Opere di Ba Abat

di Laura Cuzzubbo –

Circuiti di parole, sovrapporsi di cuciture come punti di sutura, trappole di specchi; una frase di Sartre, un diario di Anaïs Nin, miriadi di fili aggrovigliati, uno specchio arrugginito, una fotografia scomposta.
I fili bianchi, come specchi, restituiscono immagini dell’artista mai uguali, sempre impenetrabili, mai quiete. Lo specchio rivela insieme la ricerca di un’identità mai unica e il bisogno di liberarsi da essa.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 9 – clicca qui per info)

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