Non ancora

di David Valentini –

Ho sognato che eri ancora vivo.
Eravamo al centro commerciale, ti tenevo per mano mentre mi tiravi per portarti nel negozio di giocattoli. Ti dicevo di fare piano, ma tu mi chiamavi per nome e continuavi a strattonarmi. Me lo compri?, dicevi. Me lo compri?
Poi non me lo ricordo come continuava, credo che a quel punto mi sono svegliata.
Marco dormiva. Russava appena, voltato dall’altra parte. L’ho fissato, indecisa se svegliarlo.
Gli ho messo la mano sulla spalla, l’ho ritirata subito. Per oltre un minuto sono rimasta a strapparmi via una pellicina che non voleva venire via. L’ho lasciata lì a penzolare.
Avevo la gola secca, sono andata in cucina. Pioveva, dalla finestra arrivava odore di erba bagnata. Un clacson nella notte mi è arrivato come lo sparo di un fucile.
Non ce l’ho fatta ad affacciarmi. Anche quando torno a casa cerco di evitarlo quel maledetto parco giochi.
Magari prima o poi ci riuscirò. Me lo ripeto ogni giorno che prima o poi ce la farò.
Ho bevuto, ho sciacquato il bicchiere, l’ho appoggiato sul lavandino e sono tornata in camera.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 11 – clicca qui per info)

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