la nuova frontiera. Il mito australiano dei coloni poveri e laboriosi che popolavano un paradiso utopico divenne elemento cardine nella nascente letteratura
    dell’epoca, ma questa epopea idealizzava un’esistenza che in realtà era spesso devastante e pericolosa, specialmente per le donne.

  • By Digressioni / 24/04/2018

    di Cinzia Agrizzi –

    Berlino, residenza ufficiale del Cancelliere. Sulla scena si dispiega il dramma di Yukio Mishima, Il mio amico Hitler (1968), che vede coinvolti il futuro Führer, il capo delle SA Ernst Röhm, il rappresentante dell’ala socialista della NSDAP Gregor Strasser e l’imprenditore dell’acciaio Gustav Krupp, voce indiscussa dell’industria pesante tedesca.

  • By Digressioni / 23/04/2018

    di Matteo Pernini –

    Si ripropone, a fasi alterne, il problema del formato, della larghezza del fotogramma. Non, beninteso, declinato nei termini puntuali di un articolato discorso culturale, ma gonfiato nel grido di slogan promozionali – quando un’accorta distribuzione rimarca l’eccezionalità di un film realizzato in pellicola 70mm – oppure ridotto alla grossolana forma di un bisticcio condominiale – quando, sul proprio profilo Twitter, Xavier Dolan pubblica una risentita lettera ai dirigenti di Netflix, colpevoli di aver alterato il previsto rapporto tra lunghezza e larghezza dell’immagine nel suo film Mommy (2014).

  • By Digressioni / 22/04/2018

    di Gian Pietro Barbieri –

    Il vento rissoso di novembre
    ammassa le montagne all’orizzonte, le spinge in coda
    la strada è affollata di foglie
    vedo il vento lavorare al posto mio
    radunandole in un canto

  • By Digressioni / 22/04/2018

    di Francesco Zanolla –

    A voler dar seguito all’opinione di Norberto Bobbio, la filosofia politica occidentale nel corso del suo sviluppo si è occupata di quattro questioni fondamentali: la ricerca dell’ottima, o migliore, forma di governo; l’individuazione del fondamento della legittimità del potere politico; la ricerca sull’essenza della “politica” come attività umana distinta dalle altre, e la riflessione sui metodi e le forme delle scienze sociali e politiche empiriche.

  • By Digressioni / 21/04/2018

    di Alfonso Firmani –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 6 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 21/04/2018

    di Paolo Steffan –

    “Il muro che ti ho eretto contro è un crollo eterno”, recita un verso stupendo di Attila József, tratto da una lirica che s’impasta di amore, nella più fiera esperienza della carne (“ti compenetri cuore a cuore”) e nel più assoluto richiamo dello Spirito (“con te rispondo a Dio”).

  • By Digressioni / 20/04/2018

    di Francesco Zanolla –

    Nova.
    Che vola attraverso il parabrezza, come un manichino da crash test.
    Non aveva le cinture allacciate. E non c’era airbag sul lato del passeggero.
    Fino a un attimo prima, giocherellava con la pistola in grembo. Vibrava appena. Un tremito leggero e controllato, sotto la patina di ghiaccio australe che le avvolgeva il profilo magro e affilato.

  • By Digressioni / 20/04/2018

    di Michele Saran –

    In musica spessissimo risulta facile parlare di totalità. Quante volte lo sentiamo? “Artista completo”. “Artista totale”. La più tronfia, “Artista a trecentosessanta gradi”. Si dovrebbe riflettere: prendiamo Richard Wagner.
    Tutto è totale in Wagner. A cominciare dalla commistione tra vita, avventurosa, nomade, errabonda, addentata con gran voracità a ogni suo lato, e la sua arte.

  • By Digressioni / 19/04/2018

    di Annarosa Maria Tonin –

    Fondazione Reale di San Lorenzo del Escorial, 1574.
    Le otto salme sono uscite dalle loro sepolture per riunirsi qui, tutte insieme, affinché io possa celebrarne la gloria ogni giorno, come monaco tra i monaci. Hanno percorso l’altopiano come io ho ordinato: lente, tra i silenzi di luoghi deserti, accompagnate da orazioni e canti gregoriani. Da Yuste giunge l’Imperatore mio padre, da Granada l’Imperatrice madre, Isabella.

  • By Digressioni / 18/04/2018

    di Luca T. Barbirati –

    Chi è straniero in ogni luogo non ha altra scelta che cercare le proprie radici nell’anima. Se questo straniero ha pure la ventura di essere poeta – tra i massimi nel Novecento – la sua ricerca deve fare i conti con l’arte e con le lingue in cui viene rappresentata.

  • By Digressioni / 17/04/2018

    di Matteo Pernini –

    Vi è un concetto – ci ricorda Borges in un memorabile saggio in cui insegue lo svolgersi di un paradosso nei labirinti della storia umana – che corrompe e altera tutti gli altri: l’infinito. Lo temettero Euclide – che, chiamato a definire la retta, ne fece un segmento prolungabile a piacere, eludendo, così, i rischi di una lunghezza infinita; Escher – che ne chiuse l’orrore in architetture d’incubo; Kafka – che fece della giustizia un punto irraggiungibile.

  • By Digressioni / 24/01/2018

    di Corinne Zanette –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 5 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 23/01/2018

    di Anna Scagliarini –

    Solitudine soleggiata, paesaggio disabitato dai colori caldi. Architettura vuota, aulicamente severa. Qui domina un silenzio color ocra e fa molto caldo. Il sole ha cotto muri e pietre, sulla terra si proiettano le ombre pesanti di oggetti grandi. Ombre ipnotiche. Trascinano giù e giù lentamente verso un baratro di semi-veglia, un torpore caldissimo e pesantissimo, che potrebbe essere un delizioso nulla. E tirano giù ancora, queste ombre, impercettibilmente, un gradino lieve alla volta, (uno per volta che neanche si fa in tempo ad accorgersene), verso il sonno.

  • By Digressioni / 20/01/2018

    di Enrico Losso –

    Paride contempla la traiettoria dello schizzo di saliva, una parabola perfetta che spicca nel gioco di luci della sala, e constata che non lo perderà mai il vizio di sputacchiare, suo fratello Gianluca, mentre parla alterato.
    – Smettila di fare il pagliaccio!
    La goccia e il rimbrotto colpiscono il nipote Alberto, mentre la macchia scura di Sangiovese dà il colpo di grazia alla tovaglia di lino bianco.
    Paride lo osserva: si è trasformato in un vulcano, pronto ad eruttare ventagli di lapilli pur di far colpo sullo zio. Ha contato le volte in cui si è alzato dalla sedia per dire o mostrare qualcosa. Tredici in mezz’ora.

  • By Digressioni / 19/01/2018

    di Mattia De Luca –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 5 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 18/01/2018

    di Matteo Zucchi –

    A oramai più di un secolo dalla Rivoluzione d’Ottobre l’eco di quegli avvenimenti, reazione alla Prima Guerra Mondiale e quindi definitivo incipit del “secolo breve”, pare essersi quasi chetato. Mentre la rimozione di una così impegnativa memoria storica sembra essere la via scelta dalla madre Russia, nel resto del mondo non sono più in pochi a mettere in dubbio il carattere effettivamente rivoluzionario di ciò che avvenne tra il 6 e il 7 novembre 1917, anche col favore di buone argomentazioni, a differenza di ciò che si può dire a sfavore della rivoluzione estetica sviluppatasi in concomitanza a quegli eventi e negli anni successivi.

