Poesie

di Enrico Giacomini –

Pochi metri di giardino, rinchiusi
in una cura quasi maniacale.

La brina che lo ricopre, troppo fragile
per resistere al farsi del giorno;
un sottile lenzuolo infantile.

(Cammino e mi penso in questa luce
di forme esauste che è il silenzio
a quest’ora. Il gesto che spezza
l’abitudine sta tutto nel peso
del mio passo premuto
sull’erba, nel contorno
di orme che vanno.)

Ho firmato un rettangolo bianco
per lasciarvi una traccia
– la più fragile – di me.

Questa
la mia colpa più grande.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 9 – clicca qui per info)

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