La vita sessuale di Howard Phillips Lovecraft

di Francesco Zanolla –

Providence. Agosto 1903
Lovecraft sente un calore umido all’inguine, lo stesso che prova ogni sera, quando, tra veglia e sonno, gli capita di tornare a immaginarsi le spalle forti della giovane cameriera che accudisce la madre malata, i suoi polpacci affusolati e torniti, i profili dei suoi seni sotto il grembiule.
Si accuccia tra le frasche, e le sue mani tredicenni vagano sul basso ventre, mentre non riesce a staccare lo sguardo dalla figura femminile nuda nella luce del meriggio, in piedi al centro della pozza di smeraldo che il torrente forma nella radura. L’acqua le lambisce placidamente le ginocchia. Gocce in sciami erranti sullo schermo bianco della schiena.

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