Elegia per un cantiere

di Diego Tonini –

Lo confesso, sono un architetto. Avete ragione, non è il caso di farne una tragedia, anche perché Atene è piena di gente che scrive lagne del genere e non serve che mi lamenti pure io, e di questi tempi se hai un lavoro è meglio tenertelo stretto. Il fatto è che io volevo fare l’archeologo, però mi hanno detto di lasciar perdere perché siamo nell’età del bronzo e se mi mettessi a scavare qua sotto non troverei altro che terra, pietre appuntite e qualche legnetto bruciato.
Allora mio padre, che era re di Atene e un po’ di agganci ce li aveva, mi disse: «Studia, regazzi’, fa’ l’architetto che poi quarche appalto t’o rimedio io, te faccio costrui’ du templi e te sistemi per bene.»
Non aveva mai imparato il greco antico, mio padre, conosceva solo il dialetto.

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