  • By Digressioni / 17/01/2018

    di Annarosa Maria Tonin –

    Museo del Prado, aprile 1823. Nessuno poteva toccarla, tranne lui, il piccolo Pedro, figlio del nono duca di Osuna e della contessa-duchessa di Bonaventa. La ama ancora quella carrozza-giocattolo, immortalata in un dipinto che sta per lasciare.
    Un’altra carrozza, infatti, condurrà Pedro de Alcántara Téllez Girón y Alonso-Pimentel, principe di Anglona (1776-1851), direttore del Museo del Prado, sulla via dell’esilio verso l’Italia.
    I suoi fidati collaboratori hanno portato a termine la missione: stampare mille esemplari del catalogo del museo, a futura memoria. Il principe ha fatto spegnere i nuovi bracieri e le stufe installate per migliorare l’illuminazione delle sale. Si è raccomandato che le tende, anche queste una sua innovazione, siano fatte scendere per evitare che il sole colpisca le tele in modo troppo diretto.

  • By Digressioni / 16/01/2018

    di Davide De Lucca –

    Choulex – nordest di Ginevra (Svizzera) 18 gennaio 1832
    Questo pomeriggio io e il professor Crouton stavamo mangiando formaggio, seduti nel suo studio. Ricordo con piacere il crepitare del fuoco e, incorniciate dalla finestra, le vette delle montagne imbiancate. All’esterno, il vivace scampanare di Vivianne, la mucca preferita di Crouton – dicerie quelle che sostengono che il professore la volesse sposare, ci è solo molto affezionato; secondo lui, fornisce il latte migliore per il groviera. Crouton mi chiede un’opinione sul formaggio: è ottimo. Poi dice: “Gaston, dovremmo lavorare a un’illusione ottica bidimensionale ambigua”. Penso stia farneticando, quindi non rispondo, ma lui insiste. Vuole presentarla alla conferenza mondiale sulle illusioni ottiche che si terrà a Ginevra il prossimo 5 settembre. Accetto di collaborare con lui.

  • By Digressioni / 16/01/2018

    di Luca Tommaso Barbirati –

    All’inizio del quarto atto, Timone d’Atene abbandona la città dopo aver urlato il proprio odio all’umanità e alla propria casa. È bastata una richiesta d’aiuto a far mutare la sorte dei suoi amici-banchettanti, tanto prodighi nel ricevere quanto avari nel dare. Nel suo dramma meno rappresentato, Shakespeare smaschera la natura profonda dell’uomo messo alla prova dall’ingratitudine dei falsi amici, toccando un nervo che scopre non solo la parabola che dalla filantropia arriva alla misantropia, ma la stessa distanza che separa la logica di dio da quella degli uomini: “Timone se ne andrà nella foresta, là dove troverà che le bestie selvagge son tuttavia più miti dell’uomo”2. Offeso dalla città, Timone si rifugia nel bosco, povero di ogni cosa tranne che del suo dolore, con le parole dell’onesto Siniscalco.

  • By Digressioni / 15/01/2018

    di Sonia De Boni –

    Spettacolo : Funambus | Compagnia: Underclouds cie

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 5 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 15/01/2018

    di Daniele Orso –

    Inverno in paese,
    Neve in pianura:
    Potrei indossare
    Calzini spessi,
    Calze imbottite,
    Ma non lo faccio.

  • By Digressioni / 14/01/2018

    di Matteo Zucchi –

    HBO cominciò a fare “quality television” prima ancora che vi fosse una qualche formula per definirla, all’epoca in cui i più ambiti oggetti di analisi per i nascenti television studies erano Buffy l’ammazzavampiri (Buffy the Vampire Slayer, la cui inverosimile miscellanea di generi ha però indubbiamente fatto scuola) o serial non più recenti come Twin Peaks o Hill Street Blues. Fra gli anni ‘90 e il primo decennio del XXI secolo l’emittente via cavo statunitense produsse una sequela di serie, sia drama che sit-com, di considerevole successo e ancor più influenza culturale, creando uno standard narrativo e contenutistico che gli altri network non poterono altro che imitare, cercando di conseguire risultati all’altezza. Dagli stratificati drammi sociali di Oz (1997-2003) e The Wire (2002-08) alle profonde investigazioni psicologiche di The Sopranos (1999-2007) e Six Feet Under (2001-05), passando per il cult Sex and the City (1998-2004), HBO conquistò critica e pubblico (di nicchia, principalmente) anche Oltreoceano, favorendo anche in Italia la più massiccia importazione di serialità statunitense dai tempi dell’exploit di Mediaset.

  • By Digressioni / 13/01/2018

    di Alvise Reiner –

    “Dare alla gente il pane e il lavoro”: ecco l’obiettivo minimo senza il quale ogni rivoluzione nel nome di libertà e progresso risulta vana. Sono le parole che Giulio Cesare Abba mette in bocca a tale frate Carmelo, all’indomani dello sbarco di Marsala, l’11 maggio 1860. Che la fonte sia attendibile o meno, poco importa, poiché ci pone una domanda di scottante attualità al momento della spedizione dei Mille: il Risorgimento fu un movimento di popolo o di élite?

  • By Digressioni / 12/01/2018

    di Laura Cuzzubbo – 

    Verità liquide. Un’abitazione rosa riflessa sul Cagnan, la laguna veneziana che rimanda il giallo della fermata di un vaporetto, sono evidenti realtà o sfuggenti apparenze? Esili fili increspati che si disperdono nel Mediterraneo possono poi far risalire il vento a uno scafo?

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 5 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 11/01/2018

    di Cinzia Agrizzi –

    “Naturalmente il primo posto non è che un’illusione: nessuna linea ha un capo. Dobbiamo però continuare a credere che ci sia un primo posto, altrimenti come potrebbe esistere la competizione?”. Così Ionesco, sbattendoci in faccia la porta di un’irritante presa di coscienza, ci presenta Line (1971) di Israel Horovitz, la più lunga produzione off-Broadway, ininterrottamente rappresentata al 13th Street Repertory Theater di New York dal 1974. La pièce, al di là della sua longeva fortuna, scorge nel conflitto il dispiegarsi della pulsione egocentrica alla conquista del primo posto, sicché la competizione sembra essere l’unica occasione di esistere o quanto meno ne dilata l’orizzonte di senso. Forse un legittimo desiderio di autorealizzazione e affermazione, che si tramuta, però, in illusione narcisistica, “di tre gradi lontana dalla verità”1, tanto incantevole e rassicurante quanto logorante e demolitrice, se non suicidaria, totalmente incapace di riconoscere la necessità e la dipendenza dall’Altro.

  • By Digressioni / 09/01/2018

    di Eugenio Radin –

    Il pensiero filosofico di Leopardi (e non staremo qui a discutere con chi ancora si ostina a non voler considerare Leopardi un filosofo) si muove, a ben vedere, tutto all’interno di una dicotomia fondamentale: quella cioè che il recanatese tratteggia tramite la separazione dei due regni della Natura e della Ragione, cui appartengono, rispettivamente, il piano dell’illusione e quello della verità. Ma anziché abbracciare l’amore per la verità, che sin dai tempi arcaici era stato il compagno inseparabile dell’amore per il sapere (cioè della ϕιλο-σοϕία), Leopardi sceglie di schierarsi prepotentemente dalla parte dell’illusione e “con franca lingua,/ nulla al ver detraendo,/ confessa il mal che ci fu dato in sorte”; ovvero denuncia l’irreparabile danno cui inevitabilmente porta, stando al poeta, la “Dea Ragione”, stupidamente venerata in quel “secol superbo e sciocco”2 che era stata la stagione dell’illuminismo.

  • By Digressioni / 08/01/2018

    di Michele Saran –

    C’è una musica sgorgante quasi esclusivamente dall’atto dell’ascolto, e dalla sua natura, dalla mente e le sue molteplici suggestioni, non trascritta sullo spartito ma in qualche modo ugualmente prevista dal compositore, una volta data in pasto agli esecutori. Pensiamo, insomma, a delle illusioni acustiche, soltanto elevate al rango di prassi creativa e dotate dello spessore dell’arte colta. Quell’antico “terzo suono” di Tartini (l’ulteriore suono percepito dall’unione di due note in particolari intervalli) che ha trovato terreno fertile in certune cadenze – particolarmente virtuosistiche – previste nei concerti per strumento ad arco e orchestra, nel Novecento musicale, secolo di recupero “par excellence”, ha preso coscienza di sé.

