Girolamo Mercuriale e il suo trattato

di Daniele Rampazzo –

Si fa un gran parlare al giorno d’oggi di cura del corpo e della mente. Corsi di ginnastica in tutte le salse e di benessere fisico e mentale sono la norma. Manuali e testi divulgativi di vario genere imperversano sulle nostre librerie. Ma qual è il progenitore, l’antenato di questi testi improntati alla cura del corpo e a considerare l’educazione fisica come una fondamentale componente per lo sviluppo dell’equilibrio psicofisico?
Bisogna risalire al 1569 quando il medico forlivese Girolamo Mercuriale pubblicò a Venezia il suo trattato Artis gymnasticae libri sex: qui la ginnastica viene analizzata sia da un punto di vista storico, con il recupero della connessione con l’antichità classica (in linea quindi con le istanze umanistiche) e sia dal punto di vista igienico. Vengono rievocati e presentati i vari esercizi diffusi tra i greci e i romani per sviluppare forza e agilità indicandone i modi per eseguirli, oltre agli effetti benefici che causano all’organismo. Il suo può essere considerato il testo di nascita della medicina sportiva, tanto che divenne lo standard su cui basarono tutti i trattati del secolo successivo.

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