Il melo nano

di Gianluigi Bodi –

Quando la voce dall’altro capo del telefono chiuse la conversazione, Carlo appoggiò il cellulare sul tavolo della cucina e tornò in bagno. La vasca era quasi piena, si spogliò ed entrò in acqua. L’uomo gli aveva detto di chiamarsi Francesco, di aver passato interi pomeriggi con lui a giocare a biliardo alla Casa del Popolo, ma Carlo non riusciva a ricordarsi quella voce, né il volto dell’interlocutore. Erano da poco passate le nove di sera, Francesco lo stava  cercando da due giorni e finalmente aveva trovato il numero. Uscì dalla vasca e si vestì, si preparò un panino e lo mangiò davanti al divano. In un canale locale stavano trasmettendo l’ennesima replica delle comiche di Benny Hill. Quando era piccolo le adorava, ora le trovava tristi e volgari eppure non riusciva a cambiare canale. Francesco si era
presentato, si era scusato per l’ora, aveva preannunciato a Carlo una brutta notizia e poi gli aveva detto che suo padre era morto. Un infarto in giardino, i funerali programmati.

Sua madre era morta quando Carlo aveva appena compiuto quindici anni e lui aveva aspettato di compierne diciotto prima di andarsene di casa. Adesso doveva decidere se tornare nel paese da cui era fuggito o fare finta che nessuno lo avesse chiamato.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER - ti aggiorneremo sulle novità della nostra rivista 

logo-digressioni-full

DIGRESSIONI - TRIMESTRALE CARTACEO DI CULTURA

Reg. Tribunale Udine n. 19/16

info@digressioni.com |