La notte dell’inchiostro

di Valentina Matilde De Carlo – 

Luce. Luce fredda e asettica che aumenta e cala automaticamente, senza obbedire a nessun comando. I nostri occhi vagano sullo schermo, la nostra mano corre sui tasti e il loro ticchettio diventa il nostro abituale, poco mellito, sottofondo sonoro, mentre componiamo parole sulla pagina virtuale. In qualunque luogo, a qualunque ora, possiamo scrivere senza impensierirci per i refusi, che in un colpo di tasto svaniranno senza lasciare traccia. Può capitare che, mentre corriamo sui tasti inseguendo i pensieri, arrivi d’improvviso la notte, così come giunse, in un tempo passato, la notte dell’inchiostro.

Se una notte d’autunno un barile d’acquavite

di Alvise Reiner – 

Quando nell’inverno del 1787 Giuseppe II intraprese un’ambiziosa campagna militare contro i turchi del Banato, mai si sarebbe aspettato di vedere i propri progetti d’espansione infranti a causa di un barile d’acquavite. D’altro canto, l’imperatore «era noto e stimato per le sue vedute umanitarie, ma nessuno riusciva a vedere quale contributo potesse mai dare sul campo di battaglia. […] Quindi erano in parecchi, fin dall’inizio della campagna, a prevederne un’infausta conclusione. E gli eventi futuri avrebbero dato loro ragione».

Visioni e tentazioni

di Laura Cuzzubbo – 

L’uomo medievale ama la luce. Dio è luce ed è divino ciò che emana luce, la quale entra perciò a fiotti nelle cattedrali gotiche. Il medioevo apprezza quindi le tinte vivaci e l’oro, in arredi sacri, monili e pale d’altare. A differenza del mondo attuale che predilige il pacifico blu, il colore eletto del medioevo è il rosso, colore del lusso, indossato dai ricchi e, fino al XIX secolo, dalle spose contadine. E ancora, la Regola di San Benedetto impone ai monaci che il dormitorio sia illuminato fino all’alba.

Una linea nella sabbia

di Alvise Reiner –

Tra l’ottobre 2014 e il gennaio 2015, il Califfato islamico tentò una sanguinosa offensiva per la conquista della città di Kobane, portando di fatto alla ribalta internazionale la “questione curda”. Divisi tra Iraq, Iran, Turchia e Siria, i curdi hanno fatto della lotta all’ISIS lo strumento per le proprie rivendicazioni autonomiste. Da dove nasce la volontà di questo popolo di essere riconosciuto nazione e in che modo si è giunti, invece, alla sua frammentazione?

L’illusione Risorgimento

di Alvise Reiner –

“Dare alla gente il pane e il lavoro”: ecco l’obiettivo minimo senza il quale ogni rivoluzione nel nome di libertà e progresso risulta vana. Sono le parole che Giulio Cesare Abba mette in bocca a tale frate Carmelo, all’indomani dello sbarco di Marsala, l’11 maggio 1860. Che la fonte sia attendibile o meno, poco importa, poiché ci pone una domanda di scottante attualità al momento della spedizione dei Mille: il Risorgimento fu un movimento di popolo o di élite?

Non un pranzo di gala

di Francesco Zanolla –

Articolare qualche riflessione sul concetto politico di “Rivoluzione” rischia di rivelarsi un compito assai arduo. Per farlo in una maniera che sia in qualche modo significativa, occorre infatti ingaggiare un tortuoso corpo a corpo con una delle tradizioni culturali più articolate, gloriose, esaltate, criticate e vilipese della modernità occidentale, che ne ha fatto uno degli snodi centrali della propria teoria e della propria prassi politica.

Girolamo Mercuriale e il suo trattato

di Daniele Rampazzo –

Si fa un gran parlare al giorno d’oggi di cura del corpo e della mente. Corsi di ginnastica in tutte le salse e di benessere fisico e mentale sono la norma. Manuali e testi divulgativi di vario genere imperversano sulle nostre librerie. Ma qual è il progenitore, l’antenato di questi testi improntati alla cura del corpo e a considerare l’educazione fisica come una fondamentale componente per lo sviluppo dell’equilibrio psicofisico?

In Asia prima di Marco Polo

di Daniele Rampazzo –

Quando si pensa alle esplorazioni del continente asiatico, viene subito da pensare al veneziano Marco Polo, a suo padre Niccolò e suo zio Matteo come ai primi viaggiatori in quelle lontane contrade (1260-1288). Ma ben ventisei anni prima di Marco e quindici anni prima dei fratelli Polo, un altro italiano era giunto alla corte del Gran Khan: il frate francescano Giovanni dal Pian del Carpine.

Alessandro Tandura: il primo paracadutista italiano

di Gino Zangrando – 

Quando si parla degli aerei nella prima guerra mondiale tutti pensano ai leggendari aviatori come il Braone Rosso, ma non ai paracadutisti, nonostante che da un lancio nasca una storia quasi mitica: quella di Alessandro Tandura da Vittorio Veneto (TV).

L’avventura di Tandura potrebbe benissimo essere la trama di un film: l’eroe viene paracadutato dietro le linee nemiche dove la sua città natale è occupata. La missione è dare informazioni sulla situazione degli occupanti usando i piccioni viaggiatori.

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