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Gli articoli del mese

Il personaggio di Norma in Psycho di Alfred Hitchcock

di Antonio Pettierre

“Psycho” (1960) di Alfred Hitchcock è un film che innova il thriller e possiamo affermare che si tratta del primo horror ad avere elementi di modernità in temi approfonditi nei decenni successivi. La figura di Norman Bates, psicopatico serial killer, è oggetto di rappresentazione psicoanalitica agente in spazi – il motel e la casa sulla collina – ancorati a un passato dell’horror classico e alla produzione cormaniana dell’epoca. Psycho è un film-crocevia, dove il passato e il futuro s’incontrano, punto di arrivo e di ri-partenza di un certo modo di (dis)fare cinema. La pressoché vasta bibliografia critica sul maestro inglese ha sviscerato tutti gli aspetti possibili – contenutistici, estetici e produttivi – di una tra le più importanti pellicole della sua filmografia.

I Vampirti nel 700 tra scienza e teologia

di Francesco Zanolla

Un secolo prima di diventare un’icona della narrativa macabra, il vampiro fu protagonista di un intenso dibattito a cui contribuirono scienziati, medici, letterati (quali Scipione Maffei e addirittura Voltaire, che vi dedicherà un sarcastico lemma del suo Dizionario filosofico), politici (come l’imperatrice Maria Teresa d’Austria) e uomini di chiesa, e che si sviluppò nel corso del XVIII secolo a colpi di memorie, articoli, dissertazioni filosofico-teologiche ed editti. Il motivo di tanto interesse per questa figura, che traeva origine dal folklore più ancestrale dei territori orientali dell’Europa, sorse quando, a ondate successive, dalla fine del Seicento fino a oltre la metà del secolo successivo, si moltiplicarono da parte di pubblici funzionari e viaggiatori che percorrevano le regioni più a est dei domini asburgici, le notizie e le relazioni riguardo a morti che uscivano dalle tombe

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