Voglio essere una tartaruga

di Enrico Losso –

I fari posteriori rossi del SUV oltre il vetro del parabrezza lo stavano ipnotizzando.
Gregorio era incappato in un banco di nebbia insolito per la stagione e si era subito lasciato sorpassare, benedicendo il fatto di non essere solo su quella strada infilata fra i campi e l’argine del fiume.
Era ancorato a quei punti luminosi da più di venti minuti e le palpebre iniziavano a pesare.
Un fruscio alla sua destra gli fece accelerare il battito. Spalancò gli occhi e si rese conto che aveva varcato, per un istante, la soglia del sonno. E già aveva intravisto i riflessi dei primi incubi.
Il rumore me lo sono sognato?
Girò il capo.
Nel momento in cui distinse il profilo del carapace ondeggiare nella scatola foderata di paglia e lattuga, i muscoli del collo si allentarono.
Si era completamente dimenticato della tartaruga.

(L’articolo completo è disponibile nella versione stampata o PDF di Digressioni n. 7 – clicca qui per info)

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