Congetture sopra uno scheletro

di Francesco Zanolla –

Alla fine Ismaele l’aveva presa.
I vecchi del villaggio, all’epoca poco più che mocciosi, la ricordano ancora quella mattina. È un ricordo sbiadito, che si perde spesso tra bave e biascicamenti, ma che non cessa di riaffiorare dalle acque della memoria, torbide come quelle della baia dopo le tempeste invernali.
Qualcuno ricordava le discussioni feroci su quel che andava fatto, perché magari era stato spedito dalla propria madre a recuperare il padre o un fratello alla Tana della Murena, prima che la cena si raffreddasse troppo.
Perché all’imbrunire, tirate in secco le barche e sistemati gli attrezzi da pesca, era alla Tana della Murena che gli uomini del villaggio si incontravano. Ogni santo giorno, domenica esclusa. Per mettere in corpo dell’alcol e scambiarsi resoconti sulla giornata di duro lavoro alle nasse e alle reti; e poi per contrattare con i mercanti di pesce, tirando sul prezzo tra imprecazioni, a volte decisamente oscene, e ruvide strette di mano inumidite da sputi rituali a suggellare gli accordi raggiunti.
Quella primavera però tra i tavolacci e il bancone di legno di quercia non si disputava furiosamente sul prezzo delle ombrine o dei calamari. Ogni abboccamento, ogni discorso, ogni parola che usciva da quelle bocche spesso sdentate e male in arnese, tra un sorso di acquavite e una tirata di pipa, riguardava lei.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 10 – clicca qui per info)

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER - ti aggiorneremo sulle novità della nostra rivista 

logo-digressioni-full

DIGRESSIONI - TRIMESTRALE CARTACEO DI CULTURA

Reg. Tribunale Udine n. 19/16

info@digressioni.com |