In girum imus nocte et consumimur igni

di Matteo Zucchi – 

Una peregrinazione nella completa oscurità del mondo circostante e della sua natura, alla continua ricerca di una fiamma da cui avere un po’ di ristoro e per cui infine immolarsi. Qualcuno potrà storcere il naso di fronte all’applicazione di questi riferimenti culturali a un prodotto videoludico ma le parole suddette risultano rappresentative di poche opere degli ultimi anni come della saga di Dark Souls (FromSoftware, 2011).

Sulla narrazione della rivoluzione della narrazione videoludica

di Matteo Zucchi –

A chiunque abbia una minima confidenza col mondo videoludico non parrà strano sentire un’affermazione di questo tenore provenire da uno dei creatori di alcuni dei più influenti videogiochi degli anni ‘90, i progenitori degli sparatutto arena Doom (ID Software, 1994) e Quake (1996), principali esponenti di un genere che ha fatto di un divertimento tanto tecnico quanto privo di ogni stimolo culturale il proprio araldo.

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