La rovesciata

di Enrico Losso –

…che vedere il mondo a rovescio è pure divertente, anche se io sono un tipo coi piedi per terra: mi è capitato poche volte nella mia vita, quante? Boh, quattro-cinque volte mi sa: la prima, sicuro, ero piccolo, sulla giostra del paese, quella che faceva il giro della morte – tutti fregavano la cicciona mezza cieca che staccava i biglietti e io l’unico idiota che pagava – e mi ero sganasciato a vedere il campanile dell’oratorio che si reggeva sulla punta, e il prete sulla pelata; poi, sulla spalliera alla scuola media, che ero uno dei pochi a riuscirci; poi, a fare il deficiente col bungee jumping, che l’avevano appena piazzato in riviera e dovevo conquistare la Marlene, e poi oggi in campo. Passaggio di Capozzi dalla destra, un tiraccio che si è trasformato in cross per sbaglio e io piantato vicino al dischetto quando avrei dovuto essere trenta metri indietro perché sono un centromediano metodista, che detto così fa tanto talebano, ma questa è la definizione che mi ha appiccicato addosso il primo Mister e poi mi è rimasta: “Tu sei un centromediano metodista e te ne stai a rompere i corni agli avversari che arrivano, con metodo, gli togli l’aria come fanno i pitoni che ti girano attorno e ti soffocano” e quindi io mi trovo in area di rigore per inerzia, perché tutti intorno passeggiano, paiono i  fighetti in centro il sabato pomeriggio ma è domenica, ultima domenica di campionato Lega Pro che io chiamo ancora Ci Due come sugli album di figurine che facevo da piccolo, fa caldo e la gente è tutta ai lidi, gli spalti sono mezzi vuoti. Cosa mi viene in mente?

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 10 – clicca qui per info)

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