Sulla narrazione della rivoluzione della narrazione videoludica

di Matteo Zucchi –

A chiunque abbia una minima confidenza col mondo videoludico non parrà strano sentire un’affermazione di questo tenore provenire da uno dei creatori di alcuni dei più influenti videogiochi degli anni ‘90, i progenitori degli sparatutto arena Doom (ID Software, 1994) e Quake (1996), principali esponenti di un genere che ha fatto di un divertimento tanto tecnico quanto privo di ogni stimolo culturale il proprio araldo.