  • By Digressioni / 06/01/2018

    di Matteo Pernini –

    Nel 1581, forse annoiato dalle litanie di una funzione liturgica, Galileo prese a osservare il dondolio di un candelabro nella Cattedrale di Pisa. Ipotizzò l’isocronismo delle oscillazioni del pendolo e fece di questa osservazione la base di un nuovo modo per misurare gli intervalli temporali. Nel 1966 John Wheeler e Bryce DeWitt scrissero l’equazione di una teoria quantistica della gravità in cui, per la prima volta, non compariva la variabile tempo, dopo quattro secoli in cui essa aveva dominato la scrittura delle leggi sul moto dei corpi. Sconcertati da questo imprevisto sviluppo – come descrivere l’evoluzione di un sistema, se non nel tempo? – i fisici si impegnarono per investigarne il significato, giungendo, infine, a un ripensamento radicale della nozione comunemente intesa.

  • By Digressioni / 03/01/2018

    di Francesco Zanolla –

    Che cosa mai potrebbero avere in comune Cartesio, uno dei padri riconosciuti del razionalismo filosofico, impegnato a rifondare le basi della metafisica occidentale nell’Europa del XVII secolo, con uno scrittore di fantascienza californiano il quale nella seconda metà del Novecento, tra innumerevoli matrimoni e divorzi, attacchi di schizofrenia, accessi di paranoia e fasi di dipendenza feroce da varie sostanze psicotrope, scriveva di esseri artificiali così perfetti da risultare indistinguibili dagli esseri umani, di mutanti dotati di incredibili poteri capaci di alterare il tempo e lo spazio e di universi multipli e sospesi sul labile confine tra “realtà” e “illusione”, che tendono a collassare gli uni dentro agli altri, spaesando tanto i lettori quanto i personaggi che vi sono intrappolati.

  • By Digressioni / 23/10/2017

    di Matteo Pernini –

    Che il cinema non fosse il banale compendio in immagini di un testo a monte, lo sapevamo già prima che Jean-Luc Godard iniziasse il rosario delle sue deliziose insolenze. Che la critica cinematografica fosse anzitutto un regolamento di conti con se stessi, lo abbiamo appreso dalla Nouvelle Vague. Di questa assistiamo, oggi, a un inverecondo revisionismo, operato nel chiacchiericcio inconsistente, al lumicino di una critica miope, bardata di ragionevolezza e disposta a discutere, purché su basi storiche; quasi la Nouvelle Vague fosse un fenomeno di costume, un breve interludio di cui si possano circoscrivere con precisione date, affiliati, precursori ed epigoni.

  • By Digressioni / 22/10/2017

    di Luca T. Barbirati – 

    È il braccio aperto della schiavona, disteso, mentre offre l’alzata colma di lupini, ad attirare lo sguardo dell’osservatore. Il suo gesto di offerta quasi oscura il tavolo alle sue spalle che, allungato in diagonale, permette allo Spirito di diffondersi per tutto il telero. Nell’Ultima cena che si può osservare in San Giorgio Maggiore a Venezia, Tintoretto mette in scena non tanto la sua sapienza pittorica, quanto la sacralità popolana che la Riforma non era riuscita a convertire. La schiavona si fa minima tra i servitori – più prostrato di lei è solo il cagnolino ai piedi del tavolo! –, una sua mano prende dal cesto intrecciato e l’altra dà.

  • By Digressioni / 21/10/2017

    di Carlo Londero –

    Un disco rivoluzionario, uscito in tempo per fare da colonna sonora alla Summer of Love e inno di Woodstock. Canzoni nell’insieme capaci di incantare un pubblico vastissimo (dai musicologi – finora mai così interessati al pop-rock – agli hippy, dai teenager agli adulti) con musiche che, a livello sonoro, non si erano ancora udite nel pop.
    Per alcuni potrà non essere tra i migliori album dei Beatles, o non essere il primo disco nel quale i Beatles sperimentano certe sonorità (si pensi a Revolver, 1966).

  • By Digressioni / 20/10/2017

    di Carlo Selan –

    La letteratura dovrebbe essere testimonianza dei mutamenti di una realtà sociale, uno sguardo critico che assume il presente come un tempo storico in evoluzione, rivolto al futuro. In quest’ottica, se si pensa a momenti socialmente fondamentali per la storia italiana come sono stati il sessantotto e gli anni settanta del secolo scorso, ci si stupisce di quanto (apparentemente) poco, e con relativa scarsezza di vedute, sembra sia stato scritto a riguardo da quegli autori che, per questioni anagrafiche, si trovarono ad essere contemporanei ai grandi eventi di quel periodo.

  • By Digressioni / 19/10/2017

    di Cinzia Agrizzi –

    La sfida all’ordine precostituito del mondo messa in atto da Prometeo, il Titano che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, è per definizione rivoluzionaria e ribelle: Eschilo, nel Prometeo Incatenato (Προμηθεύς δεσμώτης, 460 a.C. circa), unica opera pervenuta della trilogia originaria dedicata all’eroe, ne rimarca l’azzardo, tanto ardito da indurre Zeus a scaraventarlo nel Tartaro. Prometeo, a galoppo del progresso tecnologico, si erge così a simbolo che “libera” l’umanità da uno stato subalterno, abbracciando il senso pieno della modernità nella sua linea del tempo, dalla prima rivoluzione industriale alle conquiste della scienza e della tecnica, dal capitalismo all’atomica, da Internet al web 2.0.

  • By Digressioni / 18/10/2017

    di Davide De Lucca –

    Citazioni memorabili o significative in Seinfeld (1989 – 1998) non mancano, ma partiremo da questa: “I can’t spend the rest of my life coming into this stinking apartment every ten minutes, to pore over the excruciating minutiae of every single daily event”. (Non posso passare il resto della vita in questo appartamento puzzolente ogni dieci minuti per analizzare i dettagli più minuscoli di ogni singolo fatto quotidiano”, TdA). A dirlo è Elaine, che tenta di fuggire da questo meccanismo, ma sarà subito riassorbita. Seinfeld, lo show basato su niente, fa proprio questo: prende una situazione quotidiana qualsiasi, la viviseziona in modo nevrotico e la restituisce in materiale comico, arguto e caustico.

  • By Digressioni / 17/10/2017

    di Andrea Campana –

    “Chi non ha vissuto negli anni prima della rivoluzione non può capire che cosa sia la dolcezza del vivere”. È con questa frase di Charles de Talleyrand che si apre Prima della rivoluzione (1964) di Bernardo Bertolucci. E il tempo prima della rivoluzione è esattamente quello in cui vive il protagonista del film, Fabrizio, giovane di buona famiglia parmense che si barcamena tra simpatie comuniste e un amore impossibile e semi-incestuoso, nel tentativo di prendersi quella che lui stesso definisce “una vacanza” dalla noia della vita borghese.

  • By Digressioni / 16/10/2017

    di Michele Saran –

    Come per molti altri ambiti e campi, anche la storia del jazz può essere vista come un lungo, ininterrotto ciclo di eventi sospinto da un nugolo di rivoluzioni. Ve ne sono di fragorose, detonanti. Il free-jazz, per esempio, forse la più potente di tutte, in termini d’intensità dinamica (si pensi a Cecil Taylor), di sconvolgimento dell’armonia tradizionale, e certamente di messaggio culturale. Vi è anche un altro tipo di rivoluzione, ben più sottile, pacato, teorico, persino didattico, ma non meno innovativo. E che pure preesiste a quelle radicali, ne costituisce un diretto antenato, un prologo fondamentale. La figura di George Allen Russell, nativo dell’Ohio (1923), uno dei più grandi e importanti jazzisti bianchi, pianista, compositore e ricercatore, incarna appieno giustappunto questo comparto di sconvolgimenti “tenui”.

