Hyvaa Joulua Thyma!

di Francesco Zanolla – 

C’è Kurtz che mi sussurra “Dai.”
Delicato.
Amorevole, quasi.
E poi c’è il mio dito che accarezza il grilletto.
Altrettanto delicato.
E amorevole.
“Il fucile. Lo devi trattare come una femmina” mi aveva spiegato quando me lo aveva messo tra le braccia.
Una perfetta riproduzione del celebre fucile d’assalto di fabbricazione tedesca Heckler & Koch G3 calibro 7,62.
Almeno era quello che pensavo.
“Adesso i crucchi usano il G36” mi diceva mentre lo tirava fuori da una custodia di nylon nera. “Una bella bestia pure lui, ma molto meno elegante.”
Poi c’è la detonazione secca che mi assorda. Il calcio dell’arma che mi si inchioda alla clavicola. L’abitacolo che si satura dell’odore della cordite bruciata. Il fagotto di vaga forma umanoide, appeso ad una scala di corda sotto il davanzale di una finestra a cinquanta metri dallo spiazzo in cui siamo parcheggiati, che esplode in una girandola di gommapiuma e stoffa rossa. Un allarme che parte ad ululare con un fastidioso timbro acuto. Un paio di cani che cominciano ad abbaiare rauchi.
“Ma non mi avevi detto che era ad aria compressa!” chiedo, mentre lui, ridendo mette in moto e sgasando con moderata euforia si ributta in strada.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 8 – clicca qui per info)

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