Conrad alla finestra

di Taddeo Tebaldi –

Che cos’è una citazione? È un frammento del pensiero di un uomo più autorevole di colui che vi si appella. I romanzieri le usano per abbellire, legittimarsi o omaggiare; scienziati, accademici e divulgatori ne hanno bisogno per convalidare le proprie tesi; altrove servono a nobilitare un messaggio banale. Di rado sono rappresentative dell’autore e, soprattutto, non sempre nascono come aforismi. Se è vero che Oscar Wilde, oltre a essere stato un grande scrittore, saggista e provocatore, scriveva anche ottimi aforismi, in moltissimi casi le citazioni più note sono frammenti arbitrariamente sradicati dal contesto originario, a volte a danno dell’autore.
Per esempio, Ralph Waldo Emerson, padre del trascendentalismo, è noto per aver detto: «Odio le citazioni. Dimmi ciò che sai tu». Emerson, però, questa frase non l’ha twittata e la sua affermazione è in realtà una particella di un paragrafo («Immortalità. Ho notato che non appena uno scrittore si avvicina a questo tema, inizia subito a citare. Odio le citazioni. Dimmi ciò che sai tu»), che a sua volta chiudeva una lunga riflessione consegnata ai diari.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 11 – clicca qui per info)

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