  • By Digressioni / 15/10/2017

    di Annarosa Maria Tonin –

    Vicenza, contrada dei Porti, 1555. Palazzo da Porto lo ha accolto di nuovo, reduce dai successi di Mantova e Venezia. Il conte non gli ha commissionato altri affreschi, ma due ritratti a grandezza naturale, due tele che si guardino e, insieme, siano osservate dagli illustri frequentatori della casa.
    Iseppo (Giuseppe) da Porto, la cui data di nascita è incerta (oscilla tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI), ha richiamato l’amico pittore Paolo Veronese a Vicenza, perché celebri la sua rivoluzione artistica, dipingendo due ritratti che esaltino l’amore all’interno di un ordine politico e sociale in cui i da Porto sono simbolo di ricchezza, potere e splendido mecenatismo.

  • By Digressioni / 14/10/2017

    di Matteo Pernini –

    Fu Lewis Carroll il primo a chiedersi in cosa un corvo somigli a una scrivania. Mise la questione in bocca al Cappellaio Matto, ma lasciò l’enigma insoluto. Qualche tempo dopo lo psicologo Joseph Jastrow disegnò un’immagine in cui si poteva indifferentemente riconoscere il muso di un coniglio o quello di un’anatra e precipitò l’umanità nel dilemma delle illusioni ottiche. Come decifrare la figura? La risposta è semplice: occorre circoscrivere un contesto, quello in cui è posta la domanda. Non è questione di banale condizionamento, sebbene gli illusionisti siano maestri nell’arte di piegare le altrui scelte alle proprie esigenze, senza darlo a vedere.

  • By Digressioni / 13/10/2017

    di Francesco Zanolla –

    Articolare qualche riflessione sul concetto politico di “Rivoluzione” rischia di rivelarsi un compito assai arduo. Per farlo in una maniera che sia in qualche modo significativa, occorre infatti ingaggiare un tortuoso corpo a corpo con una delle tradizioni culturali più articolate, gloriose, esaltate, criticate e vilipese della modernità occidentale, che ne ha fatto uno degli snodi centrali della propria teoria e della propria prassi politica.

  • By Digressioni / 12/10/2017

    di Matteo Zucchi –

    A chiunque abbia una minima confidenza col mondo videoludico non parrà strano sentire un’affermazione di questo tenore provenire da uno dei creatori di alcuni dei più influenti videogiochi degli anni ‘90, i progenitori degli sparatutto arena Doom (ID Software, 1994) e Quake (1996), principali esponenti di un genere che ha fatto di un divertimento tanto tecnico quanto privo di ogni stimolo culturale il proprio araldo.

  • By Digressioni / 11/10/2017

    di Eugenio Radin –

    L’esistenza che Immanuel Kant trascorse nella cittadina prussiana di Königsberg dal 1724 al 1804 fu la più distante possibile da quanto un’immaginazione di influenza romantica richiederebbe alla figura del rivoluzionario: del tutto priva di gesta rocambolesche e di atti eroici, la vita del pensatore dell’aufklärung fu scandita da ritmi serrati e da schemi regolarissimi, sì che la sua monotona abitudinarietà divenne presto leggendaria all’interno degli ambienti culturali dell’epoca.

  • By Digressioni / 10/10/2017

    di Enrico Losso –

    Irma raggiunge la fine della salita e una bestemmia le si impiglia fra le labbra.
    Se ne pente subito, perché è come se si fosse materializzato lì, di fronte a lei, Corrado: a lui non piace quando è scurrile, odia la trivialità. Usa soltanto frasi adeguate. Per sedurre o per ferire, ma sempre perfette.
    Si sfila lo zaino, sente sulla pelle della schiena la stoffa umida della maglietta, la sfiora il pensiero di cambiarsi, poi lancia un’occhiata al rifugio rannicchiato sul prato una trentina di metri più a valle, dall’altra parte della forcella, e decide che può aspettare.

  • By Digressioni / 09/10/2017

    di Michele Saran –

    Non scherziamo. Per Dante e il suo sacrato poema, la benemerita Divina Commedia, l’universo ha un ordine preciso e immutabile. Niente è lasciato al caso. Au contraire: tutto è predestinato, tutto è armonia cristallizzata dal disegno provvidenziale di Dio e le sue cosiddette intelligenze motrici (gli angeli, per il resto di noi). Dalla ghiacciaia del Cocito alla Candida rosa, passando per la boscaglia spessa e viva del Paradiso terrestre, la cosmologia dantesca si esprime a guisa d’un libro stampato, con tanto d’indice numerato.

  • By Digressioni / 08/10/2017

    di Davide De Lucca –

    Il mio uomo mi dice donna, ho trovato qualcosa da offrire ai vicini di caverna quando vengono a cena. Cosa intendi?, gli chiedo, quando abbiamo ospiti facciamo sempre le stesse cose: prendiamo un pezzo di mammut, lo cuciniamo sul fuoco, chiacchieriamo, e guardiamo le figure disegnate e le ombre delle fiamme sul muro. È vero, mi risponde lui, ma beviamo sempre acqua. Cos’altro dovremmo bere? Per caso, mi spiega, ho lasciato degli acini di uva in una giara per un po’ di tempo; li ho spremuti e ne è uscita una bevanda nuova che vorrei assaggiare – che ne dici?

  • By Digressioni / 07/10/2017

    di Stefano Bonato –

    Quella sera dall’Hillcrest Club Red era uscito assolutamente convinto.
    Red: “Lo deve sentire! Se Lester lo sente!”
    Era passata da poco la mezzanotte e si era diretto verso le colline di Hollywood. Correva in macchina quando doveva sistemare i pensieri. Correva con lo sguardo fisso sulla strada e inforcava ogni curva come se la sterzata sistemasse ogni pensiero al posto giusto. Ma quei pensieri erano già al posto giusto, da tempo. Doveva solo far incontrare quei due: Lester (il produttore della Contemporary) e Ornette col suo strumento in mano. E lo strumento in mano Ornette Coleman ce l’aveva sempre avuto. In una terra, il Texas, che poco spazio lasciava ai seguaci del Jazz.

  • By Digressioni / 06/10/2017

    di Annarosa Maria Tonin –

    Non c’è il sole del mattino a incendiare di rosso la casa; eppure, l’incendio sta per divampare lo stesso. Nel tempo di una sera.
    Stanco, quasi stramazzato, appoggia sulla poltrona all’ingresso la cartella con i bozzetti. Staranno lì, non ha voglia di riordinarli. Il suo tempo presente, il suo qui e ora ha voglia di altro, di fantasie silenziose, di un desiderio da consumare con avidità.

  • By Digressioni / 05/10/2017

    di Raffaele Indri –

    Se il rock è stato il genere che ha occupato meglio il commercio della musica nella seconda parte del ventesimo secolo, sembra che l’hip hop sia destinato ad affermarsi come il suo successore in un futuro prossimo. È inevitabile che l’hip hop sia arricchito di tutta un’affascinante dimensione “extra-musicale.” I membri più giovani della società dello spettacolo che Debord aveva previsto nel suo celebre saggio oggi fagocitano le storie Instagram dei propri idoli musicali e ne imitano ossessivamente il vestiario.

  • By Digressioni / 04/10/2017

    di Maxime Cella –

    Il necessario non figura nei piani
    (si aggiusti il tiro – un poco mesti – non certo
    per pigrizia quanto per balbuzie d’intenti…)

    I loro servigi ci saranno utili
    ancora per molto; la liberazione – se mai
    gli fu promessa – un misero ordito, un malevolo
    piano da tessitori di bava
    per loro che sono innocui colmatori di orbite
    per noi in forte smania
    all’avvento del disvelo, veleggianti in scia
    alla scopertura di inceppo, attenti
    e ben guardinghi stavolta
    al rifisso della regola

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 4 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 03/10/2017

    di Alfonso Firmani –

    Il libro come oggetto contenitore evocativo di storie è da anni al centro delle composizioni. Spesso, inseguendo gli stessi obiettivi espressivi, si abbina a calligrafie che fungono da innesco narrativo o ad altri oggetti strumentali alla lettura compositiva.

