Irma sulla forcella

di Enrico Losso –

Irma raggiunge la fine della salita e una bestemmia le si impiglia fra le labbra.
Se ne pente subito, perché è come se si fosse materializzato lì, di fronte a lei, Corrado: a lui non piace quando è scurrile, odia la trivialità. Usa soltanto frasi adeguate. Per sedurre o per ferire, ma sempre perfette.
Si sfila lo zaino, sente sulla pelle della schiena la stoffa umida della maglietta, la sfiora il pensiero di cambiarsi, poi lancia un’occhiata al rifugio rannicchiato sul prato una trentina di metri più a valle, dall’altra parte della forcella, e decide che può aspettare.

Scoperte

di Davide De Lucca –

Il mio uomo mi dice donna, ho trovato qualcosa da offrire ai vicini di caverna quando vengono a cena. Cosa intendi?, gli chiedo, quando abbiamo ospiti facciamo sempre le stesse cose: prendiamo un pezzo di mammut, lo cuciniamo sul fuoco, chiacchieriamo, e guardiamo le figure disegnate e le ombre delle fiamme sul muro. È vero, mi risponde lui, ma beviamo sempre acqua. Cos’altro dovremmo bere? Per caso, mi spiega, ho lasciato degli acini di uva in una giara per un po’ di tempo; li ho spremuti e ne è uscita una bevanda nuova che vorrei assaggiare – che ne dici?

Tempo presente

di Annarosa Maria Tonin –

Non c’è il sole del mattino a incendiare di rosso la casa; eppure, l’incendio sta per divampare lo stesso. Nel tempo di una sera.
Stanco, quasi stramazzato, appoggia sulla poltrona all’ingresso la cartella con i bozzetti. Staranno lì, non ha voglia di riordinarli. Il suo tempo presente, il suo qui e ora ha voglia di altro, di fantasie silenziose, di un desiderio da consumare con avidità.

Nel paese degli esili

di Davide De Lucca –

È finita la guerra. Al ritorno in città ci aspettiamo un nuovo governo e abbiamo la testa confusa, inebriata di speranze e progetti. Ma veniamo delusi di nuovo, immediatamente.
Gli alti e i bassi si sono alleati per prendere il potere. Le due fazioni rivali, da anni contrapposte, trovano un accordo per comandare. Nessuno se l’aspettava. I bassi hanno sempre chiesto di fare le porte della loro misura per evitare sprechi, chiedendo agli alti di chinarsi all’ingresso.

A occhi chiusi

di Annarosa Maria Tonin

Non sente più bussare alla porta. Allora guarda il mobile a cassettoni, regalo di nozze, e tutto ciò che vi è stato appoggiato sopra: uno specchio dalla cornice d’argento, foto di famiglia, una ciotola con le collane. Soltanto collane, perché Verde non porta altro tipo di gioielli. I buchi alle orecchie li detesta, i braccialetti sono d’intralcio, gli anelli le sembrano inutili, a parte la fede nuziale. Ma le collane, le collane… di quelle ne avrebbe volute ancora; soltanto che Mirko non aveva fatto in tempo a regalargliene altre.

La vita sessuale di Howard Phillips Lovecraft

di Francesco Zanolla –

Providence. Agosto 1903
Lovecraft sente un calore umido all’inguine, lo stesso che prova ogni sera, quando, tra veglia e sonno, gli capita di tornare a immaginarsi le spalle forti della giovane cameriera che accudisce la madre malata, i suoi polpacci affusolati e torniti, i profili dei suoi seni sotto il grembiule.

Peter, Andrea & Jan Hus

di Francesco Zanolla –

«Mangia il bramborak finché è caldo».
Peter non si fa problemi a parlare con la bocca piena, mentre mastica.
Nel frattempo beve una generosa sorsata di birra dal boccale. È già la terza, mi ha spiegato. E non sono ancora le undici del mattino di una domenica di Pasqua che indugia tra squarci di sereno e nubi minacciose.
Mi ha agganciato a Malá Strana, appena prima che iniziassi a traversare Ponte Carlo.
Con un sorriso ingraziante e discreto, in un italiano più che decente, mi ha offerto corone ceche a «prezzo ottimo».
Gli ho risposto che non ne avevo bisogno e gli ho chiesto di portarmi a fare merenda.

App-ocalypse Now

di Davide De Lucca – 

Palo Alto. Cazzo. Sono ancora soltanto a Palo Alto. Siedo in un bar specializzato in frullati depurativi e aspetto la mia prossima missione. Il portatile aperto sopra il tavolo, negli auricolari bianchi “The End”; tengo vicini lo smartphone, il tablet e un beverone all’ortica e iperico. Ricevo una chiamata su Skype. Sono loro, sono pronti a vedermi.
Esco in strada: mi piace l’odore del silicio al mattino. Tre uomini mi accolgono nel loro ufficio. Scambiamo alcuni convenevoli. Mi conoscono, sanno come lavoro.

Margalit

di Annarosa Maria Tonin – 

Entrambe avevano dimenticato a casa le scarpe. “Ottima ragione per mettere alla prova il rapporto qualità-prezzo di quelle vendute in un posto mai visto prima” aveva osservato, mentre la strada rettilinea fatta costruire da Napoleone procedeva. Aveva aggiunto anche che non stavano sbagliando direzione; eppure, la maestra di violino continuava a sostenere di avere sbagliato.

La notte dell’imperatore

  • Digressioni
  • 27/11/2016

di Annarosa Maria Tonin – 

Non riesce a dormire. Le riprese in esterna in zona di guerra. Di nuovo. Alza e abbassa la coperta, continuando a rimpiangere il momento in cui ha rescisso il contratto con quella rete televisiva olandese. Ha caldo e freddo, proprio come quando rientrava a casa, adolescente, dopo aver percorso la strada più trafficata del quartiere, piena di siringhe.
Erano gli anni in cui avrebbe potuto perdersi; invece, suo padre lo aveva salvato.

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