Da Calvino a Bandersnatch

di Carlo Selan –

A fine 2018 su Netflix è stato reso disponibile l’ultimo episodio di Black Mirror, serie televisiva antologica (scenari e personaggi sono diversi a ogni episodio) dai toni distopici avente come tema generale il rapporto tra lo svilupparsi della società umana e il contemporaneo progredire delle nuove tecnologie. Come probabilmente si aspettavano i suoi creatori Charlie Brooker e David Slade, Bandersnatch (è questo il nome dell’episodio in questione) fin da subito ha fatto parlare di sé, tanto che per giorni le bacheche Facebook e Instagram sono state invase da meme e articoli riguardanti quest’ultimo capitolo della serie. In particolare, Bandersnatch ha suscitato interesse perché a livello strutturale non si presenta come una classica puntata di una serie televisiva in cui, attraverso il montaggio e la narrazione per immagini, musiche e dialoghi, si procede da un inizio verso una fine secondo una sequenzialità programmata dagli autori; al contrario, esso sembra qualche cosa di costruito per non avere un vero finale (o meglio, non uno solo), in quanto gli spettatori stessi sono chiamati a decidere su come far sviluppare l’azione premendo in precisi momenti dell’episodio sullo schermo del tablet o dello smartphone il link 1 (posto a sinistra del campo visivo) associato a un dato agire del protagonista o il link 2 (a destra) riguardante un muoversi diverso dello stesso personaggio.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 10 – clicca qui per info)

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