Dissacrare per resistere

di Enzo Martines –

Le rivoluzioni vengono da lontano e lontano dobbiamo cercarle. Sono sempre state percorsi con maturazioni lunghe che poi accelerano per finire in esplosioni violente e fulminanti.
Nel “globale”, nel contemporaneo, tutto sembra “limitrofo”, l’illusione della vicinanza a eventi e persone abita tutti noi che ci esprimiamo con una sorta di falsa sapienza: quella di chi è convinto di poter conoscere, venire a conoscenza di qualsiasi cosa. Tutto falso, però. Ogni verità si costruisce (si è costruita) con i tempi di una maturazione sufficiente, viene da lontano e ha un percorso lungo, come per le rivoluzioni.

Gli hacker sono relegati a bombaroli, guastatori che colpiscono singoli obiettivi nel mare della Rete che è però capacissima di autorigenerarsi. Tentativi di ribellione soffocati dal mondo parallelo del Web e dalle grandi organizzazioni dell’Autodifesa.
Continuano i colpi di Stato intanto, in tutto il mondo reale. In Africa, in Sudamerica, violente insurrezioni e controinsurrezioni ai confini di democrazie labili, mai risolte del tutto, oppure presso regimi corrotti e corruttibili, si ripetono in apparenti cliché riconoscibili nella storia di quei popoli.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 4 – clicca qui per info)

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