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 4 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 02/10/2017

    di Carlo Selan –

    Là vedevo Anna che però era
    cambiata, dita bucate dai ferri
    di maglia agitarsi al vento, di mani
    poi perse, poi vinte, lasciate
    nella tenerezza del grembo, di essere
    madre, una lunga preghiera
    di essere donna in virtù di un dolore
    senza saperlo poi dire. E là vedevo
    Maddalena coi nastrini sul prato
    ridersi ancora bambina, giocare,
    non sapere il suo essere sarà donna
    diversa, che leggera negli occhi
    sarà solo clemenza, soddisfazione
    di un’altra, di chi non vuol guardare
    il peccato di femmina, una pietà
    che fa male

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 4 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 30/09/2017

    di Enzo Martines –

    Le rivoluzioni vengono da lontano e lontano dobbiamo cercarle. Sono sempre state percorsi con maturazioni lunghe che poi accelerano per finire in esplosioni violente e fulminanti.
    Nel “globale”, nel contemporaneo, tutto sembra “limitrofo”, l’illusione della vicinanza a eventi e persone abita tutti noi che ci esprimiamo con una sorta di falsa sapienza: quella di chi è convinto di poter conoscere, venire a conoscenza di qualsiasi cosa. Tutto falso, però. Ogni verità si costruisce (si è costruita) con i tempi di una maturazione sufficiente, viene da lontano e ha un percorso lungo, come per le rivoluzioni.

  • By Digressioni / 21/07/2017

    di Daniele Rampazzo –

    Si fa un gran parlare al giorno d’oggi di cura del corpo e della mente. Corsi di ginnastica in tutte le salse e di benessere fisico e mentale sono la norma. Manuali e testi divulgativi di vario genere imperversano sulle nostre librerie. Ma qual è il progenitore, l’antenato di questi testi improntati alla cura del corpo e a considerare l’educazione fisica come una fondamentale componente per lo sviluppo dell’equilibrio psicofisico?

  • By Digressioni / 20/07/2017

    di Francesco Zanolla –

    Pubblicato nel 1651, il Leviatano (Leviathan) di Thomas Hobbes è annoverato come uno dei testi che (ri)fondano la filosofia politica proiettandola nella nascente modernità.
    A un lettore appena un po’ smaliziato apparirà comunque evidente una singolarità, cioè il fatto che Hobbes, universalmente interpretato come un innovatore e rinnovatore critico della tradizione, non si esima dal ricorrere in molte delle sue argomentazioni a una delle metafore più antiche del pensiero politico occidentale: quella che paragona la società/stato a un organismo, e nello specifico a un CORPO UMANO VIVENTE.

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 3 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 18/07/2017

    di Michele Saran –

    Nella storia della musica, la danza ha sempre avuto un ruolo preminente. Ne è anzi il suo germe. È un fatto comprovato: nell’antichità i suoni sotto forma di note avevano una rigorosa funzione d’accompagnamento a movenze fisiche di ballo, e di balli di cerimonia in particolare.

  • By Digressioni / 17/07/2017

    di Matteo Zucchi –
    A cavallo tra anni 60 e 70, in maniera concomitante con le più generalizzate evoluzioni della cinematografia mondiale, il genere che forse mutò ulteriormente fu proprio quel thriller/horror che era stato fino ad allora (con poche note eccezioni) il modello di un cinema ingenuo e quantomeno non ricco di spunti intellettuali.

  • By Digressioni / 17/07/2017

    di Davide De Lucca –

    È finita la guerra. Al ritorno in città ci aspettiamo un nuovo governo e abbiamo la testa confusa, inebriata di speranze e progetti. Ma veniamo delusi di nuovo, immediatamente.
    Gli alti e i bassi si sono alleati per prendere il potere. Le due fazioni rivali, da anni contrapposte, trovano un accordo per comandare. Nessuno se l’aspettava. I bassi hanno sempre chiesto di fare le porte della loro misura per evitare sprechi, chiedendo agli alti di chinarsi all’ingresso.

  • By Digressioni / 16/07/2017

    di Gilberta Bianchin –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 3 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 15/07/2017

    di Cinzia Agrizzi –

    Anche se eliminiamo la parola, il costume, il proscenio, le quinte, la sala, finché rimangono l’attore e i suoi movimenti, il teatro resta teatro. (Vsevolod Mejerchol’d)
    Difficile dire se il teatro sia più parola o azione. Quel che è certo è che in scena, a dare forma al logos, a vivificare un testo, è il corpo dell’attore, con i suoi limiti, le sue storture, la sua ambivalenza. Perché il corpo è un mediatore, è un linguaggio non verbale e, come tale, “significa”: racconta storie, veicola emozioni, incarna ruoli.

  • By Digressioni / 14/07/2017

    di Davide De Lucca –

    Non sappiamo chi fu il primo uomo a scivolare su una buccia di banana, ma sappiamo che il genere comico nasce con il cinema. Quando i Lumière perfezionano il cinematografo, l’immagine in movimento è muta – giusto un pianoforte a coprire il ronzio del proiettore a manovella.

  • By Digressioni / 13/07/2017

    di Alfonso Firmani –

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 3 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 12/07/2017

    di Andrea Campana –

    È il gennaio 1972. I visitatori che entrano nella Sonnabend Gallery di New York e si approssimano all’installazione Vivaio vengono accolti da strane e imbarazzanti frasi che fuoriescono da alcuni altoparlanti disposti nella sala. Sotto di loro, nascosto sotto una rampa appositamente costruita, c’è Vito Acconci, il quale si masturba guardando i visitatori passare, ed esprime ad alta voce le fantasie sessuali che queste visioni gli suggeriscono.

  • By Digressioni / 11/07/2017

    di Annarosa Maria Tonin –

    Un giorno della sua giovinezza, Cicely Isabel Fairfield incontra Rosmersholm, un dramma che Ibsen scrive nel 1886. Folgorata dalla forza del personaggio di Rebecca West, seconda moglie del pastore protestante Johannes Rosmer, la diciottenne Cicely ne assume il nome. Il dramma affronta argomenti tali da indurre a riflessioni più generali, che oltrepassano la singola storia dei personaggi, e questo vuol essere anche il significato profondo della scrittura di Rebecca West.

  • By Digressioni / 10/07/2017

    di Annarosa Maria Tonin

    Non sente più bussare alla porta. Allora guarda il mobile a cassettoni, regalo di nozze, e tutto ciò che vi è stato appoggiato sopra: uno specchio dalla cornice d’argento, foto di famiglia, una ciotola con le collane. Soltanto collane, perché Verde non porta altro tipo di gioielli. I buchi alle orecchie li detesta, i braccialetti sono d’intralcio, gli anelli le sembrano inutili, a parte la fede nuziale. Ma le collane, le collane… di quelle ne avrebbe volute ancora; soltanto che Mirko non aveva fatto in tempo a regalargliene altre.

  • By Digressioni / 09/07/2017

    di Eugenio Radin –

    “E questo è appunto lo studio e l’esercizio proprio dei filosofi: sciogliere e separare l’anima dal corpo.” La riflessione filosofica riguardante il corpo (per lo meno fino alla comparsa, sul finire dell’Ottocento, del cosiddetto “pensiero negativo”) è sempre stata in una certa qual misura funzionale all’affermazione del primato dell’anima, che nella corporalità trovava soltanto una prigione fisica, corruttibile e imperfetta, di cui, prima o poi, ci si sarebbe liberati.

