Sangue amaro

di Massimo Versolatto – 

Bianco e nero, una leggera armonia sotterranea, una voce sensuale eppur malinconica che invade lo schermo, un movimento in avanti verso una fatiscente fabbrica abbandonata. Ma non deserta.
Ci sono degli uomini al suo interno, tutti di razza bianca e vestiti di nero o gradazioni scure. Una donna di colore completamente nuda, dal fisico longilineo, che per semplicità – ma non per motivi interpretativi – chiameremo Madre Natura, muove passi lenti e precisi all’interno dell’edificio, e ogni volta che incontra le persone, a queste crescono dei rami che escono dalla bocca e dagli occhi.
Ad alcuni sbocciano piccoli fiorellini.

L’effetto notte di Patrick Daughters

di Massimo Versolatto – 

Nella fase di pre-produzione di un’opera audiovisiva ci si interroga spesso – a maggior ragione nei casi in cui il budget a disposizione sia limitato – sul numero di sequenze ambientate di notte, sulla loro necessità di illuminazione artificiale e su come l’uso di quella luce possa creare l’atmosfera voluta. A volte si sceglie di girare con luce diurna, applicando uno speciale “effetto notte” che scurisce le immagini. Questo particolare effetto ha una storia di lungo corso, si utilizzava infatti già ai tempi del cinema muto, quando le pellicole erano molto poco sensibili e dopo il tramonto praticamente non vedevano nulla.

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