Chi è senza macchia

di Enrico Losso –

Rosalia aprì il foglietto con un gesto incerto, dopo che aveva passato un’ora buona dentro il brutto bar di Via Mascarella. Non aveva avuto il coraggio di fare venti metri in più e salire le scale dell’appartamento che divideva con altre tre studentesse pugliesi. Non voleva che la vedessero piangere, né di sconforto, né di felicità. Non aveva legato con loro, solo con Maria si era spinta, in quei primi quattro mesi da matricola universitaria, a qualche confidenza in più, ma definirla un’amica era troppo, almeno per lei.
Gli indici e i pollici tremolavano, si era sentita così tesa solo prima dell’esame di maturità, con il professore di latino che incuteva timore non appena muoveva le sopracciglia. Ma qui non c’era in gioco un sessanta – che poi era stato soltanto un cinquantasei – ma una vita intera. Trattenne lo sguardo sull’intestazione del referto. Poi lo fece scendere
di un paio di millimetri più in giù, fino alla data.

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