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Gli articoli del mese

Sull’inutilità delle citazioni
di Taddeo Tebaldi

Che cos’è una citazione? È un frammento del pensiero di un uomo più autorevole di colui che vi si appella. I romanzieri le usano per abbellire, legittimarsi o omaggiare; scienziati, accademici e divulgatori ne hanno bisogno per convalidare le proprie tesi; altrove servono a nobilitare un messaggio banale. Di rado sono rappresentative dell’autore e, soprattutto, non sempre nascono come aforismi. Se è vero che Oscar Wilde, oltre a essere stato un grande scrittore, saggista e provocatore, scriveva anche ottimi aforismi, in moltissimi casi le citazioni più note sono frammenti arbitrariamente sradicati dal contesto originario, a volte a danno dell’autore.

Verità e certezza tra antichi e moderni
di Alberto Trentin

L’uomo soddisfatto, non dubita. L’uomo soddisfatto, non esiste.

Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». 2 Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3 ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». 4 Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! 5 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». 6 Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò.

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