Mappe per un naufragio

di Francesco Zanolla –

“I maggiori sviluppi nell’immediato futuro avranno luogo non sulla Luna o su Marte, ma sulla Terra, ed è lo spazio INTERNO, e non quello esterno che va esplorato. L’unico pianeta veramente alieno è la Terra.”
Così si esprimeva J.G. Ballard nel 1962, in un saggio pubblicato su New Worlds, la rivista britannica che ospiterà molti dei suoi racconti e che per un breve periodo rappresenterà un importante incubatore di innovazione letteraria, capace di portare la fantascienza a dialogare con le vecchie e nuove avanguardie del ‘900, tra surrealismo, modernismo sperimentale e post modernismo nascente.
Il saggio si intitolava Qual è la via per lo spazio interno? e delineava gli strumenti per fare uscire la fantascienza dal ghetto della letteratura di genere e trasformarla in un potente strumento di indagine della realtà.
Meno ferraglia in giro per il cosmo; meno alieni viscidi e tentacolari; meno Imperi galattici in guerra tra loro. E quindi meno astronautica, elettronica e cibernetica tra le discipline di riferimento.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 2 – clicca qui per info)

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