Percorsi a ritroso nella memoria

di Cinzia Agrizzi –

La Strada di San Giovanni è una delle poche prose autobiografiche di Calvino che l’autore aveva incluso nell’indice provvisorio di Passaggi obbligati, progetto rimasto incompiuto e pensato per accogliere una serie di scritti legati alla sua esperienza personale, tra i quali Autobiografia di uno spettatore e La poubelle agréée. Ritorno, rimpianto, nostalgia, indagine nella memoria compongono infatti la sottile linea semantica che percorre il sottosuolo di questo breve saggio, nel quale lo scrittore sanremese rievoca gli anni della sua infanzia e giovinezza in terra ligure e, soprattutto, ritrae la figura del padre in rapporto nettamente antinomico con se stesso.
Il testo, pubblicato la prima volta nel 1962 nella rivista Questo e altro, ovvero dieci anni dopo la scomparsa di Mario Calvino, sembra quasi suggerire una lunga elaborazione del lutto da parte del figlio, testimoniata anche dall’uso di una prosa proustiana, sintatticamente prolungata, rivelatrice di un rito memoriale e di un nesso autobiografico intenso.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 7 – clicca qui per info)

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