Conservazione

di Ginevra Lamberti –

Il parco è cinto da mura che un tempo proteggevano una villa padronale, forse la villa padronale di qualcuno che a un certo punto ha prodotto degli eredi che hanno poi venduto il terreno. Oggi il cancello è aperto al mondo, affacciato sulla statale. Avanziamo con misurata spavalderia e ci fermiamo dopo pochi passi. Abbiamo trentacinque
anni e abbiamo iniziato ad avere delle paure. Non sappiamo se vorremo riprodurci, ma a scanso di equivoci desideriamo conservarci.


Lui dice questo parco non mi piace, finiamo la sigaretta e andiamo via.
Dico che il parco di giorno deve essere bello in realtà. Ma che cos’è quella cassetta?
Dice che potrebbe essere una cassetta per le siringhe e io non capisco. Mi spiega che a Mestre, negli anni ottanta e novanta, nei parchi hanno sistemato delle cassette apposite per buttare le siringhe usate, e poi altre che ne distribuivano gratuitamente di nuove, per limitare la diffusione delle infezioni. Poi mano a mano sono cadute in disuso e sparite, ma dice che in giro ce n’è ancora qualcuna di residua. Intanto che esaminiamo la cassetta si alzano delle voci come di giovani più giovani di noi, stanno in fondo al buio del parco. Sono le voci di quelli che hanno ancora radici abbastanza sottili da non aver paura.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 11 – clicca qui per info)

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