Una storia illuminata: Francisco Goya dipinge “I duchi di Osuna con i figli” (1788)

  • Digressioni
  • 17/01/2018

di Annarosa Maria Tonin –

Museo del Prado, aprile 1823. Nessuno poteva toccarla, tranne lui, il piccolo Pedro, figlio del nono duca di Osuna e della contessa-duchessa di Bonaventa. La ama ancora quella carrozza-giocattolo, immortalata in un dipinto che sta per lasciare.
Un’altra carrozza, infatti, condurrà Pedro de Alcántara Téllez Girón y Alonso-Pimentel, principe di Anglona (1776-1851), direttore del Museo del Prado, sulla via dell’esilio verso l’Italia.
I suoi fidati collaboratori hanno portato a termine la missione: stampare mille esemplari del catalogo del museo, a futura memoria. Il principe ha fatto spegnere i nuovi bracieri e le stufe installate per migliorare l’illuminazione delle sale. Si è raccomandato che le tende, anche queste una sua innovazione, siano fatte scendere per evitare che il sole colpisca le tele in modo troppo diretto.
La repressione dei moti liberali si è compiuta e partire per l’Italia non è un caso. Il suo orgoglio più grande è aver aperto al pubblico la sezione dedicata alla scuola italiana. Il rimpianto più grande, tuttavia, dover lasciare in mani reazionarie anche la sua famiglia, ritratta trentacinque anni prima da Francisco José de Goya y Lucientes (1746-1828).

Negli anni Ottanta del Settecento Francisco Goya è accolto tra i membri della Reale Accademia di San Fernando e, in seguito, nominato Primo Pittore di Corte. Conosce i duchi di Osuna nel 1785, grazie al successo ottenuto dai suoi ritratti a olio, commissionatigli in particolare dal fratello del re Carlo III, don Luis.

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