La notte dell’inchiostro

di Valentina Matilde De Carlo – 

Luce. Luce fredda e asettica che aumenta e cala automaticamente, senza obbedire a nessun comando. I nostri occhi vagano sullo schermo, la nostra mano corre sui tasti e il loro ticchettio diventa il nostro abituale, poco mellito, sottofondo sonoro, mentre componiamo parole sulla pagina virtuale. In qualunque luogo, a qualunque ora, possiamo scrivere senza impensierirci per i refusi, che in un colpo di tasto svaniranno senza lasciare traccia. Può capitare che, mentre corriamo sui tasti inseguendo i pensieri, arrivi d’improvviso la notte, così come giunse, in un tempo passato, la notte dell’inchiostro.

Visioni e tentazioni

di Laura Cuzzubbo – 

L’uomo medievale ama la luce. Dio è luce ed è divino ciò che emana luce, la quale entra perciò a fiotti nelle cattedrali gotiche. Il medioevo apprezza quindi le tinte vivaci e l’oro, in arredi sacri, monili e pale d’altare. A differenza del mondo attuale che predilige il pacifico blu, il colore eletto del medioevo è il rosso, colore del lusso, indossato dai ricchi e, fino al XIX secolo, dalle spose contadine. E ancora, la Regola di San Benedetto impone ai monaci che il dormitorio sia illuminato fino all’alba.

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