Notturno veneziano

di Carlo Londero – 

Diego Valeri è il poeta di Venezia, cantore della luce, della pietra e dell’acqua della laguna. I suoi versi possono apparire un inno alla brillantezza spensierata della vita, magari velata di preziosismi decadentisti. Apro a caso, verso la fine, le Poesie scelte del 1977 e leggo alcuni versi: «Qui c’è sempre un poco di vento, / a tutte l’ore, di ogni stagione: / un soffio almeno, un respiro. / Qui da tanti anni sto io, ci vivo. / E giorno dopo giorno scrivo / il mio nome sul vento» (87). Non c’è bisogno di dire la competenza poetica di Valeri, autore che dimostra una raffinatezza compositiva inappuntabile unita a una disarmante agilità prosodica.

I calzini spessi

  • Digressioni
  • 15/01/2018

di Daniele Orso –

Inverno in paese,
Neve in pianura:
Potrei indossare
Calzini spessi,
Calze imbottite,
Ma non lo faccio.

Poesie inedite

  • Digressioni
  • 03/04/2017

di Alessandro Lutman – 

Questi versi notturni

Scrivere nella notte i miei versi più fragili,
lasciati in balìa dello scettro notturno,
abbattute le mura dell’Io cosciente.

Sapore agrodolce di tristezza lacrimata,
sapore salato del sudore frenetico,
sapore della notte incandescente.

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