Peter, Andrea & Jan Hus

di Francesco Zanolla –

«Mangia il bramborak finché è caldo».
Peter non si fa problemi a parlare con la bocca piena, mentre mastica.
Nel frattempo beve una generosa sorsata di birra dal boccale. È già la terza, mi ha spiegato. E non sono ancora le undici del mattino di una domenica di Pasqua che indugia tra squarci di sereno e nubi minacciose.
Mi ha agganciato a Malá Strana, appena prima che iniziassi a traversare Ponte Carlo.
Con un sorriso ingraziante e discreto, in un italiano più che decente, mi ha offerto corone ceche a «prezzo ottimo».
Gli ho risposto che non ne avevo bisogno e gli ho chiesto di portarmi a fare merenda.
«Offro io» gli ho detto.
«Alle undici ho appuntamento in piazza Stare Mesto, al bar di mio cugino».
E così adesso ce ne stiamo seduti sul lato ovest di Staromestske namesti, di fronte alla chiesa di San Nicola, sotto l’ombrellone di uno dei minuscoli chioschi che punteggiano la piazza assieme alle bancarelle di paccottiglia per turisti, mangiando frittelle di patate e bevendo birra ambrata, mentre aspettiamo Andrea.
La piazza è una babele che trasuda odori grassi di fritto e carne speziata. E olezzo dolce di merda. È quella dei cavalli che tirano le carrozze. Partono da lì per gli itinerari turistici nel centro storico.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 2 – clicca qui per info)

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