Il labirinto e la bussola

  • Digressioni
  • 19/01/2019

di Matteo Pernini –

Nel racconto Abenjacàn il Bojarí, ucciso nel suo labirinto (Abenjacán el Bojarí, muerto en su laberinto) l’universo è detto un mistero, ma dello stesso ordine della lettera rubata di Edgar Allan Poe o della stanza chiusa di Israel Zangwill, ossia: un racconto a enigma, una tortuosità dell’intelletto, un paradosso.
Gilbert K. Chesterton – al quale Borges dovette le migliori ore del suo piacere letterario – rivendicò, come è noto, il proprio cattolicesimo per via di paradossi: in un racconto, un generale prussiano fallisce l’obiettivo per la troppa obbedienza dei propri soldati, in altri si danno uomini troppo alti per essere visti o, ancora, anarchici salvati dal rispetto per le tradizioni.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 9 – clicca qui per info)

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