Il conte eretico

di Annarosa Maria Tonin –

Vicenza, contrada dei Porti, 1555. Palazzo da Porto lo ha accolto di nuovo, reduce dai successi di Mantova e Venezia. Il conte non gli ha commissionato altri affreschi, ma due ritratti a grandezza naturale, due tele che si guardino e, insieme, siano osservate dagli illustri frequentatori della casa.
Iseppo (Giuseppe) da Porto, la cui data di nascita è incerta (oscilla tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI), ha richiamato l’amico pittore Paolo Veronese a Vicenza, perché celebri la sua rivoluzione artistica, dipingendo due ritratti che esaltino l’amore all’interno di un ordine politico e sociale in cui i da Porto sono simbolo di ricchezza, potere e splendido mecenatismo.
Il pittore attende il suo committente davanti alla finestra del piano terreno rialzato, ai lati della quale le due tele vivranno, illuminate da una luce speculare.
Il padrone di casa sarà ritratto con il figlio primogenito, Adriano; l’altro dipinto vedrà protagonista la moglie Lucia Thiene, sposata nel 1545, e la figlia Porzia. Nel corso degli anni la coppia avrà altri cinque figli: Leonida, Dorotea, Vittoria, Lelia, Deidamia.

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