Niccolò a Gotham City

di Francesco Zanolla –

Può un apparente vizio rivelarsi una virtù?
È possibile redimere una comunità politica scivolata nella corruzione?
E, soprattutto, queste due questioni, che per secoli hanno tormentato filosofi, moralisti e uomini di stato, hanno effettivamente qualcosa a che fare con il terzo e ultimo capitolo della saga di Batman firmata da Christopher Nolan, vale a dire Il cavaliere oscuro – Il ritorno (The Dark Knight Rises, 2012)?
Ovviamente, chi scrive pensa di sì: si tratta infatti di due interrogativi chiave per interpretare alcuni dei conflitti e delle dinamiche drammaturgiche del film e le risposte che emergono dallo sviluppo della narrazione appaiono affini, e per molti versi consonanti, a quelle articolate 500 anni fa da Niccolò Machiavelli.
E dunque, ecco che all’inizio del film ritroviamo una Gotham City che da otto anni prospera, sicura e libera dal crimine organizzato, su quella che (come spettatori che hanno visto il precedente film ne siamo più che consapevoli) è a tutti gli effetti una menzogna.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 9 – clicca qui per info)

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