Ritorno ad Aristotele

di Matteo Pernini –

Nella prima giornata del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632), Galileo mette in bocca a un offeso e turbato Simplicio la più bolsa difesa immaginabile della dottrina aristotelica, inerente i temi della generazione e corruzione delle cose terrestri:

Io non posso accomodar l’orecchie a sentir mettere in dubbio se la generazione e corruzione sieno in natura, essendo una cosa che noi continuamente aviamo innanzi a gli occhi, e della quale Aristotile ha scritto due libri interi. Ma quando si abbiano a negare i principii nelle scienze e mettere in dubbio le cose manifestissime, che non sa che si potrà provare quel che altri vuole e sostener qualsivoglia paradosso?”.

Che una simile perorazione adombri, neppure troppo finemente, un intento polemico non è cosa di cui dubitare, in specie ricordando quanto spesso l’impressione di un animo bellicoso faccia capolino dalle pungenti pagine del fisico toscano.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 7 – clicca qui per info)

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