Milo De Angelis: scontri, somiglianze e difficili vicinanze

di Carlo Selan – 

Dire di poesia non è mai semplice. Dire, commentando versi, senza sembrare incauti, difficili. Descrivere una situazione, una deriva contemporanea, che sembra, almeno ora, che il secolo scorso è già lontano, non avere più scuole, sodalizi. Di tanto scrivere, di molto prodursi e pubblicare, poi restano gli isolati, quelle voci di tempo proprio, di versi forti: autori come Mario Benedetti e le sue piccole umanità di carta, come Milo de Angelis e la sua poesia dai toni, a volte, astratti, spesso concreti. Poeti che hanno attraversato un momento, hanno valicato il millennio, in differenti stagioni, con diverse esperienze, e che ora restano, ancora, a scriverci i loro versi, a dirci e ad essere compresi.

Proprio a Milo de Angelis, per la sua più recente raccolta Incontri e agguati (Mondadori 2015), è stato assegnato il Premio Castello di Villalta poesia 2016, una punta, un piccolo, grande riconoscimento a un opera che, nella sua evoluzione, già si sapeva essere importante. Senza dubbio, si può dirlo, il lavoro di uno dei più grandi poeti viventi italiani.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF – clicca qui per info)

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER - ti aggiorneremo sulle novità della nostra rivista 

logo-digressioni-full

DIGRESSIONI - TRIMESTRALE CARTACEO DI CULTURA

Reg. Tribunale Udine n. 19/16

info@digressioni.com |