  • By Digressioni / 08/07/2017

    di Matteo Pernini –

    Col documentario Potenze di dieci (Powers of Ten, 1977) i coniugi Ray e Charles Eames, di professione designer, si inoltrarono in quella vertigine visiva che annoda gli atomi alle galassie, l’infinitamente piccolo all’infinitamente grande. Si tratta di un breve filmato di otto minuti, in cui, come in un quadretto di Google Earth, l’innocua scena di un picnic familiare viene ripresa dall’alto, arretrando, una prima volta, di 10 metri ogni 10 secondi – fino a gettare uno sguardo d’insieme sulla Via Lattea – per poi, in seconda battuta, zoomare fin dentro la mano del campeggiatore, frugando nel vortice di capillari e linfociti sino a precipitare nel nucleo dell’atomo.

  • By Digressioni / 07/07/2017

    di Annarosa Maria Tonin –

    Bath, 1760. Mary e Margaret sembrano felici. Da giorni rincorrono farfalle lungo le rive dell’Avon, insieme a un gatto, che continua a preferire Margaret, “il Capitano”, la piccola di casa. Sembra soddisfatto, ma ancora non so se lo ritrarrò insieme alle mie figlie.

  • By Digressioni / 06/07/2017

    di Raffaele Indri –

    “Chi è il terzo che sempre ti cammina a fianco?/ Se io conto, ci siam soltanto tu ed io insieme/ Ma se io guardo innanzi a me per la strada bianca/ C’è sempre un altro che ti cammina a fianco,”1 è così che nell’ultima sezione di The Waste Land (1922) T.S. Eliot descrive la “sindrome del terzo uomo,” un fenomeno psicotico che fa sì che un individuo in condizioni fisiche estreme percepisca una presenza  benigna e protettiva.

  • By Digressioni / 05/07/2017

    di Enzo Martines –

    Alba

    I rimpianti
    il loro aspetto tetro,
    avevano smontato
    le ore del tempo passato recente
    e apparentemente conosciuto
    però, vedo che nella luce riflessa
    nelle finestre appena socchiuse,
    all’alba,
    si infrangono a un palmo da me, le ore,
    a un nulla dalla mia autocommiserazione.

  • By Digressioni / 04/07/2017

    di Michele Saran –

    Il titolo di “personaggia”, Goliarda Sapienza lo deve vieppiù al suo romanzo più famoso, L’arte della gioia, spezzettato editorialmente lungo gli anni. L’identificazione tra l’autrice e la protagonista è in effetti tra le più stringenti della letteratura italiana del Novecento. Si potrebbe dire che una osservi l’altra, che quasi si spronino a vicenda.

  • By Digressioni / 03/07/2017

    di Francesco Zanolla –

    Providence. Agosto 1903
    Lovecraft sente un calore umido all’inguine, lo stesso che prova ogni sera, quando, tra veglia e sonno, gli capita di tornare a immaginarsi le spalle forti della giovane cameriera che accudisce la madre malata, i suoi polpacci affusolati e torniti, i profili dei suoi seni sotto il grembiule.

  • By Digressioni / 02/07/2017

    di Stefano Bonato –

    Il sole splende e l’estate riscalda i cuori della gente e anche quell’imponente massa d’acqua che piano rumoreggia instancabile sotto il pontile della baia.
    Dentro tutta quell’acqua, giochi di forme e colori, giochi di ombre e di luce. Con una panoramica dall’alto in basso, queste forme geometriche e variopinte diventano riflessi sull’acqua, mobili e irreali, sui quali s’iscrivono parole e titoli. Il lungometraggio è girato a Newport, durante il Jazz Festival.

  • By Digressioni / 01/07/2017

    di Gino Zangrando –

    Tra le parti del corpo più disprezzate nella lingua italiana vi sono i piedi. “È fatto con i piedi” si dice di un lavoro fatto male. Eppure con i piedi, o meglio attraverso i piedi, si può imparare molto. È quello che è capitato a me con la mia esperienza sulla via Egnatia (o Ignazia): la strada romana costruita nel 146 a.C. su ordine di Gaio Ignazio, proconsole di Macedonia, da cui prese il nome.

  • By Digressioni / 01/07/2017

    di Eugenio Radin –

    “Per me, all’inizio c’è il corpo. È ciò che siamo, ciò che abbiamo. Siamo tutti come degli attori che si agitano sulla scena della vita e la prima cosa che abbiamo sono i nostri corpi fisici, la nostra esistenza fisica. Nei miei film il corpo è sempre al centro. Gli giro attorno come fa un pianeta col sole. Non me ne allontano mai. E se ciò accade, più me ne allontano, meno mi sento sicuro di me. Come se diminuisse la gravità.”

  • By Digressioni / 08/04/2017

    di Eugenio Radin –

    Se corrisponde al vero che non c’è viaggio che non conduca a un incontro, chiunque volesse approfondire tale tematica dovrebbe necessariamente soffermarsi a riflettere sul senso più profondo che lo scambio con una differente cultura porta con sé.
    La scoperta dell’altro, dello straniero, è in effetti in grado di mandare in crisi la struttura sostanzialmente egocentrica ed egoriferita tanto del soggetto quanto della società di cui esso fa parte, la quale si ritrova improvvisamente di fronte alla prova ineludibile della propria parzialità. La naturale reazione a questa scoperta si esprime tramite la nascita di ideologie e di concetti cui spetta il compito di tutelare il proprio predominio e la propria supposta superiorità e di etichettare sbrigativamente ogni alterità incompatibile con il nome di “barbarie”.

    Al giorno d’oggi, in un’epoca in cui il viaggio e la scoperta del diverso sono pericolosamente accelerati dai processi della globalizzazione e dall’utilizzo imperante delle nuove tecnologie; in un momento in cui non esiste più alcuna distanza di sicurezza né alcun tipo di tutela per le diverse identità, i pilastri dell’etnocentrismo si fanno sempre più determinanti nei rapporti con le culture altre, e la degenerazione contemporanea della Ragione illuminista rischia sempre più pericolosamente di mettere a soqquadro gli equilibri delle società straniere, senza saper valutare le conseguenze delle proprie azioni: il fallimento delle cosiddette “primavere arabe” e la caotica situazione dell’attuale Medio Oriente (sul quale già da lungo tempo le potenze occidentali hanno piantato l’infausta bandiera della civilizzazione) sono una dimostrazione di questa cecità.

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 2 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 07/04/2017

    di Francesco Zanolla –

    «Mangia il bramborak finché è caldo».
    Peter non si fa problemi a parlare con la bocca piena, mentre mastica.
    Nel frattempo beve una generosa sorsata di birra dal boccale. È già la terza, mi ha spiegato. E non sono ancora le undici del mattino di una domenica di Pasqua che indugia tra squarci di sereno e nubi minacciose.
    Mi ha agganciato a Malá Strana, appena prima che iniziassi a traversare Ponte Carlo.
    Con un sorriso ingraziante e discreto, in un italiano più che decente, mi ha offerto corone ceche a «prezzo ottimo».
    Gli ho risposto che non ne avevo bisogno e gli ho chiesto di portarmi a fare merenda.

  • By Digressioni / 06/04/2017

    di Matteo Pernini –

    Notava il critico Harold Bloom che per taluni scrittori non si può parlare di una evoluzione stilistica; i loro esordi procedono sicuri, insuperabili quanto le opere della maturità. Vi sono, similmente, registi che non hanno bisogno di seguire uno sviluppo, la cui immaginazione è già pienamente formata all’inizio della carriera. Roberto Rossellini è tra questi. 

  • By Digressioni / 05/04/2017

    di Stefano Bonato –

    Il convoglio viaggiava lento e in quel tratto non c’erano binari che avrebbero potuto far sfilare treni in direzione contraria. Lento e ciondolante, il treno stava attraversando una regione arida, sinistra e complicata. Ma era Dave ad essere “complicato” in quel momento.
    Sì, era per via di EightJune.

