Geometrie di un labirinto

di Cinzia Agrizzi –

La geometria del labirinto si riflette fedelmente nel reticolo veneziano, uno spazio pluridimensionale e plurisensoriale, un gioco di specchi che seduce e inganna, traducendosi nella «perdita completa dell’individuo nel mare delle cose».
È questo il ritratto di Venezia che tanta letteratura ci offre: un luogo-simbolo, un archetipo immaginativo, la cui decifrazione permette di accedere a un immaginario collettivo – letterario e urbano – che si colloca tra realtà e utopia ed è fortemente legato al tempo, ai sensi e alla morte.

[…] la città manteneva nel Canal Grande la sua splendida esibizione di vita, ma la morte stava a sonnecchiare in qualsiasi rio confinante, ceneri ostruivano canali di morta laguna, ratti pazientemente si moltiplicavano, lui lo sapeva.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 9 – clicca qui per info)

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