Guardrail

di Alessandro Mambelli –

La donna dall’età indefinibile indossava un cardigan rosso di lana sopra una camicia blu a fiori, una gonna di velluto a coste e delle calze bianche, alte fino al polpaccio, infilate in un paio di ciabatte distrutte; le dita, nodose come rami secchi, erano appoggiate al guardrail su cui sedeva guardando nel vuoto. Dietro al guardrail, oltre la macchia boschiva e il torrente, c’era un vecchio casale ristrutturato a ristorante che aveva creato per i clienti un grande labirinto in mezzo al campo di grano di proprietà; la gente pranzava o cenava e poi, alla luce del sole o con delle vecchie e suggestive lanterne, entrava nei ghirigori gialli e verdi e si perdeva, si perdeva, si perdeva… Una volta, molto tempo prima – prima del miracolo economico, dei film di Fellini e delle balere estive, quando la guerra era appena iniziata –, su quel campo di grano c’era stato un grave incidente: il marito, guidando il trattore, aveva investito e ucciso sua moglie. La donna sul guardrail se lo ricordava bene.

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