  • By Digressioni / 04/04/2017

    di Matteo Pernini –

    Borges dovette la scoperta di Uqbar alla congiunzione di uno specchio e un’enciclopedia. Io, più banalmente, intuii l’esistenza di una quarta dimensione grazie al sovrapporsi di un dado e un foulard. Il dado era a sei facce e delle dimensioni di un pugno, il foulard di seta rossa. Calato sul dado, il fazzoletto ne celava le superfici numerate, per poi, una volta rimosso, svelare che l’ordine delle facce era cambiato. Una tacita normativa della prestidigitazione mi impedisce di rivelare la strategia del gioco, ma quel che conta è l’effetto che ebbe sulla mia giovane età. Provai a obiettare che il dado fosse stato sostituito, ma la mendacia dei prestigiatori – seppure consanguinei – è proverbiale.

  • By Digressioni / 03/04/2017

    di Alessandro Lutman – 

    Questi versi notturni

    Scrivere nella notte i miei versi più fragili,
    lasciati in balìa dello scettro notturno,
    abbattute le mura dell’Io cosciente.

    Sapore agrodolce di tristezza lacrimata,
    sapore salato del sudore frenetico,
    sapore della notte incandescente.

  • By Digressioni / 02/04/2017

    di Massimo Versolatto – 

    Gli scatti urbani hanno delle similarità.

    Concrete Lights è la selezione di una serie di foto realizzate in posti diversi (Tokyo, Torre Del Mar, Berlino, Londra), immaginate come un unicum. Come lo sguardo di una telecamera che muove all’indietro dal particolare di un bar, poi lungo le strade, aprendosi ai viali principali, spostandosi per le vie di quartiere.

  • By Digressioni / 01/04/2017

    di Davide De Lucca – 

    Palo Alto. Cazzo. Sono ancora soltanto a Palo Alto. Siedo in un bar specializzato in frullati depurativi e aspetto la mia prossima missione. Il portatile aperto sopra il tavolo, negli auricolari bianchi “The End”; tengo vicini lo smartphone, il tablet e un beverone all’ortica e iperico. Ricevo una chiamata su Skype. Sono loro, sono pronti a vedermi.
    Esco in strada: mi piace l’odore del silicio al mattino. Tre uomini mi accolgono nel loro ufficio. Scambiamo alcuni convenevoli. Mi conoscono, sanno come lavoro.

  • By Digressioni / 31/03/2017

    di Annarosa Maria Tonin – 

    Anversa, chiesa dei Domenicani, 1619. Dietro la colonna, lontano dai colleghi i cui lavori sono più ammirati dei suoi, Jacob Jordaens sa di dover continuare a studiare e disegnare. Defilato, attende: dopo un lungo viaggio, la Madonna del Rosario, dipinta da Caravaggio per la cappella dei Carafa-Colonna nella chiesa di San Domenico a Napoli, è arrivata ad Anversa e la potrà finalmente ammirare.

  • By Digressioni / 30/03/2017

    di Enzo Martines –

    Che può fare l’arte in questa epoca tutta da ridefinire? Guardare alle cose della storia e dell’esperienza maturate in Occidente, nel passato, può aiutare a dipanare la matassa?
    Termini come sperimentazione, tanto più avan-guardia, suonano obsoleti.

  • By Digressioni / 29/03/2017

    di Corinne Zanette – 

    (L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 2 – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 28/03/2017

    di Francesco Zanolla –

    “I maggiori sviluppi nell’immediato futuro avranno luogo non sulla Luna o su Marte, ma sulla Terra, ed è lo spazio INTERNO, e non quello esterno che va esplorato. L’unico pianeta veramente alieno è la Terra.”
    Così si esprimeva J.G. Ballard nel 1962, in un saggio pubblicato su New Worlds, la rivista britannica che ospiterà molti dei suoi racconti e che per un breve periodo rappresenterà un importante incubatore di innovazione letteraria, capace di portare la fantascienza a dialogare con le vecchie e nuove avanguardie del ‘900, tra surrealismo, modernismo sperimentale e post modernismo nascente.

  • By Digressioni / 27/03/2017

    di Alessandro Lutman –

    Mi trovo in aeroporto in attesa dell’imbarco. È Calcutta la mia destinazione finale e una strana eccitazione si prende gioco di me. In valigia una miscela di libri eterogenei: dalla politica alla filosofia passando per i racconti di viaggio. Saranno loro i miei compagni di viaggio, in particolare quelli sull’India, già letti, già sviscerati, già tentati di far propri.

  • By Digressioni / 26/03/2017

    di Daniele Rampazzo –

    Quando si pensa alle esplorazioni del continente asiatico, viene subito da pensare al veneziano Marco Polo, a suo padre Niccolò e suo zio Matteo come ai primi viaggiatori in quelle lontane contrade (1260-1288). Ma ben ventisei anni prima di Marco e quindici anni prima dei fratelli Polo, un altro italiano era giunto alla corte del Gran Khan: il frate francescano Giovanni dal Pian del Carpine.

  • By Digressioni / 25/03/2017

    di Matteo Zucchi –

    Con l’annientamento del tiranno Macbeth, individuo pericoloso e destabilizzante, termina la fase americana della produzione di Orson Welles. Con il funerale del tragicamente ingenuo Otello, l’eterno estraneo, inizia la seconda parte della sua carriera. È a tal punto forse fin troppo facile accettare la vulgata che tende a far coincidere i vissuti del grande regista americano con le sue opere, ma non si può neppure negare il compiacimento con cui egli si mostrò già allora capace come pochi di giocare con l’alone mitico che si andava costruendo attorno a sé.

  • By Digressioni / 25/03/2017

    di Carlo Selan –

    L’8 gennaio 2013, durante la cerimonia per il secondo insediamento alla Casa Bianca di Barack Obama, a celebrare l’evento, oltre che un nutrito gruppo di musicisti e un vasto pubblico, era presente anche un poeta, chiamato e voluto dallo stesso presidente per svolgere la ormai tradizionale funzione di Innaugural Poet (come, per dire, fece Robert Frost con J.F. Kennedy), e leggere alcuni versi composti per l’occasione: si trattava di Richard Blanco, poeta di origini cubane emigrato negli Stati Uniti e dichiaratamente omosessuale.

  • By Digressioni / 24/03/2017

    di Michele Saran –

    Una delle esperienze più profonde e pervasive consentite a noi, tapini esseri terreni, è la sublimazione. Gustav Mahler, in questo, ci è d’inestimabile aiuto. Annotatevi una mezza giornata della prossima estate. Visitate, a discrezione, una qualsiasi località di montagna, preferibilmente alpina o dolomitica, accompagnando le vostre contemplazioni con una qualsiasi delle opere del gran sinfonista boemo, e lasciate che le connessioni tra sconfinate quinte di natura e sconfinate architetture armoniche invadano le sinapsi. Sarà una rinascenza, un appagamento – lo si può dire senza remora di sensazionalismi – del tutto spirituale.

  • By Digressioni / 24/03/2017

    di Annarosa Maria Tonin – 

    Entrambe avevano dimenticato a casa le scarpe. “Ottima ragione per mettere alla prova il rapporto qualità-prezzo di quelle vendute in un posto mai visto prima” aveva osservato, mentre la strada rettilinea fatta costruire da Napoleone procedeva. Aveva aggiunto anche che non stavano sbagliando direzione; eppure, la maestra di violino continuava a sostenere di avere sbagliato.

  • By Digressioni / 23/03/2017

    di Cinzia Agrizzi –

    Mentre Tespi, nel VI secolo a.C., allestiva commedie e tragedie girovagando da un villaggio all’altro dell’Attica con un carro che trasportava un rudimentale palco smontabile, Colette, nel primo Novecento, svelava ne I retroscena del music-hall (L’envers du music-hall, 1913) il caotico “dietro le quinte” dello spettacolo teatrale scandito dai ritmi frenetici delle tournée.

  • By Digressioni / 30/12/2016

    di Alessandro Lutman – 

    Fin dal primo momento in cui mi sono avvicinato al mondo della letteratura, dell’arte e della storia in maniera più seria, ho potuto constatare l’importanza della rivista culturale. La mia potrebbe sembrare un’affermazione banale, eppure in un momento storico quale quello che stiamo vivendo non lo è.

