In girum imus nocte et consumimur igni

di Matteo Zucchi – 

Una peregrinazione nella completa oscurità del mondo circostante e della sua natura, alla continua ricerca di una fiamma da cui avere un po’ di ristoro e per cui infine immolarsi. Qualcuno potrà storcere il naso di fronte all’applicazione di questi riferimenti culturali a un prodotto videoludico ma le parole suddette risultano rappresentative di poche opere degli ultimi anni come della saga di Dark Souls (FromSoftware, 2011). La divisiva trilogia creata da Hidetaka Miyazaki, rifacendosi all’ancora acerbo gioco di ruolo dark fantasy Demon’s Souls (FromSoftware, 2009), è correlata fin dal titolo ai concetti di notte e oscurità che si manifestano in maniera complessa e stratificata, sia per quanto concerne la narrazione che le meccaniche di gioco, collaborando a quell’eccezionalità che ha reso DS uno dei più importanti videogiochi contemporanei. D’altronde è un’eterna notte quella da cui proviene il mondo di gioco, il cui perdurare viene interrotto dall’avvento del fuoco e dell’elemento differenziante che comporta, in ossequio all’immagine utilizzata fin da Eraclito per rappresentare il divenire.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 8 – clicca qui per info)

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER - ti aggiorneremo sulle novità della nostra rivista 

logo-digressioni-full

DIGRESSIONI - TRIMESTRALE CARTACEO DI CULTURA

Reg. Tribunale Udine n. 19/16

info@digressioni.com |