Il corpo dell’attore

di Cinzia Agrizzi –

Anche se eliminiamo la parola, il costume, il proscenio, le quinte, la sala, finché rimangono l’attore e i suoi movimenti, il teatro resta teatro. (Vsevolod Mejerchol’d)
Difficile dire se il teatro sia più parola o azione. Quel che è certo è che in scena, a dare forma al logos, a vivificare un testo, è il corpo dell’attore, con i suoi limiti, le sue storture, la sua ambivalenza. Perché il corpo è un mediatore, è un linguaggio non verbale e, come tale, “significa”: racconta storie, veicola emozioni, incarna ruoli.

Buster, Groucho, Jacques e gli altri

di Davide De Lucca –

Non sappiamo chi fu il primo uomo a scivolare su una buccia di banana, ma sappiamo che il genere comico nasce con il cinema. Quando i Lumière perfezionano il cinematografo, l’immagine in movimento è muta – giusto un pianoforte a coprire il ronzio del proiettore a manovella.

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