  • By Digressioni / 30/12/2016

    di Cinzia Agrizzi –

    La Lisistrata aristofanesca, rappresentata nel 411 a.C. ad Atene, mentre infuriava la guerra del Peloponneso, è la prima commedia greca che affida il ruolo di protagonista a una figura femminile: Lisistrata, “colei che scioglie gli eserciti”, artefice di una trovata ingegnosa e di un’impresa paradossale che pone fine al logorante conflitto nell’Ellade.

  • By Digressioni / 30/12/2016

    di Michele Saran –

    La storicizzazione delle origini del rock, si sa, è fenomeno di dominio pubblico. Dal country e dal blues si passa agli acid trip della Baia, alle comuni hippy e ai festival psichedelici, a Woodstock, a Hendrix. Però, come in molte delle storie basate sull’evoluzione di un fenomeno ampio e sfaccettato, vi possono essere uno o più bachi, vuoti di memoria collettiva che sorvolano su snodi altrimenti nevralgici. E in questo caso quegli snodi si chiamano in un solo modo: ESP-Disk.

  • By Digressioni / 30/12/2016

    di Christina Lee –

    Caserma Cavarzerani is encircled by high, stone walls. The ex-army barracks had been abandoned for over a decade before the Red Cross turned it into a small village populated by around five hundred young men – mainly Afghani and Pakistani refugees under 30.

  • By Digressioni / 27/12/2016

    di Matteo Zucchi –

    Dacché fu “inventata”, l’adolescenza è stata una nicchia di mercato e di produzione culturale di considerevole valore, assumendo forse un ruolo addirittura principe nella postmodernità, complice la moltiplicazione e la sostanziale parificazione delle diverse categorie di consumo. Difatti l’enorme successo di saghe ipermediali dal target “young adult” come Harry Potter, Twilight o Hunger Games (ma anche dei numerosi imitatori) dimostra la versatilità e la longevità di questo genere di produzione, così come la sua adattabilità a vari codici simbolici. Ed è infatti l’utilizzo di questi a spiegare il successo di contesti fantastici e fantascientifici nell’ambito di questo cinema, in quanto esplicitazione della tipica connotazione di eccezionalità che accompagna frequentemente il concetto di “adolescenza”.

  • By Digressioni / 27/12/2016

    di Matteo Pernini – 

    Già nemica della meraviglia, l’abitudine lo è, ancor più, della scienza. Ciò che è consueto non suscita più alcuna curiosità, mentre l’insolito non cessa di stimolare interrogativi. Basti pensare allo sconcerto che continua a produrre la Teoria della Relatività in noi cresciuti nella rassicurante evidenza del cosmo newtoniano.

  • By Digressioni / 27/12/2016

    di Stefano Bonato – 

    Lei esce in strada, dalla porta di un ristorante in una notte parigina, e la sola cosa che sembra farla sentire meno sola è quel suono. Languido, stridulo, sesta minore discendente di tromba con sordina, privato di ogni sentimentalismo. Feroce, spietato, ma morbido, rassicurante. Mentre il bianco e nero di Louis Malle in Ascenseur pour l’échafaud le scolpisce il volto tra le vie di Parigi, quel suono mette a nudo il suo respiro, i suoi occhi che alla deriva, cercano lui. Julien.

  • By Digressioni / 26/12/2016

    (Dettaglio) – Illustrazione di Corinne Zanette

    (L’illustrazione completa e a colori è disponibile nella versione stampata o PDF – clicca qui per info)

  • By Digressioni / 04/12/2016

    di Eugenio Radin – 

    Chiunque come noi voglia avventurarsi in un’encomiastica difesa della verità nello scenario socio-culturale contemporaneo, che riporti alla luce l’importanza di tale nozione e ne denunci l’abbandono, si ritroverà probabilmente di fronte a una giustificabile diffidenza nei confronti di questa rivalorizzazione.

  • By Digressioni / 27/11/2016

    “Io sono dietro la macchina fotografica e il mio compito in quel momento è quello di far risaltare la bellezza dei lineamenti e della figura, l’armonia dei colori e la pulizia delle pose, c’è un solo momento in cui tutto è in perfetto equilibrio, quel momento esatto in cui il dito preme da solo il pulsante di scatto, come un impulso incontrastabile”

  • By Digressioni / 27/11/2016

    di Carlo Selan – 

    Dire di poesia non è mai semplice. Dire, commentando versi, senza sembrare incauti, difficili. Descrivere una situazione, una deriva contemporanea, che sembra, almeno ora, che il secolo scorso è già lontano, non avere più scuole, sodalizi. Di tanto scrivere, di molto prodursi e pubblicare, poi restano gli isolati, quelle voci di tempo proprio, di versi forti: autori come Mario Benedetti e le sue piccole umanità di carta, come Milo de Angelis e la sua poesia dai toni, a volte, astratti, spesso concreti. Poeti che hanno attraversato un momento, hanno valicato il millennio, in differenti stagioni, con diverse esperienze, e che ora restano, ancora, a scriverci i loro versi, a dirci e ad essere compresi.

  • By Digressioni / 27/11/2016

    di Annarosa Maria Tonin – 

    Non riesce a dormire. Le riprese in esterna in zona di guerra. Di nuovo. Alza e abbassa la coperta, continuando a rimpiangere il momento in cui ha rescisso il contratto con quella rete televisiva olandese. Ha caldo e freddo, proprio come quando rientrava a casa, adolescente, dopo aver percorso la strada più trafficata del quartiere, piena di siringhe.
    Erano gli anni in cui avrebbe potuto perdersi; invece, suo padre lo aveva salvato.

  • By Digressioni / 27/11/2016

    di Gino Zangrando – 

    Quando si parla degli aerei nella prima guerra mondiale tutti pensano ai leggendari aviatori come il Braone Rosso, ma non ai paracadutisti, nonostante che da un lancio nasca una storia quasi mitica: quella di Alessandro Tandura da Vittorio Veneto (TV).

    L’avventura di Tandura potrebbe benissimo essere la trama di un film: l’eroe viene paracadutato dietro le linee nemiche dove la sua città natale è occupata. La missione è dare informazioni sulla situazione degli occupanti usando i piccioni viaggiatori.

  • By Digressioni / 27/11/2016

    di Carlo Selan – 

    Sei questo vivere ferito e stanco
    arso, sfatto, come chi resta
    sei il senso perso, il volto umido
    di un dio giullare, sei questo esistere
    spogliarsi inutile, sei l’incoerenza
    delle periferie, corvi neri
    su coltri bianche

  • By Digressioni / 27/11/2016

    di Davide De Lucca – 

    Vi presento la mia famiglia, non si trucca, non si imbroglia, è la più disgraziata d’Italia anche nel 2030. Proprio perché soffriamo molto, abbiamo un grande numero di “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook ufficiale, dove siamo in diretta con una webcam ventiquattro ore su ventiquattro, come molte altre famiglie. Gran parte dei nostri introiti proviene dagli sponsor. Nel monitor touch-screen del salotto, che ricopre un’intera parete, possiamo interagire con gli utenti, leggere e rispondere ai loro commenti in tempo reale. Io mi chiamo Teresa_15.

  • By Digressioni / 26/11/2016

    di Annarosa Maria Tonin – 

    Vienna, 1917. Dal vicolo di un quartiere popolare sta facendo ritorno a casa. Nella mano tremante, come quella di un malato con la febbre alta, tiene stretto un taccuino di disegni. Le mani tremano di inquietudine per averlo trovato, finalmente. Quel volto di bambino che gli mancava. Ha perso il conto dei disegni preparatori, variazioni per un dipinto. L’uomo ha fretta di terminarlo. Non sa ancora come si chiamerà. Le mani continuano a tremare, mentre immagina di piangere lacrime di nascita. L’unica cosa di cui è certo: quel dipinto parla di suo figlio.

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