Se una notte d’autunno un barile d’acquavite

di Alvise Reiner – 

Quando nell’inverno del 1787 Giuseppe II intraprese un’ambiziosa campagna militare contro i turchi del Banato, mai si sarebbe aspettato di vedere i propri progetti d’espansione infranti a causa di un barile d’acquavite. D’altro canto, l’imperatore «era noto e stimato per le sue vedute umanitarie, ma nessuno riusciva a vedere quale contributo potesse mai dare sul campo di battaglia. […] Quindi erano in parecchi, fin dall’inizio della campagna, a prevederne un’infausta conclusione. E gli eventi futuri avrebbero dato loro ragione». Giuseppe II formava con la madre Maria Teresa e il cancelliere Wenzel Anton von Kaunitz il triumvirato illuminato alla guida dell’Impero austroungarico nella seconda metà del Settecento. Tra il 1748 e il 1790 i tre si resero protagonisti di riforme per l’epoca decisive: venne introdotto l’obbligo scolastico; venne riconosciuta la parità di tutti i sudditi di fronte alla legge; venne reso legittimo il culto per i cristiani protestanti ed ortodossi, eliminate le discriminazioni di cui soffrivano gli ebrei; venne eliminato il privilegio fondiario della nobiltà; venne unificato il mercato interno, eliminati i dazi tra le varie province. In mezzo secolo di attività riformatrice vennero rinnovate le strutture portanti dell’economia e dell’amministrazione, con un considerevole aumento demografico. Ai successi dell’imperatore mancava soltanto la più classica delle consacrazioni militari.

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