O tutto o niente

di Annarosa Maria Tonin –

Per anni Mario aveva organizzato i suoi soggiorni romani pensando alle tre ragioni per cui lasciava la Sicilia: la figlia, la moglie, la mania di controllare la puntualità dei mezzi di trasporto via terra.
L’unico sincero dispiacere che provava, fino a stare male fisicamente, era quello di lasciare i suoi cavalli in mano altrui. Mani fidate, certo, ma pur sempre di altri.
I soggiorni romani coincidevano con i periodi in cui la moglie desiderava svagarsi, “perché i cavalli non sono uomini”, la figlia mostrarsi, “perché devo farvi conoscere i miei nuovi amici”, i trasporti comparivano nella cronaca e Mario sentenziava di voler “andare a vedere se i giornali scrivono, una volta tanto, la verità”.
Durante i soggiorni romani, la cui durata variava dai quattro giorni alle due settimane, preferibilmente “in momenti di grande vitalità”, espressione della moglie che voleva significare ‘in occasione di grandi eventi’, Mario si intratteneva con le due donne di famiglia quel tanto che bastava a salvare le apparenze.
7(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 7 – clicca qui per info)

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