La trama della vita

di Gian Pietro Barbieri –

La separazione, la cesura tra scienze naturali, fisiche e speculazioni filosofiche, umanistiche, tra fisica e metafisica è sempre più sottile, tanto sottile che si intravede in modo ancora opaco ma indiscutibile l’altra metà, segregata fino a qualche decennio fa in un suo spazio. La scienza ha sempre più bisogno della poesia per descrivere, per accompagnare i fenomeni naturali, le dinamiche che soggiacciono ai cicli della materia, del cosmo, dell’infinitamente piccolo; la poesia, la filosofia sono coinvolte sempre più dalle scoperte scientifiche, dagli scenari sempre nuovi che si aprono quotidianamente dato che «naturalmente li omeni desiderano sapere», come ha scritto Leonardo da Vinci.

Telescopio su di un prato notturno

di Gian Pietro Barbieri – 

La galassia e il cosmo intero, la nostra percezione dello stesso e il nostro livello di cultura scientifica, il nostro pensiero e tutte le incognite, i misteri e il mondo reale stanno tutti qui, in questo piccolo prato all’imbrunire. La città sembra rimpicciolirsi mano a mano che le tenebre l’avviluppano; il prato che le sta di fronte sembra sprofondare nel buio, rivelandosi tenebra. A guidarci in una ricognizione superficiale di esso non poteva che essere lei, simbolo della ragione che illumina la tenebra dell’indistinto: la lucciola (Lampyris noctiluca).

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